L’assessore regionale Tosi e il direttore generale Piccoli spiegano i dettagli dell’operazione. Nasce il centro sanitario polifunzionale. La struttura punterà ad assicurare servizi anche di ricovero per gli anziani mentre si potenziano attrezzature e mezz

Addio ospedale, si cambia

12/10/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Quat­tro ore di assem­blea e dibat­ti­to per par­lare di quel­lo che oggi si chia­ma anco­ra ospedale di Capri­no, ma domani sarà un cen­tro san­i­tario polifun­zionale con ospedale di comu­nità e un cen­tro Alzheimer. Sarà una strut­tura ded­i­ca­ta soprat­tut­to a una popo­lazione che invec­chia, ma con garanzie di sicurez­za anche per rispon­dere all’emergenza-urgenza. All’incontro, tenu­tosi l’altra sera al Cin­e­ma teatro Nuo­vo, han­no parte­ci­pa­to ammin­is­tra­tori locali, l’assessore regionale alla San­ità , i ver­ti­ci dell’Ulss 22 di Bus­solen­go tra cui il diret­tore gen­erale Rena­to Pic­coli. Questi ha illus­tra­to il «Prog­et­to san­ità per Capri­no, cioè la pro­pos­ta elab­o­ra­ta per rispon­dere ai bisog­ni del ter­ri­to­rio par­tendo da un’ipotesi riv­ol­ta a favorire la con­ti­nu­ità assis­ten­ziale tra cure ospedaliere e rete ter­ri­to­ri­ale, una strut­tura con repar­ti per anziani e un pun­to di pri­mo inter­ven­to (Ppi) dota­to di apparec­chia­ture all’avanguardia per l’emergenza-urgenza». La ser­a­ta è sta­ta sud­di­visa in due momen­ti: uno tec­ni­co per spie­gare cosa accadrà a Capri­no, l’altro politi­co affida­to all’assessore Tosi per le con­clu­sioni, che sono state però con­tes­tate dal Grup­po dife­sa salute (Gds), dal con­sigliere di mino­ran­za Anto­nio Gas­pari, dall’ex sin­da­co Maria Tere­sa Girar­di e dal con­sigliere regionale di Rifon­dazione Fran­co Bon­fan­ti. Ad augu­rar­si che la pro­pos­ta sia attua­ta ci sono i sin­daci del com­pren­so­rio, tra cui quel­lo di Capri­no, Ste­fano San­dri, e di Affi, Car­la de Beni, pres­i­dente pure del­la con­feren­za dei sin­daci dell’Ulss 22. Così la battaglia per l’ospedale assume con­no­tazioni politiche, nonos­tante l’introduzione di Tosi, il quale ha esor­di­to: «Quan­do si par­la di dirit­to alla salute si affronta un tema del­i­catis­si­mo, che non è né di destra né di sin­is­tra e stasera si par­la di san­ità a Capri­no e sul Bal­do. L’ospedale di oggi non dà nes­suna rispos­ta reale ai casi acu­ti, con ques­ta pro­pos­ta riten­go invece che la zona acquis­terà un’importante rete di servizi adat­ti al ter­ri­to­rio, come l’ospedale di comu­nità, e un servizio di emer­gen­za-urgen­za migliore». Non han­no par­la­to solo Pic­coli e Tosi. Loren­zo Ada­mi, seg­re­tario del­la Fed­er­azione medici di med­i­c­i­na gen­erale (Fmmg), ha fat­to da mod­er­a­tore definen­do la ricon­ver­sione «Non una chiusura, ma un cam­bi­a­men­to nec­es­sario in base alle esi­gen­ze del­la popo­lazione». C’erano Ange­lo Campedel­li diret­tore gen­erale del­la Ulss 21 di Leg­na­go, Gio­van­ni Cipolot­ti, respon­s­abile provin­ciale del Suem 118, che ha appro­fon­di­to il tema dell’emergenza, il medico di base Alber­to Ciac­cia­rel­li che ha defini­to l’ospedale di comu­nità «Un’esperienza che noi medici siamo disponi­bili a fare, una sfi­da che accetti­amo anche per dimostrare l’importanza del rap­por­to di con­ti­nu­ità tra medico e paziente». La pro­pos­ta di Pic­coli è sta­ta basa­ta su un raf­fron­to tra «Cosa c’era pri­ma», ha spec­i­fi­ca­to, «e cioè ora, e cosa ci sarà domani, cioè entro giug­no del 2006 o al mas­si­mo la metà di luglio». Tra i servizi ricon­fer­mati ci sono: il pun­to di pri­mo inter­ven­to (Ppi). Questo come oggi prevede una rispos­ta assis­ten­ziale sulle 24 ore con pre­sen­za di ambu­lan­za con quat­tro posti let­to di astan­te­ria, due posti let­to per il mon­i­tor­ag­gio con para­me­trazione di ter­apia semi-inten­si­va. «Una novità», affer­ma Pic­coli, «è l’acquisto di una nuo­va ambu­lan­za dota­ta di tele­car­di­olo­gia, che entr­erà in fun­zione entro la fine del mese e assi­cur­erà il col­lega­men­to diret­to con lo spe­cial­ista», dice Pic­coli. Tosi ha garan­ti­to anco­ra che ci sarà una piaz­zo­la per l’elicottero uti­liz­z­abile anche per il volo not­turno. Res­ta anche il cen­tro dial­isi semi-assis­ti­ta, con otto posti let­to e due poltrone: «Non abbi­amo alcu­na inten­zione di spostar­lo», garan­tisce Pic­coli. Per­man­gono i 24 ambu­la­tori spe­cial­is­ti­ci, il pun­to radi­o­logi­co, il pun­to pre­lievi, il cen­tro antidi­a­beti­co con soft­ware telem­ati­co, l’assistenza domi­cil­iare inte­gra­ta. La pro­pos­ta di ricon­ver­sione dell’Ulss 22 prevede al pos­to delle unità oper­a­tive di geri­a­tria e med­i­c­i­na la cos­ti­tuzione di una res­i­den­za san­i­taria assis­ten­ziale (Rsa) e, al pos­to dell’unità oper­a­ti­va psichi­atri­ca, una Rsa a ind­i­riz­zo neu­roge­ri­atri­co. La pri­ma Rsa prevede l’attivazione di 17 posti, dei quali 10 a con­no­tazione riabil­i­ta­ti­va e di sta­bi­liz­zazione delle con­dizioni gen­er­ali e sette per neces­sità legate alla lun­gode­gen­za (per­ma­nen­za non oltre i 60 giorni con­tin­u­a­tivi, ma se si ver­i­f­i­cano situ­azioni socio san­i­tarie par­ti­co­lari pos­si­bil­ità di pro­ro­ga per ulte­ri­ori 30 giorni). È invece una novità l’ospedale di comu­nità: il repar­to prevede una pri­ma fase di sper­i­men­tazione riv­ol­ta anche a comu­ni lim­itrofi, per pazi­en­ti in dis­mis­sione dai repar­ti per acu­ti e per chi neces­sità di tutela san­i­taria cor­re­la­ta a prob­le­mi non gestibili a domi­cilio. Sarà orga­niz­za­ta dal dis­tret­to con ges­tione clin­i­ca, guardia med­ica, in col­lab­o­razione con i medici di base; sono per­visti tra i 10 e i 20 posti let­to. Tra i nuovi ci sarà un ambu­la­to­rio chirur­gi­co, ovvero una strut­tura dota­ta di sala oper­a­to­ria per oper­azioni sen­za ricovero che com­por­tano anche aneste­sia e quin­di il coin­vol­gi­men­to diret­to di un aneste­sista. È garan­ti­ta la reperi­bil­ità del medico nelle 24 ore suc­ces­sive all’intervento e l’appoggio di un ospedale di ricovero per even­tu­ali com­pli­canze. In dirit­tura d’arrivo il cen­tro diurno per l’Alzheimer in col­lab­o­razione con la casa di riposo di Capri­no, che prevede di accoglie tra le otto e le 10 per­sone. Il cen­tro dovrebbe aprire tra una deci­na di giorni, stan­no per essere rilas­ciati gli ulti­mi permessi.

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