I dati delle iscrizioni per il prossimo anno registrano 600 nuovi allievi alle scuole superiori. Il «Bazoli-Polo» invece è l’istituto preferito dai pendolari (70%)

Ai ragazzi di casa piace il liceo

Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Desen­zano si con­fer­ma anche per il prossi­mo anno il pri­mo polo sco­las­ti­co del­la provin­cia di Bres­cia. Le iscrizioni rel­a­tive alle clas­si prime dei quat­tro isti­tu­ti desen­zane­si per il 2007/2008 con­fer­mano i dati pos­i­tivi degli anni prece­den­ti. Per il mese di set­tem­bre è pre­vis­to l’arrivo di qua­si 600 nuovi stu­den­ti che fre­quenter­an­no il pri­mo anno delle scuole supe­ri­ori: 235 al «Bazoli Polo», 213 al liceo Bagat­ta, 87 all’alberghiero Cate­ri­na de’ Medici e 45 al cen­tro di for­mazione pro­fes­sion­ale Zanardelli.Con quat­tro isti­tu­ti e tredi­ci ind­i­rizzi diver­si, Desen­zano si con­fer­ma così la cit­tà di rifer­i­men­to per tut­ti i ragazzi del bas­so Gar­da e dell’alto Man­to­vano. Occorre infat­ti ricor­dare che sono molti gli stu­den­ti che proven­gono dai cen­tri vici­ni dove man­cano le scuole supe­ri­ori statali, come nel caso di Sirmione, Bedi­z­zole e Peschiera. Men­tre al Bazoli Polo gli stu­den­ti pen­dolari sono il 70% del totale, al liceo Bagat­ta si assiste ad una con­tro­ten­den­za, in quan­to la per­centuale si è via via ridot­ta nel cor­so degli anni; oggi gli stu­den­ti pen­dolari al Bagat­ta non super­a­no il 30%, seg­no che ter­mi­na­ta la terza media i gio­vani desen­zane­si deci­dono di con­tin­uare i pro­pri stu­di allo stori­co liceo. Gli iscrit­ti al pri­mo anno sono 27 al Clas­si­co, 37 al Lin­guis­ti­co, 39 a Scien­ze Sociali. L’indirizzo prefer­i­to res­ta sem­pre quel­lo Sci­en­tifi­co, con 110 stu­den­ti iscrit­ti al pri­mo anno.Bene anche il «Bazoli Polo» che con le nuove 235 iscrizioni vince anche quest’anno il brac­cio di fer­ro con il Bagat­ta, con­fer­man­do così la propen­sione dei più gio­vani ai cor­si tec­ni­ci. Gli iscrit­ti al pri­mo anno all’istituto pro­fes­sion­ale per il com­mer­cio sono 74, 58 al grafi­co pub­blic­i­tario, 48 al geome­tra, 55 all’indirizzo Igea (ex ragione­r­ia). «Siamo sod­dis­fat­ti dei risul­tati che abbi­amo ottenu­to negli ulti­mi anni in ter­mi­ni di iscrizioni — spie­ga il pre­side del «Bazoli Polo», Gior­gio Mon­ta­nari -. L’aumento degli stu­den­ti sta però diven­tan­do un prob­le­ma in quan­to si iniziano ad avere prob­le­mi strut­turali. Per il momen­to sti­amo cer­can­do di uti­liz­zare stru­men­ti di flessibil­ità ma per i prossi­mi tem­pi sarà nec­es­sario un inter­ven­to più diret­to del­la Provincia».Vediamo ora gli isti­tu­ti pro­fes­sion­ali. Ter­mi­na­ta la terza media, 35 stu­den­ti (21 per l’indirizzo elet­tri­co e 24 per quel­lo mec­ca­ni­co) andran­no al cen­tro di for­mazione pro­fes­sion­ale Zanardel­li di Riv­oltel­la, men­tre 87 all’istituto alberghiero Cate­ri­na de’ Medici di via Michelan­ge­lo. «I ragazzi che fre­quen­tano i nos­tri cor­si trovano lavoro anco­ra pri­ma di rag­giun­gere il diplo­ma — spie­ga il diret­tore del Cfp Zanardel­li Rosario For­gan­ni — questo è pos­si­bile gra­zie al sal­do legame con il ter­ri­to­rio. Già dopo gli stage del sec­on­do anno i nos­tri ragazzi ven­gono inser­i­ti nel mon­do del lavoro, in aziende selezion­ate in base alla qual­ità e alle com­pe­ten­ze che pos­sono offrire. Da noi la dis­per­sione stu­den­tesca non supera l’1%».Un fenom­e­no che si sta reg­is­tran­do in tut­ti gli isti­tu­ti supe­ri­ori è l’aumento degli stu­den­ti stranieri; Brasile, Roma­nia, Pae­si del Nord Africa: la prove­nien­za è a 360 gra­di. Se al cen­tro di for­mazione pro­fes­sion­ale Zanardel­li sono ormai il 50% del totale, al Bazoli Polo sono arrivati a 92. «Per venire incon­tro alle esi­gen­ze degli stranieri — pre­cisa Mon­ta­nari — il nos­tro isti­tu­to ha atti­va­to due prog­et­ti di alfa­bet­tiz­zazione lin­guis­ti­ca. Il pri­mo è svilup­pa­to in rete con il cen­tro ter­ri­to­ri­ale del­la scuo­la media di Cal­ci­na­to, men­tre il sec­on­do riguar­da uno sportel­lo di con­sulen­za dove i ragazzi, tramite appun­ta­men­to, pos­sono richiedere il sup­por­to lin­guis­ti­co di cui han­no bisogno».