Dalla Prefettura le cifre sul patrimonio edilizio: su 2.431 stabili già ispezionati, sono 713 quelli a rischio. Pronti a riaprire il Vittoriale e le scuole. I pazienti del Santa Corona a Villa Barbarano

Agibilità: 6.440 edifici da controllare

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Un po’ alla vol­ta, tutte le attiv­ità ripren­dono rego­lar­mente (o qua­si). Da domani Vil­la Bar­bara­no, nel­la frazione di Salò vic­i­na a Gar­done Riv­iera, ospiterà i 28 posti let­to dell’ospedale S. Coro­na. I car­diopati­ci evac­uati dal­la strut­tura ospedaliera di Fasano, trasfer­i­ti nel­la notte del sis­ma in altri ospedali, potran­no quin­di ritornare sul Gar­da. Il Civile di Bres­cia, pro­pri­etario del S. Coro­na, ha siglato un accor­do con i pri­vati (Vil­la Bar­bara­no fa capo a Mar­co Bonomet­ti, delle Officine Mec­ca­niche Rez­za­te­si, al pari di Vil­la Gem­ma a Fasano) del­la dura­ta di tre mesi. Poi si vedrà. Intan­to il Vit­to­ri­ale di Gar­done Riv­iera potrà essere dichiara­ta agi­bile, aven­do super­a­to l’e­same di Luca Rinal­di, Soprint­en­dente per beni ambi­en­tali e architet­toni­ci di Bres­cia, Man­to­va e Cre­mona. La casa di Gabriele D’An­nun­zio, la Prio­r­ia, arreda­ta con ceramiche, stat­ue lignee, vetri di Mura­no, argen­ti, tap­peti, lib­ri (33 mila, dis­sem­i­nati un po’ ovunque), due pianofor­ti a coda, sopram­mo­bili e migli­a­ia di ogget­ti, dovrà essere rip­uli­ta. Ci vor­rà, preved­i­bil­mente, una set­ti­mana di tem­po. Da lunedì 13 dicem­bre il Vit­to­ri­ale tornerà dunque in ordine. Ricor­diamo che, dopo il ter­re­mo­to, sono sta­ti ridis­eg­nati i per­cor­si. I vis­i­ta­tori han­no la pos­si­bil­ità di accedere a gia­r­di­ni, mau­soleo, audi­to­ri­um, eccetera, con esclu­sione (appun­to) del­la Prio­r­ia, che ora ha rice­vu­to l’ok. A Salò la mater­na Pao­la Rosa, delle suore Ancelle, ha ottenu­to pro­prio ieri sera il placet di Gio­van­ni Cia­to (Uffi­cio urban­is­ti­ca del comune). In teo­ria potrebbe quin­di ripren­dere subito. Mart­edì, invece, riaprirà i bat­ten­ti la media statale D’An­nun­zio. Gli esper­ti del­l’Arpa e del­l’Asl han­no effet­tua­to il sopral­lu­o­go, deci­den­do che i pan­nel­li di amianto non han­no ripor­ta­to dan­ni, e la situ­azione è sot­to con­trol­lo. Il pre­side Ugo Redael­li De Zinis ha assi­cu­ra­to che basterà una gior­na­ta lavo­ra­ti­va (lunedì) per rip­ulire stanze e cor­ri­doi. La Prefet­tura di Bres­cia ha con­fer­ma­to i dati già pub­bli­cati: 1739 sfol­lati, alle ore 10 di ieri mat­ti­na. C’è chi vive negli alberghi (605) oppure da ami­ci e par­en­ti (989); 46 han­no trova­to sis­temazione in strut­ture diverse, 2 in allog­gi pro­pri e 97 sono in affit­to. Le local­ità più col­pite dal sis­ma sono sei, nel­l’or­dine: Salò (600 evac­uati), Gar­done Riv­iera col nucleo anti­co di Morgna­ga (342), Gavar­do (187), Vobarno con la frazione di Pom­peg­ni­no (155), Sab­bio Chiese con Clib­bio (150) e Roè Vol­ciano (147). Ieri pomerig­gio, comunque, altre per­sone han­no chiesto aiu­to. Alcune soci­età immo­bil­iari han­no offer­to un cer­to numero di appar­ta­men­ti, dis­poste ad affit­tar­li a buon prez­zo. Molti, però, stan­no atten­den­do l’or­di­nan­za del Gov­er­no che, tra l’al­tro, dovrebbe sta­bilire l’in­den­nità di sosteg­no (300, forse 400 euro men­sili a famiglia) per chi decide di pren­dere un allog­gio in affit­to. C’è poi chi è già usci­to dal­l’al­ber­go, e chi sta pun­tel­lan­do la casa, in modo da ren­der­la parzial­mente agi­bile. A tale propos­i­to sono state date le prime autor­iz­zazioni a rien­trare. Lunedì mat­ti­na, alle 9.30, Cia­to ter­rà una riu­nione con i pro­fes­sion­isti locali, sul­la neces­sità di col­lab­o­rare per uscire dal­l’e­mer­gen­za. Per quan­to riguar­da le ver­i­fiche sul­l’ag­i­bil­ità degli edi­fi­ci, la Prefet­tura par­la di 6.440 richi­este. I con­trol­li com­ple­tati sono 2.431 per gli immo­bili pri­vati, con 1.718 esi­ti pos­i­tivi e 713 no (in 385 casi i sin­daci han­no pre­so provved­i­men­ti di sgombero), e 173 per i fab­bri­cati pub­bli­ci (130 ok, 43 inag­i­bili). Ben 57 le squadre in azione con 117 tec­ni­ci. A queste cifre bisogna aggiun­gere gli edi­fi­ci di inter­esse stori­co-artis­ti­co, qua­si tut­ti di carat­tere reli­gioso: 316 le ver­i­fiche richi­este alla Soprint­en­den­za, 98 quelle effet­tuate. Lim­i­tata­mente alle chiese, 34 su 89 sono agi­bili, 27 asso­lu­ta­mente no e 28 parzial­mente. Qual­cu­na, com­in­cia, riprende. Capi­to­lo chiese: S. Bernardi­no ieri ha ria­per­to con un funerale. Nelle prossime ore ver­rà ingab­bi­a­to il cam­panile «decap­i­ta­to». Inoltre i tec­ni­ci del Dipar­ti­men­to del­la e quel­li del min­is­tero dei Beni cul­tur­ali sono al lavoro per tentare di ripristinare entro l’agibilità del­la mag­gior parte delle chiese lesionate.