Una via intitolata a monsignor Luigi Fraccari nella natia Pazzon rende omaggio all’angelo dei lager, il sacerdote che in 35 anni di apostolato in Germania (1944-1979) ha dato un nome, un volto e una sepoltura a centinaia di salme di militari italiani internati nei lager nazisti, svelando tra l’altro l’identità del militare Leonardo Dallasega, ucciso il 27 aprile del 1945 con il parroco di Giazza, don Mercante, perché si rifiutò all’ordine delle Ss di sparare al sacerdote. La manifestazione si è svolta a Pazzon in concomitanza con l’anniversario della data sia della nascita, 24 gennaio 1909, che della morte nel 2002, del sacerdote, avvenuta nell’ultimo luogo di residenza, nella sua casa di Sant’Ambrogio di Valpolicella. La cerimonia è stata molto seguita dagli abitanti della zona con presenti, assieme al sindaco di Caprino Maria Teresa Girardi ed altri amministratori pubblici, Giuseppe Maccacaro in rappresentanza del Comune di San’Ambrogio, Mirco Franceschetti presidente del comitato monsignor Fraccari, il parroco di Pazzon don Giuseppe Marchi, delegazioni del gruppo alpini di Lubiara e Sant’Ambrogio e i parenti del sacerdote, che hanno donato al sindaco caprinese la medaglia d’oro «stella della solidarietà italiana», che era stata conferita nel 1957 dall’allora presidente della Repubblica, a don Luigi. «Dopo aver svolto l’attività di curato in alcune parrocchie del Veronese», ha messo in risalto il sindaco Girardi nel ricordare i dati salienti della vita di don Luigi e le motivazioni che hanno indotto il Comune a rendergli duraturo omaggio, «il sacerdote fece una scelta coraggiosa e contro corrente: decise, nel 1944, di andare in Germania ad assistere i militari e i civili italiani internati nei campi di concentramento». A Berlino si prodigò in tutti i modi per quanti avevano bisogno; identificò migliaia di caduti dandone notizia alle famiglie che nulla sapevano; istituì un ospizio e una casa di assistenza per bambini tuttora funzionante; durante il periodo bellico si recò nei lager a rischio della propria vita meritandosi l’appellativo di «Angelo di Berlino», organizzò il rientro in Italia di molte persone; fu ambasciatore della Croce Rossa e per breve periodo anche console d’Italia in Germania; raccolse una messe enorme di materiale storico ora custodita in Vaticano; chiarì con ricerche accurate la posizione militare di Dallasega, che si rifiutò di sparare contro don Domenico Mercante e per questo fu ucciso assieme a lui dai nazisti. «Per la sua instancabile, feconda e straordinaria attività di prete e operatore sociale a monsignor Luigi», ha ricordato il sindaco di Caprino, «già ancora in vita furono conferite varie e numerose benemerenze, ma è certo che di questa poliedrica personalità si dovranno scoprire altri aspetti e che la stessa sarà ricordata ancora per molto tempo».


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