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L’ex convento sarà rinnovato e arricchito dalla multimedialità

Villa Rocher rinasceràcome centro di cultura

L’ ex convento in Piazza Generale Cantore cambierà volto e diventerà il cuore vivo di Ferrara di Monte Baldo, l’anima culturale del paese. Il 24 gennaio sono stati appaltati i lavori di restauro e recupero funzionale dell’edificio denominato anche «Villa Rocher», una struttura storica ormai fatiscente. L’amministrazione vi aprirà la prima biblioteca civica del paese e il «Museo della civiltà montebaldina». C’è il pieno appoggio della gente del Baldo che ha dimostrato la propria sensibilità donando libri e oggetti da esposizione.Il bando di gara è stato indetto il 21 dicembre scorso e il 24 gennaio la commissione preposta ha siglato l’aggiudicazione provvisoria alla ditta Canova Costruzioni restauri srl di Malo (Vicenza). Tra qualche giorno sarà pronta la documentazione per la aggiudicazione definitiva.«Contiamo di affidare i lavori a marzo», fa sapere l’assessore ai lavori pubblici, il geometra Claudio Arzenton. «Su 9 offerte ha vinto una che ha proposto un ribasso del 4,5 per cento», spiega.«Su un importo di opere pari a 443.759, 74 euro, si è aggiudicata i lavori per 403.708,46 euro oltre agli oneri per la sicurezza, non soggetti a ribasso, pari a 21.028,37 più Iva». L’assessore precisa: «Il ribasso, rispetto ai prezzi d’asta, è linitato perché qui siamo in zona montana, per cui ci sono oneri aggiuntivi. Risparmieremo in ogni caso 19.022,91 euro».Era ora che si mettesse mano a quest’edificio che sta proprio all’entrata del paese. «Fino al 1966 sede di un convento (gli Istituti civici di Verona), “Villa Rocher” ha avuto varie destinazioni d’uso. Basti pensare che vent’anni fa, prima di essere chiuso, era un bar», premette Arzenton. «Il corpo centrale risale all’800 ed è affiancato da una struttura con bifore risalente ai primi del Novecento».Per questo il recupero sarà parziale: «Riguarderà cioè l’ala a nord e quella ad ovest», spiega l’assessore. «Pensiamo cioè di abbattere e ricostruire la sezione con le bifore che costituisce una superfetazione incongrua e staticamente non idonea».In ogni caso restano fermi i progetti del centro culturale, della biblioteca e dello spazio per le associazioni. Si realizza così il sogno del professor Eugenio Adamoli, il consigliere presidente della consulta culturale comunale: «La biblioteca raccoglierà molti volumi, patrimonio bibliografico del territorio e del Monte Baldo, in parte già donatici da cittadini», nota.«La sua funzionalità sarà assicurata dalla multimedialità, giacché istalleremo tre o quattro computer collegati ad internet». L’ ex convento sarà un vero e proprio centro di documentazione e di studio della cultura locale: «La biblioteca sarà affiancata dal Museo della civiltà montebaldina», ricorda il professore. «Esporremo strumentazioni agricole e altre legate alla lavorazione del marmo e dei cavatori di pietra, reperti giuntici da appassionati e da ferraresi».Ci si chiede chi utilizzerà questo spazio in un Comune così piccolo, dove riedono ufficialmente 197 abitanti, ma ve ne abitano stabilmente appena cento.Arzenton commenta: «D’estate il paese è frequentato da turisti e da tanti giovani e anche i cittadini da anni chiedono una biblioteca. A Novezzina operano inoltre gli appassionati del Circolo astrofili veronesi (Cav) che qui avranno un’altra sala conferenze per organizzarvi i tanti incontri che richiamano stabilmente molta gente anche dalla città. Inoltre il gruppo comunale di protezione civile è molto attivo e necessita di una base stabile, a cui potranno fare capo anche gli altri gruppi del Baldo».

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