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Taglio del nastro e festa al nuovo asilo nido

Grande partecipazione, nella mattina di sabato 9 novembre, alla festa d’inaugurazione del nuovo asilo nido alle Braile, iniziata con il classicissimo taglio del nastro e con la benedizione impartita dal parroco, monsignor Luigi Amadori: presenti, oltre ad un folto pubblico, il vicesindaco reggente Alessandro Betta, l’assessore alle politiche giovanili e della socialità Massimiliano Floriani, parte della Giunta e una rappresentanza del Consiglio comunale con la presidente Vilma Remondini.

Ancora, c’erano per l’amministrazione comunale il segretario generale Rolando Mora e la dirigente dell’Area servizi alla persona Cristina Bronzini; e poi l’ex sindaco Ruggero Morandi, il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Lorenzo Pierazzi, nonché il progettista, l’ingegner Gino Pisoni, il direttore dei lavori Andrea Santoni dello studio Abaco, e il collaudatore statico, ingegner Luciano Rigatti. A fare gli onori di casa la coordinatrice del nuovo nido, Angela Pellegrini. A dare calore e vita, tanti genitori con i lori bambini.

Dopo il taglio del nastro, a cura della piccola Aurora, e la benedizione impartita dal parroco, un breve momento formale aperto dal vicesindaco reggente Alessandro Betta che dopo aver ringraziato la precedente amministrazione per l’iniziativa del nuovo nido, ha sottolineato l’impegno centrale per il «fare comunità»: «Il che significa ad esempio – ha detto Betta – offrire la possibilità alle famiglie di disporre di un asilo nido, in modo che le mamme possano mantenere il proprio posto di lavoro, specie in tempi di difficoltà come quelli che stiamo vivendo». Il vicesindaco reggente ha poi anticipato che accanto al nuovo nido inizieranno a breve i lavori di realizzazione del nuovo parco, progettato per mezzo di un processo partecipato che ha coinvolto gli alunni delle scuole, e che darà vita alla più importante area verde dell’intero territorio comunale.

A seguire gli interventi della coordinatrice Angela Pellegrini e del progettista Gino Pisoni, quindi il taglio delle torte, il rinfresco e la visita all’edificio. Il nuovo asilo nido – frequentato da lunedì 2 settembre da 66 bambini fra tre mesi e tre anni d’età – è ad un piano unico di circa 960 metri quadrati, è composto da un blocco servizi generali, dal blocco Est (due stanze lattanti e tre laboratori), da una piazza coperta (uno spazio comune di circa 60 metri quadrati tra i due blocchi principali), dal blocco Ovest (due stanze divezzi per 9 bambini e una stanza divezzi per 18 bambini, oltre ad una stanza del sonno comune) e dal giardino d’inverno, una sala completamente vetrata aperta sul parco, con possibilità di apertura quasi completa nel periodo estivo grazie alle vetrate scorrevoli. Nel nuovo asilo nido lavorano 19 tra educatori e addetti alle funzioni ausiliari (compreso un cuoco).

Il progetto (firmato dagli architetti Gino ed Emiliana Pisoni) si caratterizza per una scelta forte, anche se in via di crescente diffusione per gli edifici pubblici: l’utilizzo «integrale» del legno. Di legno, infatti, sono sia la struttura portante, in pareti di legno massiccio multistrato, sia tutte le pareti, anch’esse realizzate in multistrato. Le pareti sono rifinite all’interno con una seconda parete in cartongesso, all’esterno con uno strato intonacato. In legno (naturalmente) anche il tetto. Solo il blocco dei servizi generali è in muratura tradizionale. Il costo dell’opera è stato di 2 milioni e 165 mila euro.

I vantaggi del legno sono consistenti e di tipo diverso: costruire in legno significa prima di tutto dare un contributo al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità, tanto più che in un edificio di questo tipo, una simile scelta svolge anche una funzione educativa e di sensibilizzazione «diretta» delle tematiche ambientali. Inoltre il legno ha una notevole capacità di isolamento, ma anche di assorbimento: è cioè in grado di compensare oscillazioni di clima e di umidità sul breve termine, creando un clima ambientale costante e più in generale una concreta percezione di comfort, anche per la naturale tendenza ad impedire l’ingresso di elettrosmog e di radiazioni ad alata frequenza, e per l’assenza di collanti e di sostanze chimiche. La cura dell’isolamento, l’orientamento a favore del massimo irraggiamento solare e l’attento dimensionamento di finestre e porte hanno permesso di installare una centrale termica di potenza ridotta.

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