venerdì, Aprile 12, 2024
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Un incontro stasera in sala civica con Polizia provinciale, tecnici della Regione e del Trentino

Una squadra di esperti svelerà l’identikit dell’Orso del Baldo

Continua la «maratona informativa» della Provincia sulle orme dell’orso. Che, con la spruzzata di neve di questi giorni sul Baldo, sta dando nuove indicazioni sul suo conto: vaga in cerca di cibo e, per ora, non pare avere intenzione d’andare in letargo. Per sensibilizzare le popolazioni interessate dalla sua presenza, l’amministrazione provinciale ha organizzato incontri a Caprino e a Brenzone e, stasera, tocca a Malcesine. Tema della serata, alle 20,30 in sala civica, è «L’orso bruno sul M. Baldo, esperienze e prospettive». Tutti sono caldamente invitati a partecipare.All’iniziativa, voluta dall’assessore alle politiche faunistiche Luca Coletto, partecipano Davide Zeli comandante della polizia provinciale, Katherine Cozza agente responsabile della «squadra di monitoraggio orso», istituita quest’estate quando avvennero i primi avvistamenti. Ci saranno il dottore forestale Michele Bottazzo di Veneto Agricoltura che tratterà gli aspetti biologici, Sonia Calderola della Regione Veneto e Carlo Frapporti per la Provincia autonoma di Trento. Qui, infatti, dal 1999, è stato attuato il progetto europeo «Life-Ursus» di reintroduzione dell’orso nell’Adamello Brenta. L’incontro di stasera, come quelli già svolti in altri comuni e ai Palazzi Scaligeri su richiesta della commissione ambiente, è un’opportunità d’arricchimento, anche culturale.I relatori sono preparatissimi e sapranno dare ogni informazione su questo plantigrado che ha spontaneamente scelto di venire sul Baldo, non si sa se in veste di «stanziale» o di «pendolare». La serata è l’ultima prevista per dicembre nei Comuni dove l’orso è apparso, dato che poi la Provincia e Veneto Agricoltura si rivolgeranno alle scuole e alle associazioni interessate ad approfondire i temi di quest’importante presenza faunistica.Perché questo è l’orso: una importante presenza faunistica. E’ una ricchezza in più da tutelare, un animale da conoscere e che, pur con i suoi vizi e vezzi, non costituisce pericolo né va considerato, come alcuni vanno dicendo e vorrebbero far credere, «preludio» al parco del Baldo. Stasera i tecnici spiegheranno perché e è arrivato sui nostri monti, la rilevanza della sua presenza sotto il profilo scientifico e della qualità ambientale baldense, le prospettive che può offrire alla nostra provincia. Cozza accennerà all’appassionante progetto «Life-Ursus», alla cui fase iniziale ha partecipato quando, tra il 1996 e il 1999, era guardia parco all’Adamello Brenta. Bottazzo parlerà delle caratteristiche biologiche e delle abitudini del mammifero, dei suoi comportamenti e di quelli che noi dobbiamo adottare in caso d’avvistamento o incontro, tenendo presente che, ben gestito, non costituisce un rischio per chi frequenta la montagna . «Condivideremo col pubblico tutte le informazioni raccolte sull’esemplare individuato nella zona», spiega Cozza. «Partiremo dalla sua storia familiare e caratteriale, geneticamente determinata dai nonni importati dalla Slovenia, seguendone i comportamenti accertati finora».Si ricorderanno così i casi di predazione di pecore, per cui la Provincia ha già avviato le pratiche di rimborso. Si tratteranno le delicate variabili che possono incidere sul destino di quest’animale che, sul Baldo, ha una «capacità portante» stimata tra i 2 e i 3 esemplari. «Valuteremo le prospettive della reintroduzione, i benefici e costi per i cittadini», dice Cozza. «Si vedrà se esistano le condizioni per una rielaborazione pacifica del rapporto tra uomo e orso dopo millenni di conflittualità che hanno portato all’estinzione a fine anni Novanta, una perdita».E chiude: «Si discuterà se oggi questa convivenza è desiderata e possibile, se si possono cioè applicare, nel nostro contesto, in che misura e con quali strumenti, gli orientamenti delle politiche nazionali e internazionali, che credono che l’integrazione di una popolazione naturale d’orso bruno in arco alpino sia una delle sfide più ambiziose».Senza dimenticare che l’orso è un marchio di qualità ambientale economicamente spendibile, vista la vocazione del territorio baldense che ha oggi destinazioni prevalentemente naturalistiche, faunistiche, turistiche e ricreative.

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