lunedì, Febbraio 16, 2026
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Da Chiari a Desenzano, si allarga il fronte del «no» al progetto della ferrovia ad alta capacità. Facchetti (Chiari): «L’opera non giustifica la devastazione»

Treni veloci, meglio sottoterra

A tratti scettici, a tratti assolutamente negativi. Il nuovo tracciato dell’alta velocità Milano-Verona viene bocciato, lasciando aperto solo qualche spiraglio. I sindaci dei paesi interessati dal passaggio esprimono perplessità praticamente all’unisono. Da Calcinato a Capriano, da Chiari a Desenzano in ogni comune proliferano le controproposte. Ma la «Tav» trova opposizione (come riferiamo a fianco) anche nelle aziende vinicole del Lugana, preoccupate per la sorte dei loro vigneti. CHIARI – Il sindaco Mino Facchetti, che all’indomani della conferenza dei servizi del mese scorso, in merito al nuovo tracciato aveva parlato di «giudizio sospensivo», in queste ore rincara la dose: «Il mio rimane assolutamente un parere negativo – spiega – anche se come sindaco, mi rimetterò al giudizio del consiglio comunale». Ma lo scetticismo non si ferma solo al nuovo tracciato: «E’ tutta l’opera che non giustifica, per quanto importante, la ferita e la devastazione del territorio». DESENZANO . Era stato il sindaco Fiorenzo Pienazza a chiedere nella conferenza dei servizi dello scorso 19 dicembre, dopo essersi rifiutato di firmare l’adesione incondizionata del progetto, che la parte principale della tratta nel suo comune scorresse in galleria, o in alternativa, accanto all’autostrada A4. Per una risposta, bisognerà attendere ancora sei mesi. Per ora Pienazza sembra abbia strappato solo un «ci penseremo…». CASTENEDOLO – Scetticismo moderatamente propositivo. Il primo cittadino Gianbattista Groli, si è già espresso in merito al nuovo tracciato sostenendo che «avrebbe dovuto passare più a sud del centro abitato per evitare di accavallarsi agli agglomerati urbani e alla cava della Macina». Non solo, Groli aveva anche ribadito la «necessità della nuova stazione» e allo stesso tempo preso atto con una certa soddisfazione del fatto che «la celerità era divenuta parola d’ordine dell’intera vicenda». GHEDI – E’ la posizione più «morbida» fino a questo momento, anche perchè la tratta toccherà marginalmente il Comune: «Siamo abbastanza d’accordo su quasi tutto – aveva detto il sindaco Osvaldo Scalvenzi – anche se ci auguriamo che i chiarimenti richiesti arrivino con rapidità». E in attesa della pronuncia del consiglio, il primo cittadino ha già lanciato una proposta: che la nuova stazione venga «realizzata in sotterrannea, eliminando in questo modo l’impatto ambientale».

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