lunedì, Febbraio 16, 2026
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Il sindaco: «Annulliamo l’accordo». L’opposizione: «Situazione delicata, aspettiamo». Contratto non onorato: gestore e Comune davanti al giudice

Villa Alba, consiglio diviso

Nell’ultimo consiglio comunale di Gardone Riviera si è parlato anche di Villa Alba, tornata di nuovo nell’occhio del ciclone. L’edificio monumentale, di proprietà del Comune (1.297 metri quadri di superficie coperta, 2.718 calpestabile e un parco pubblico di 19.380 metri quadri), era stato affittato a un gruppo composto da quattro imprese: Altopalato, srl amministrata da Fausto Zanardelli, con sede a Rezzato (svolge servizi di catering, organizza feste e ricevimenti in case private, coffèe break in aziende, corsi di cucina) e che, in città, gestisce il negozio di gastronomia-enoteca Moro; Saceccav depurazioni Sacede, di Desio (Milano), una società per azioni con capitale sociale di quattro milioni e 160 mila euro, guidata da Monica Casadei; ICM divisione Italia, una azienda individuale di Palermo; e Architetture informatiche srl di Desio. La cordata aveva offerto l’1% in più rispetto al canone base, che era di 720 mila euro per l’intera durata della locazione (otto anni, a partire dal 1 maggio 2003), così suddivisi: 60 mila per ciascuno dei primi due anni, 80 mila per i successivi, 100 mila per gli ultimi due, da corrispondere in rate trimestrali anticipate. L’impegno assunto includeva anche l’arredamento dei locali, la manutenzione ordinaria (con l’illuminazione esterna dello scalone e delle fontane), la stipula di una polizza assicurativa per eventuali danni a terzi o a beni, mettendo a disposizione la struttura dieci giorni all’anno per manifestazioni turistico-ricreative. Villa Alba avrebbe potuto essere destinata ad attività di carattere terziario: meeting, convegni, mostre e rassegne di vario genere, spettacoli teatrali e musicali, pranzi matrimoniali, sfilate di moda, spazi museali, uffici di interesse pubblico. Successivamente Altopalato e Icm hanno abbandonato, e a reggere le file è rimasta Saceccav. Ma i rapporti col municipio sono diventati difficili. Affitti non pagati, contrasti sugli investimenti da effettuare, finchè le parti hanno deciso di andare davanti al giudice del Tribunale. «Siamo venuti a conoscenza del procedimento giudiziario – ha detto Antonio Falcinella, esponente di minoranza, che si riconosce nelle posizioni della Casa delle Libertà -. Vorremmo conoscere le motivazioni del contenzioso: mancata corresponsione del canone? disaccordo in merito agli interventi da eseguire?». Il sindaco Alessandro Bazzani ha spiegato di «avere iniziato la procedura di disdetta del contratto, e chiesto il rimborso dell’affitto. Loro si sono attaccati al fatto che il terremoto del 24 novembre ha provocato l’inagibilità dei locali, a nostro avviso piuttosto modesta. Nei prossimi giorni incontreremo gli avvocati di parte, allo scopo di trovare una soluzione». La minoranza ha preferito congelare l’interrogazione presentata. «La questione è estremamente delicata – ha detto Falcinella -, e tutta in divenire. Al solo fine di non precipitare la cosa, intendiamo sospendere la discussione. Ne riparleremo in un momento successivo». Villa Alba non ha mai trovato pace. All’inizio ospitava l’Istituto professionale alberghiero. Poi la scuola si è trasferita nel nuovo edificio, vicino alle medie. E da quel momento sono iniziati i guai. La spa formata dal Comune di Gardone Riviera (col 51% del pacchetto azionario), da Salò, Toscolano Maderno, Azienda di soggiorno e da alcuni privati (col 49%), col compito di organizzare convegni, venne liquidata dopo qualche anno. Nel 1982 la coalizione Psdi-Pci-Psi-indipendenti (il sindaco era Egidio Ariosto, con la Dc di Aventino Frau in minoranza) decise di affidare la gestione a una società a responsabilità limitata, formata dagli operatori economici locali, conservando all’ente pubblico una piccola quota. Presidente: Roberto Cipani, padre dell’attuale sindaco di Salò. Amministratore delegato Giancarlo Ginepro, di Telegarda, che coi suoi studi occupava una parte del piano terra. Ma in quattro anni si accumularono perdite per un centinaio di milioni di vecchie lire. Così nel 1986 subentrò la Nike di Milano e, nel ’90, la Bagaglino, con un contratto di affitto che sarebbe scaduto il 31 dicembre 2005 Dopo il crack finanziario della società di Mario Bertelli, il Comune ha affidato Villa Alba a Saceccav, sperando nel rilancio. Ma la situazione non è migliorata.

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