Il monte Baldo domenica si è tolto il cappello per festeggiare con i più tersi colori della sua tavolozza estiva il sessantesimo compleanno della Big band ritmo sinfonica città di Verona, che quest’anno ha portato il «Concerto jazz in altura» per al quarta volta. L’evento, inserito in Baldofestival 2006, è stato organizzato con il supporto della Funivia Malcesine-Monte Baldo, il patrocinio del Comune e grazie alla professionalità di tutta la Big band, diretta dal maestro Marco Pasetto e presieduta da Vittorino Moro. Quest’anno la proposta artistica è stata «Arriva la banda», mentre il sogno annunciato per l’anno prossimo è un «Baldo blues», destinato a diventare il primo e l’unico festival del blues in Italia a 1700 metri di quota. È una nuova idea per promuovere in modo diverso la montagna veronese e che farebbe schizzare ancora più alto l’indice di gradimento della stessa Funivia. Da aprile a fine agosto, infatti, sono già state contate circa 10mila risalite in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I passaggi sono stati circa 60mila in giugno, altrettanti in luglio, 70mila il mese scorso e 2.500 sono quelli giornalieri in questo primo esordio settembrino. Simili cifre anche domenica, mentre la Big band ha regalato a chi è giunto nel pomeriggio alla Pozza della Stella le più belle note di un repertorio musicale vario e piacevolissimo, che ha ripercorso l’intero cammino del gruppo coinvolgendo tutti. A dare il via alla manifestazione sono stati Alberto Scala, consigliere della Funivia Malcesine-Monte Baldo, che ha portato il saluto del presidente Giuseppe Venturini, e Gaetano Greco dell’associazione culturale caprinese Baldofestival. L’importanza di eventi culturali come questo che, organizzati in sinergia, lanciano in mille direzioni l’immagine del Baldo è stata sottolineata da entrambi. E Scala ha così ricordato che sempre sul Baldo, da giovedì a domenica prossima, fa tappa il Campionato mondiale di parapendio acrobatico. Tre minuti di discorsi e poi la banda ha attaccato. Moro ha introdotto e presentato i pezzi intercalandoli con cenni di storia della band. Tutti hanno suonato benissimo, mentre i due trombettisti, l’ospite Kyle Gregory, che dall’Indiana si è trasferito a Verona nel 1998, e Sandro Gilioli della Big band, hanno fatto ammutolire la platea facendo cantare e quasi dialogare i loro strumenti. Dopo un’ora e mezzo è arrivato anche il bis. A grande richiesta è stato ripetuta Summertime, un vero inno all’estate che domenica sul Baldo è parsa tornare quasi prorompente. «Giornata stupenda, ottima acustica», ha commentato Marco Pasetto, annunciando l’idea di «scrivere un brano blues per il Baldo, chiamando un importante cantante di questo genere in vista di un futuro Baldo blues 2007». «È la prima volta che vengo qui», ha detto Kyle Gregory. «È un luogo è spettacolare anche per suonare. In Indiana abbiamo solo piccole colline». Enrico Ghinato, vicepresidente della Camera del Commercio di Verona e di Gardaland commenta: «Questa è un’operazione di grande slancio. Poche province come la nostra possono unire un evento importante al nome del Baldo, del Lago di Garda e di Verona città d’arte e pure dei parchi del divertimento. Già la Fondazione Arena, grazie alla Funivia, ha collegato il Baldo a Verona con un concerto tenuto proprio qui a metà agosto. Per un richiamo stabile c’è bisogno che eventi di alta qualità diventino fissi e regolari». Mille applausi dal pubblico che, salutato con bruschette all’olio del Garda e brindisi finali, è tornato a casa evidentemente soddisfatto.