Consigli, regole e norme di comportamento da rispettare quando si esce dal porto: i laghi non sono mai da sottovalutare. La navigazione a vela o motore deve essere sempre affrontata con la dovuta prudenza e con la dotazione di sicurezza in regola

A bordo in sicurezza

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

La a vela o motore deve essere sem­pre affrontat­a­con la dovu­ta pru­den­za e con la dotazione di sicurez­za in regolan«La bor­sa fri­go con le bib­ite fres­che c’è. Il sac­chet­to con pani­ni e vet­to­vaglie anche. Creme solari e riv­iste da sfogliare al sole pure. Non man­ca nul­la, pos­si­amo sal­pare». Sem­bra di ved­er­li, i diportisti del­la domeni­ca, men­tre si apprestano a mol­lare gli ormeg­gi per una gita in bar­ca sul lago, tut­ti indaf­farati a cari­care a bor­do il nec­es­sario. Pec­ca­to che trop­po spes­so ci si dimen­tichi di imbar­care ciò che vera­mente è indis­pens­abile: le dotazioni di sicurez­za, ovvero ciò che ti può sal­vare la vita se qual­cosa dovesse andare stor­to. Diver­ti­men­to, ma non soloL’argomento, in questi pri­mi giorni d’estate che salu­tano l’apertura del­la sta­gione del dipor­tismo è di stret­ta attual­ità. La nor­ma­ti­va nazionale sul dipor­to, a tal propos­i­to, è piut­tosto chiara: le dotazioni di sicurez­za van­no imbar­cate in fun­zione del­la nav­igazione che si effet­tua. Se ci si limi­ta a nav­i­gare entro i 300 metri dal­la cos­ta non è pre­vista alcu­na dotazione; le unità da dipor­to che nav­igano entro 1 miglio dal­la cos­ta (ovvero a 1.852 metri dal­la riva) devono dis­porre di un sal­vagente anu­lare con cima e di un giub­bot­to di sal­vatag­gio per ogni per­sona che si tro­va a bor­do; se ci si spinge ulte­ri­or­mente al largo, comunque entro le 3 miglia dal­la cos­ta, è nec­es­sario avere con sé anche una boet­ta fumo­ge­na, due fuochi a mano a luce rossa, fanali rego­la­men­tari e apparec­chi di seg­nalazione sono­ra (per le unità di lunghez­za supe­ri­ore ai 12 metri sono obbli­ga­tori anche il fis­chio e la cam­pana). Se si nav­i­ga anco­ra più al largo, comunque entro le 6 miglia, serve pure una boet­ta lumi­nosa. Pru­den­za oltre la legge­Questo è quan­to prevede le legge. Ma la pru­den­za con­siglia di andare addirit­tura oltre, come con­fer­ma il coman­dante del nucleo oper­a­ti­vo del­la Guardia Costiera di stan­za a Salò, Mar­co Ravanel­li: «Il buon­sen­so dovrebbe indurre chi­unque fre­quen­ti le acque del lago a portare sem­pre con sé, indipen­den­te­mente dal­la dis­tan­za da riva che si pen­sa di rag­giun­gere, il bor­sone con tutte le dotazioni di sicurez­za. Le dotazioni pre­viste dal­la legge per chi nav­i­ga entro un miglio dal­la cos­ta sono lim­i­tate, ma bisogna ten­er con­to di ciò che com­por­ta, ad esem­pio, affon­dare a tale dis­tan­za da riva. Si trat­ta di qua­si due chilometri, uno spazio notev­ole che non tut­ti sono in gra­do di affrontare a nuo­to. Il con­siglio che mi sen­to di dare ai diportisti è questo: al di là delle pre­scrizioni di legge, è sem­pre utile e oppor­tuno avere con sé tutte le dotazioni di sicurezza».Quando si esce per una gita in bar­ca, dunque, pri­ma anco­ra di pen­sare alle bib­ite e ai pani­ni, è bene imbar­care quelle dotazioni che, in caso di peri­co­lo, pos­sono riv­e­lar­si provvi­den­ziali. Quan­do si va per lago la pru­den­za, insom­ma, non è mai trop­pa. «Un’altra oper­azione che sarebbe oppor­tuno effet­tuare a inizio sta­gione — aggiunge il coman­dante Ravanel­li — è la ver­i­fi­ca delle con­dizioni del­la bar­ca». E anco­ra: anche se si con­duce un natante per il quale non è obbli­ga­to­rio con­seguire il patenti­no, è pre­mes­sa indis­pens­abile, per una fre­quen­tazione delle acque sicu­ra per sé e per gli altri, conoscere le regole di base del­la nav­igazione. Ad esem­pio ver­i­fi­care sem­pre che a bor­do ci sia il car­bu­rante nec­es­sario per l’uscita, per il rien­tro e una ris­er­va pari almeno al 