domenica, Maggio 26, 2024
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TAV in Lugana: un vero disastro!

“Non preoccupati ma arrabbiati! e non contro la TAV ma per la TAV. Questo in sintesi l’urlo di dolore espresso stamani in una conferenza stampa organizzata dal Consorzio Tutela Lugana DOC per rimarcare lo stato d’animo di tutti i produttori di Lugana.

Presenti all’incontro i vertici del Consorzio, dal presidente Luca Formentini ai due precedenti presidenti Francesco Montresor e Paolo Fabiani, il direttore Carlo Veronese e molti produttori compresi anche chi dalla TAV non verrà toccato. Ma verrà invece toccato il cuore di una delle più importanti DOC nazionali che grande prestigio si è conquistata all’estero. Basti pensare che oltre il 70% della produzione viene esportata in molti paesi del mondo. Un’economia che si basa su di una produzione di Lugana, nelle varie tipologie di circa 12 milioni di bottiglie nel 2013 per un valore di produzione/bottiglia di circa 50 milioni di Euro. Se si pensa che solamente nel 2009 il valore/bottiglia prodotto era poco superiore ai 25 milioni di Euro si vede subito il balzo netto e costante avuto in pochi anni.

La superficie coltivata a Lugana nel 2013 era di di 1.181 ettari. Nel 2010 era di 1000 ettari e fino a pochi anni prima poco più di 600 ettari.

Impegno, costanza e professionalità guadagnati sui campi dagli stessi produttori che hanno saputo fare grande questo pezzo di terra italiana.

Ora con il progetto definitivo presentato alcuni giorni orsono, quasi in sordina, e quando tutti qui sono impegnati all’impegno più importante di tutta l’annata, la vendemmia, parte del mondo produttivo crolla loro addosso.

Con i cantieri previsti ed espropri alle porte oltre 200 ettari se ne andranno persi irrimediabilmente per sempre.

Noi non siamo contro la TAV è stato più volte affermato nell’incontro odierno ma per una TAV che rispetti il territorio e la nostra produttività. “Vorremmo che fosse l’ambiente a condizionare l’uomo e non viceversa. Aiutiamoci a far si che questa TAV sia un esempio si armonia tra l’uomo e l’ambiente!”

Ma come?

Semplice! utilizzando l’attuale linea ferroviaria, la Milano, in fase di ammodernamento e potenziamento capace di far transitare treni azzurri, frecce rossa, ed altro alla velocità di 200 km/orari”. Basterebbe ampliare l’attuale linea e far “rallentare” per circa 10 chilometri i treni in transito portandoli dai 300 ed oltre Km/orari ai 200 km/orari. Forse per un tempo totale di un minuto!

E, naturalmente, in tempi di crisi come quelli attuali con un grandissimo risparmio monetario.

Ma risparmio vorrebbe dire minor spesa e quindi minor introiti per qualcuno . ma, si sa, questa è la nostra Italia, in ginocchio. Ora sotto le ginocchia mettiamoci pure dei sassolini. Faranno male solo a pochi imprenditori locali!

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