L'intrattenimento non è roba da bilancio comunale

Ai turisti pensino gli operatori

04/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Maria Glo­ria Mir­ri, con­sigliere comu­nale, non demor­de e tor­na sul­l’ar­go­men­to che ulti­ma­mente le sta più a cuore, dan­do al suo inter­ven­to, ques­ta vol­ta, un taglio propos­i­ti­vo. «Per­ché non si dica che sono solo crit­i­ca nei con­fron­ti del­l’Asses­sore Moran­di per come fa cul­tura ad Arco», scrive in pre­mes­sa, speran­do che le sue idee siano almeno dis­cusse, se non accolte. Qualche reazione ci sarà sen­z’al­tro, vis­to che sug­li spet­ta­coli estivi di intrat­ten­i­men­to, non con­di­vide affat­to lo sfor­zo del comune.Ma rispet­ti­amo l’or­dine che Mir­ri dà alle sue pro­poste. La pri­ma riguar­da il Castel­lo: «Pre­mes­so che l’im­postazione con­cettuale e metodolog­i­ca non mi tro­va d’ac­cor­do, gli vor­rei pro­porre di cer­care col­lega­men­ti con sogget­ti che già oper­a­no in questo cam­po. Par­ti­amo dal con il quale potrebbe essere imposta­ta una ges­tione col­lab­o­ra­ti­va uti­liz­zan­do l’es­pe­rien­za di questo sodal­izio che gestisce il castel­lo di Avio. Sen­za inventare man­i­fes­tazioni che non sem­pre sono all’al­tez­za delle aspet­ta­tive (e dei sol­di spe­si), si potrebbe dupli­care cer­ti spet­ta­coli nei due castel­li aven­do mag­giori garanzie sul­la valid­ità del pro­gram­ma e poten­do anche con­seguire rispar­mi di spe­sa. L’op­er­azione va stu­di­a­ta e van­no con­cor­date le modal­ità, rin­un­cian­do cer­ta­mente all’or­goglio del­la pri­mo­gen­i­tu­ra: ma un po’ di umiltà non fa mai male! Non si parte dal nul­la, ma da una felice col­lab­o­razione per l’aper­tu­ra del Castel­lo avvenu­ta nel­l’es­tate del 1997.C’è anche Ori­ente-Occi­dente nel­la vic­i­na Rovere­to con la Direzione del quale potrebbe essere esam­i­na­ta una serie di man­i­fes­tazioni par­ti­co­lari da inserire nel­la speci­ficità del castello».Sulle man­i­fes­tazioni in genere (con­cer­to di , domeniche in musi­ca, Pasqua musi­cale, Segan­ti­ni junior, pre­mio Segan­ti­ni, Arco estate, notte al castel­lo, Arcori­nasci­men­to, armonie ad Arco, mostra edi­to­ria garde­sana, con­cer­to di , rasseg­na B. Cat­toi, giochi del teatro…), Mir­ri è per­p­lessa per­ché «E’ una diluizione assur­da, una etero­geneità di attiv­ità cul­tur­ali ed altre di intrat­ten­i­men­to deg­ne del­l’­ef­fimero caro a mai dimen­ti­cati asses­sori capitolini.Certi spet­ta­coli non dovreb­bero gravare sulle casse comu­nali diret­ti come sono al richi­amo di tur­isti per riem­pire i locali del cen­tro. Va recu­per­a­ta la tradizione del­l’­op­er­a­tore, sia esso com­mer­ciante o ris­tora­tore o alber­ga­tore, che investe nelle attiv­ità di intrat­ten­i­men­to così come ha un bud­get per la pub­blic­ità. Le cat­e­gorie eco­nomiche non pos­sono star lì a guardare se qual­cun altro fa qualche cosa in loro vece. Come è esem­plare l’at­ti­vazione per il Natale asbur­gi­co, così gli oper­a­tori devono loro in pri­ma per­sona gestire strade e piazze con piano bar e con­cer­ti. Dal Comune pos­sono e devono pre­tendere che pre­dispon­ga la cor­nice ambi­en­tale, i pre­sup­posti di base, la qual­ità del­l’arredo urbano. A riem­pire i con­teni­tori devono pen­sar­ci loro.E’ per questo che di fronte a ques­ta con­gerie di cose che com­pren­dono buono e cat­ti­vo, devo dire all’Asses­sore: Selezioni, indi­vidui obi­et­tivi speci­fi­ci, abbia di mira in ogni inizia­ti­va un “val­ore aggiun­to”. Mi fer­mo qui. C’è altro da dire e di molto impor­tante. Oltre al dibat­ti­to sul­la stam­pa che ha la pos­si­bil­ità di far inter­venire anche altri cit­ta­di­ni, ne par­lere­mo anche in Con­siglio comu­nale, quan­do, a Dio pia­cen­do, potremo esam­inare e dis­cutere il pre­ven­ti­vo del 2001».

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