30% quale mar­gine per fron­teggia­re impre­visti. È inoltre buona rego­la avere a bor­do par­ti di ricam­bio del motore (can­dele di scor­ta, fil­tro del­la ben­z­i­na e quant’altro). Comu­ni­care le rot­teAl­tra nor­ma non scrit­ta, ma det­ta­ta dal buon­sen­so, è quel­la di comu­ni­care sem­pre rot­ta e des­ti­nazione. Pri­ma di uscire dal por­to sarebbe buona abi­tu­dine infor­mare ami­ci e famil­iari sulle rotte che si van­no ad intrapren­dere, sug­li orari di arri­vo e parten­za: si trat­ta di infor­mazioni tal­vol­ta deter­mi­nan­ti per la felice con­clu­sione di oper­azioni di ricer­ca e sal­vatag­gio. La madre di tutte le regole è quel­la di non sot­to­va­l­utare i peri­coli del lago: «Psi­co­logi­ca­mente — spie­ga Ravanel­li — il lago offre una sen­sazione di estrema sicurez­za per­ché, ovunque ci si tro­vi, la cos­ta è comunque vis­i­bile. Ma non sem­pre è facile tornare a riva. Di notte capi­ta spes­so che ven­ga richiesto il nos­tro inter­ven­to da parte di diportisti che si sono let­teral­mente per­si in mez­zo al lago. Gente che parte da Salò per fare rot­ta su Desen­zano e mag­a­ri si ritro­va, spae­sa­ta, a Mal­ce­sine. Inoltre sarebbe oppor­tuno, quan­do ci si tro­va nel mez­zo di un tem­po­rale improvvi­so, evitare di vol­ere a tut­ti i costi rag­giun­gere il luo­go di parten­za. È molto meglio, e decisa­mente più sicuro, fare rot­ta sul por­to più vici­no. Del resto le per­tur­bazioni sul Gar­da non si pro­trag­gono, in media, per più di un’ora. A volte bas­ta un po’ di pazien­za per evitare guai». Sur­fisti più pru­den­tiAl­tre norme non scritte, ma provvi­den­ziali, dovreb­bero essere conosciute e rispet­tate dalle altre cat­e­gorie di fre­quen­ta­tori dell’acqua. Come i sur­fisti: «Non si può pen­sare — aggiunge il coman­dante del­la Guardia Costiera — di fare wind­surf per ore e ore solo per­ché c’è ven­to. A un cer­to pun­to il cor­po e le stesse strut­ture del surf cedono. È fisi­o­logi­co: le forze pos­sono venir meno, o si può rompere la base del boma, pro­prio quan­do ci si tro­va al largo. Sono fat­tori da tenere in con­sid­er­azione». Se ci si immerge…Anche i sub dovreb­bero andare oltre le norme di legge (come l’utilizzo del­la boa di seg­nalazione con bandie­ri­na rossa e ban­da diag­o­nale bian­ca) e far valere il buon­sen­so: «Se ci si immerge in cop­pia, in caso di malau­gu­ra­to inci­dente si han­no molte più prob­a­bil­ità di sal­var­si rispet­to a quan­do ci si immerge da soli». Con­sapev­olez­za dei rischi e conoscen­za delle regole non scritte sono insom­ma le parole d’ordine per chi decide di cogliere le mille oppor­tu­nità che le acque del Gar­da e degli altri laghi offrono nel peri­o­do esti­vo. La fas­cia di pro­tezione­Fer­mo restando, ovvi­a­mente, il rispet­to delle dis­po­sizioni di legge. Che, per quan­to riguar­da il Gar­da, sono chiare e inequiv­o­ca­bili: la nav­igazione a motore è con­sen­ti­ta a non meno di 300 metri dal­la riva, ad una veloc­ità mas­si­ma di 20 nodi nelle ore diurne e 5 in quelle not­turne. La fas­cia di pro­tezione del­la cos­ta può essere attra­ver­sa­ta, proce­den­do per­pen­di­co­lar­mente rispet­to alla riv­iera, solo per parten­za e appro­do. La dis­tan­za del divi­eto di nav­igazione vici­no alla riva si riduce a 150 metri nel gol­fo di Salò, intorno all’isola di Gar­da e all’estremità del promon­to­rio di Sirmione, ma la veloc­ità non può super­are i 5 nodi. Questo non vale per il Trenti­no, dove la nav­igazione a motore è proibi­ta (le barche a vela pos­sono azionare il motore all’uscita dai por­ti, in caso di dif­fi­coltà o assen­za di ven­to). La prat­i­ca del wind­surf è con­sen­ti­ta da un’ora dopo l’alba fino al tra­mon­to. È obbli­ga­to­rio indos­sare il giub­bot­to di sal­vatag­gio. È vieta­to ai sur­fisti, così come ai sub­ac­quei, sostare sulle rotte del servizio pub­bli­co, in prossim­ità dei por­ti e nelle zone del­la balneazione.Simone Bottura 

Parole chiave: