mercoledì, Gennaio 28, 2026
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Il Comune bresciano di Moniga erogherà finanziamenti. Contributi fino a metà della spesa a titolari o gestori per i nuovi impianti

Stop al fumo nei locali pubblici. Aiuti a chi installa gli aeratori

Il Consiglio comunale è pronto a mettere mano ai portafogli per tutelare la salute dei propri cittadini contro i danni del fumo. Il sindaco, Massimo Pollini, e la sua Giunta hanno adottato un provvedimento che consentirà a negozi, bar, ristoranti e altri esercizi pubblici di dotarsi di un impianto di condizionamento e di ventilazione, per rendere più sana e pulita l’aria respirata dai propri clienti, risparmiando anche il 50% del costo totale dell’opera. Ne dà notizia, in una nota, l’amministrazione comunale della cittadina bresciana specificando che rimborserà al titolare o gestore del pubblico esercizio fino alla metà del costo totale dell’apparato che, naturalmente, dovrà attenersi alla caratteristiche di definizione e classificazione determinate dall’Uni, come previsto dalla legge 484/75 sul «divieto di fumo». Il contributo, commisurato all’entità della spesa complessiva, sarà erogato, dietro la presentazione della necessria documentazione giustificativa, in due rate annuali. «Questo provvedimento, sicuramente singolare», spiega il sindaco, «si è reso necessario in quanto il divieto di fumo di cui alla legge 484 del 1975, non si estende ai negozi e ai pubblici esercizi quali bar e ristoranti, salvo che non sia lo stesso gestore ad esporre volontariamente il cartello di divieto. Tuttavia ci è sembrato doveroso, anche alla luce degli ultimi dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità sui danni provocati dal fumo (90.000 morti in Italia ogni anno, oltre 3 milioni in tutto il mondo), non solo invitare tutti i gestori ad esporre il cartello “Vietato fumare” ma, soprattutto, agire fattivamente, tramite gli incentivi, per tutelare in particolare i cittadini non-fumatori e preservarli, per quanto possibile, dai danni del cosiddetto fumo passivo». Il Comune bresciano ritiene che la situazione sia di reale pericolo per la salute pubblica, soprattutto in considerazione dei dati relativi a gravi patologie, come il cancro polmonare, che in oltre i 90% dei casi è causato dal fumo di sigaretta. Alle paventate sanzioni amministrative (da 25 a 250 euro per il fumatore che violi il divieto e da 200 a 2.000 euro per chi, invece, venga meno all’obbligo di farlo rispettare, oltre a 20 euro per chi somministri tabacchi ai minori di 16 anni) ma anche – come nel caso del Comune di Moniga – alla necessaria informazione utile a sensibilizzare il «popolo dei fumatori» sui rischi che corre e, contemporaneamente, grazie ad incentivi economici, a inviare i gestori dei locali pubblici a predisporre le misure necessarie per proteggere i non fumatori.

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