martedì, Aprile 23, 2024
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Un intervento - provocazione da parte dell’amministrazione comunale.
Il sindaco Chincarini: «Incuria nella parte demaniale affidata a Navigarda. Possibile un contrasto così?»

Una linea divide il paese dallo Stato «Di qui c’è la cura, di là il degrado»

Il Comune di Peschiera ha tirato una linea di confine con l’area demaniale (e quindi dello Stato), al molo di attracco dei battelli Navigarda, situato dove c’è il parcheggio del porto di fronte alla piazza del municipio. È l’ultimo còup de teatre del sindaco Umberto Chincarini, che venerdì scorso ha fatto tracciare una linea bianca sull’asfalto a inizio del molo di imbarco, con in fianco un palo e un cartello: «Arrivederci a Peschiera», mentre dall’altra parte la scritta è «Benvenuti a Peschiera». «Un’iniziativa presa per marcare le distanze da quel tratto di territorio in totale degrado: il molo è in condizioni pietose; l’asfalto è tutto buche, le carrozzelle fanno fatica a transitare; manca la luce al faro e l’ufficio in legno della biglietteria è vergognoso. Questo nonostante il numero di persone che salgono sui battelli continui a crescere e registri numeri importanti».«Il cartello e la riga bianca sono un segno per stimolare l’Ente proprietario del molo, cioè lo Stato, mentre la gestione è dell’Ispettorato di Porto che l’ha affidata in esclusiva alla Navigarda», spiega.«La nostra amministrazione – continua Chincarini – ha speso cento mila euro per la nuova illuminazione e per il verde del parcheggio al porto e un metro più in la c’è una situazione così, dove il Comune non può fare nulla». Il sindaco della cittadina più numerosa del basso lago veronese, punta il dito anche sulle altre zone del territorio di Peschiera che sono aree esclusive della Navigarda. «Praticamente tutta Punta Marina, che dal porto arriva al ponte di Porta Verona, è area di proprietà esclusiva del demanio: c’è un’area scoperta di circa 10 mila metri quadrati, dove c’è il deposito ed il rimessaggio, che potrebbe essere riconvertita in parcheggio scambiatore sotterraneo con area verde sopra. Potrebbero così trovare posto autobus e auto di molti utenti che avrebbero la comodità di imbarcarsi sui battelli per spostarsi sul lago, invece che rimanere imbottigliati nelle code sulla gardesana».«La linea di confine è una provocazione che rientra nel progetto generale di Peschiera di accettare la gestione di circa 450 posti barca all’interno dei porti e dei canali, che noi vorremmo gestire insieme al privato, riqualificando tutte le aree portuali. Siccome c’è il problema di rifare i porti e dragarli e i costi sono altissimi, la nostra idea è di cercare la partecipazione del privato per gli investimenti di riqualificazione, per poi dargli la gestione che per l’amministrazione ha dei costi impegnativi. È l’unica strada che intravediamo per la riqualificazione ambientale di quelle aree, che sono nel cuore del nostro paese e biglietto da visita per chi ci raggiunge via acqua, ma non solo: lavori che nelle aree portuali non sono più stati fatti da decenni», conclude il primo cittadino di Peschiera.

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