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Il presidente della Provincia, Cavalli, sul progetto e sugli effetti dell’Alta capacità. Critiche a Corsini: «Brescia non sia egoista, la stazione serve a Montichiari»

«Treni veloci, fonte di sviluppo»

L’Alta capacità ferroviaria è un’occasione da non perdere per l’intero sistema Brescia. Una straordinaria opportunità per sviluppare l’aeroporto di Montichiari, che si troverebbe al centro di una rete di comunicazioni su strada e rotaia di valenza europea, capace di avvicinare l’economia bresciana ai mercati dell’est. Un’opera grandiosa, con una invasività limitata grazie a tecniche progettuali e a tecnologie costruttive avanzate. Ne sono convinti il presidente della Provincia, Alberto Cavalli, e l’assessore ai Trasporti, Valerio Prignachi, che da tempo sono impegnati per la nuova infrastruttura. La tratta Milano-Verona della linea Torino-Venezia fa parte del cosiddetto «Corridoio 5» sull’asse Lisbona- Kiev. I Comuni bresciani interessati dalla linea sono 27 . La Provincia ha il compito di raccordare le richieste del territorio con le esigenze progettuali, coordinando gli enti locali. La scaletta temporale (teorica ovviamente) prevede la redazione del progetto esecutivo da parte dei tecnici della Rete Ferroviaria Italiana entro la metà del 2003 e l’avvio delle procedure per l’apertura dei cantieri nel 2004. Nel frattempo la scommessa della Provincia è raccogliere l’adesione degli enti locali e dei soggetti privati sul progetto. Si sono già tenuti numerosi incontri e una Conferenza dei servizi a Roma in dicembre. Un nuovo incontro con i Comuni, a Palazzo Broletto, è in calendario dopodomani, lunedì 27. «Abbiamo già rassicurato i sindaci», afferma Cavalli. «Saranno salvaguardate le reti viarie comunali, le reti irrigue, l’accessibilità dei fondi agricoli, i disagi dei cantieri saranno ridotti al minimo. Le Ferrovie faranno opere di mitigazione dell’impatto ambientale e sistemeranno la viabilità esistente». Alcuni Comuni, nei giorni scorsi, hanno espresso forti perplessità sul progetto. Il sindaco di Chiari, Mino Facchetti, ha parlato di «un’opera dannosa e inutile». L’assessore Prignachi ribatte: «Strana questa valutazione. Il sindaco di Chiari, nella Conferenza dei servizi di dicembre, ha detto sì all’Alta capacità a patto che nel suo territorio scorra su un viadotto. E il progetto prevede proprio un viadotto». Capriano è preoccupato per la sua zona industriale, coincidente con il tracciato: «Abbiamo già segnalato ai tecnici le richieste di Capriano», dice Prignachi. «I progettisti stanno predisponendo delle alternative: non cambiamenti della linea, ma soluzioni ingegneristiche rese possibili dalla tecnologia. Lo stesso, possiamo rassicurare anche tutti gli altri Comuni che hanno fatto presente situazioni critiche». Alberto Cavalli si rivolge al mondo agricolo: «In questi anni abbiamo fatto notevoli sforzi per promuovere l’agricoltura: come pensare che adesso intendiamo penalizzarla?» Dalla Provincia arriva una risposta anche al sindaco di Brescia, Paolo Corsini, che nei giorni scorsi ha chiesto con insistenza la modifica del tracciato con l’individuazione di una specifica fermata a Brescia. Ricordiamo che il progetto prevede una biforcazione della linea in territorio di Rovato: l’Alta capacità vera e propria prosegue a sud verso Castenedolo-Calcinato, un ramo secondario entra a Brescia, con il raddoppio dei binari. «Questa soluzione – dice Cavalli – consente di avere una stazione vicino all’aeroporto di Montichiari, d’accordo con la Regione e la Rete Ferroviaria Italiana. Qui si concentreranno le infrastrutture della comunicazione, che consentiranno al Gabriele D’Annunzio di diventare uno snodo fondamentale non solo per la nostra economia». Secondo Cavalli, il passaggio della linea principale dal capoluogo sarebbe negativo per due ragioni: «Non aumenterebbe la frequenza dei treni e inoltre sarebbe una scelta inadeguata rispetto alle necessità del “sistema Brescia”». La città «non può essere egoista, volere sempre tutto e pensare solo a se stessa. Deve smetterla di concentrare funzioni, bisogna ragionare in termini di grande Brescia, non ricostruire le mura venete. La stazione serve dove l’abbiamo pensata. E poi – continua Cavalli – mi chiedo cosa potrebbe diventare la città nei prossimi anni con tutti i lavori già programmati…». Si prevede che la linea Alta capacità possa raggiungere la piena efficienza verso il 2020, quando nella nuova stazione (a Castenedolo o Montichiari) si fermeranno ogni giorno 120 convogli. A Brescia i treni in fermata saranno 54: «Una stazione specifica non aumenterebbe questo numero», insiste Prignachi. L’Alta capacità, dunque, è diventata un tema centrale. «Presto – dice Cavalli – ne discuteremo in Consiglio provinciale». Intanto continua l’opera di confronto fra la Provincia e le Amministrazioni comunali. Lunedì mattina nuova appuntamento.

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