L’assemblea dell’Associazione si è tenuta sul lago

A Sirmione il recorddei locali storici

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Insieme al Flo­ri­an di Venezia, al caf­fè Gre­co di Roma o al Pedroc­chi di Pado­va, sono otto i locali stori­ci (hotel, ris­toran­ti, caf­fè) del­la nos­tra provin­cia tute­lati dal Min­is­tero per i beni e le attiv­ità cul­tur­ali. Nel cor­so dell’assemblea annuale dell’ Asso­ci­azione, svoltasi al Grand Hotel di Gar­done Riv­iera, è sta­to inoltre sot­to­lin­eato che Sirmione fa la parte del leone, con ben quat­tro alberghi (Cat­ul­lo, , Sirmione, Vil­la Cor­tine) e un caf­fè (Grande Italia).«Sirmione — ricor­da il pres­i­dente Giuseppe Nar­di­ni, del­la famosa grap­pe­ria di Bas­sano — ha la più alta den­sità di locali stori­ci d’Italia, in rap­por­to al ter­ri­to­rio (40 chilometri quadrati)».L’albergo Cat­ul­lo di Dino Barel­li fu aper­to nel feb­braio 1888, ed ha quin­di taglia­to il tra­guar­do dei 120 anni. Il Terme, di pro­pri­età del­la soci­età per azioni gui­da­ta da Fil­ip­po Maria Farnè, ha accolto nelle sue stanze ospi­ti illus­tri, come il mae­stro Arturo Toscani­ni, gli attori Gary Coop­er e David Niv­en, il reg­ista Renè Clair, il re del­la moda Chris­t­ian Dior, il re Pao­lo di Gre­cia. Il Sirmione, che appar­tiene sem­pre alla spa di Farnè, fu scel­to dal­la regi­na Margheri­ta di Savoia. Sul­la ter­raz­za, ammi­ran­do la luce del tra­mon­to, il musicista Arri­go Boito si ispirò per le belle pagine del Fal­staff di .Il Vil­la Cor­tine, diret­to da , è in stile neo­clas­si­co, ric­co di preziosi mar­mi verone­si e stuc­chi, con un par­co deg­no del gia­rdi­no di Boboli. Venne costru­ito a fine Otto­cen­to come vil­la del con­te von Koseritz.Al Grande Italia di Mario Pagia­ro, ama­to da Maria Callas, Ezra Pound e Noe­mi Jacob, D’Annunzio veni­va per un caf­fè e Giuseppe Car­duc­ci vi capitò come com­mis­sario d’esame a Desenzano.GLI ALTRI locali stori­ci del­la nos­tra provin­cia sono il Grand Hotel di Gar­done Riv­iera, l’Osteria del­la Vil­let­ta di Palaz­zo­lo sull’Oglio e la Curt dei Giacc di Civi­date Camuno. Il pri­mo ospitò Win­ston Churchill, che dipinge­va nel par­co, e gli scrit­tori Vladimir Nabokov e Somer­sit Maugh­am, oltre a min­istri, ambas­ci­a­tori e scien­ziati che trascor­re­vano le gior­nate aspet­tan­do di incon­trare D’Annunzio.La Vil­let­ta di Mau­r­izio Rossi è tra le ultime osterie fer­roviarie ital­iane, di cui con­ser­va ambi­en­ti, arre­di e ricette.La Curt dei Giacc di Cinzia Luc­chi­ni e Anto­nio Mar­co Tri­cari­co ha debut­ta­to nel­la gui­da 2008 cura­ta da Clau­dio Guagni­ni, che non pro­pone alcun nome di Bres­cia cit­tà. L’osteria caf­fet­te­ria di Civi­date Camuno, incas­to­na­ta in un palaz­zot­to del Sei­cen­to, con gli arre­di orig­i­nali, è una reliquia di sto­ria patria. Durante la grande guer­ra ospitò uffi­ciali e avi­a­tori che sor­vola­vano le linee aus­tri­ache par­tendo dal vici­no cam­po del­la Prada.L’assemblea svoltasi sul lago ha pro­mosso un altro alber­go garde­sano, il pri­mo del­la spon­da veronese: la locan­da S.Vigilio del con­te Guarienti.

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