Il riconoscimento ritirato dal Casante padre Waldemar Longo

Al Don Calabria il premio La Carica per aver aiutato i poveri e i più

04/01/2004 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
c.r.

Il quat­tordices­i­mo Pre­mio La Car­i­ca, isti­tu­ito nel 1990 per inizia­ti­va di Gio­van­ni Rama tito­lare del­l’omon­i­mo alber­go-ris­torante, è sta­to asseg­na­to quest’anno ai Poveri Servi del­la Div­ina Provvi­den­za, l’opera di san Gio­van­ni Cal­abria, e con­seg­na­to al supe­ri­ore gen­erale del­la con­gregazione padre Walde­mar Lon­go nel cor­so di una ser­a­ta con­viviale. Pre­sen­ti, tra gli altri, il prefet­to Francesco Gio­van­nuc­ci, il que­store Lui­gi Merol­la, il proret­tore dell’ di Verona Alessan­dro Maz­zuc­co, autorità acca­d­e­miche e civili, oper­a­tori eco­nomi­ci e molti dei prece­den­ti insigni­ti. Dopo il salu­to agli ospi­ti del pres­i­dente del cen­tro pro­mozionale La Car­i­ca Gio­van­ni Rama, l’ex sen­a­tore Giuseppe Mag­giore, a nome del­la com­mis­sione ristret­ta per l’assegnazione del pre­mio (il pri­mo a ricev­er­lo quand’era prefet­to di Verona), ha ricorda­to lo spir­i­to dell’iniziativa, inte­sa a pre­mi­are per­sone che oper­a­no in set­tori molto diver­si — dal­la pub­bli­ca ammin­is­trazione alla ricer­ca sci­en­tifi­ca, dal gior­nal­is­mo all’imprenditoria alle pro­fes­sioni, che si sono dis­tin­ti e resi disponi­bili social­mente nell’ambito del­la loro attiv­ità in favore del prossi­mo. «Ques­ta vol­ta», ha pre­cisato Mag­giore, «la scelta è cadu­ta su un eccle­si­as­ti­co per pre­mi­are l’Opera Don Cal­abria, che da anni svolge mer­i­to­ria azione car­i­ta­ti­va e di vic­i­nan­za ai più poveri e ai più deboli, non solo in cam­po nazionale». «L’Opera Don Cal­abria», dice la moti­vazione, «nel travaglio civile e sociale del­la ricostruzione ital­iana del­la fine anni Quar­an­ta, espresse la car­ità nel­la for­ma più adegua­ta. Di fronte a fenomeni di carat­tere sociale e cul­tur­ale seppe adeguare nel­la for­ma più gen­erosa e intel­li­gente la sol­i­da­ri­età e l’auto con­cre­to per la pro­mozione umana. Su queste basi con­tin­ua il suo cam­mi­no e con l’assegnazione del Pre­mio La Car­i­ca si è volu­to darne pub­bli­ca tes­ti­mo­ni­an­za. Stile e com­por­ta­men­to dell’attuale Cas­ante fan­no notizia chiara e fedele di quel­lo che è sta­to il fonda­tore». Nel ringraziare dell’attenzione rice­vu­ta padre Lon­go ha subito pre­cisato che a rice­vere il pre­mio è la Con­gregazione, «l’Opera in riconosci­men­to ai reli­giosi e ai moltissi­mi laici impeg­nati nell’attività sociale in favore dei poveri e dei bisog­nosi in com­ple­ta attuazione del caris­ma che san Gio­van­ni Cal­abria ci ha las­ci­a­to: la fede, la fidu­cia nell’abbandono in Dio. Il nos­tro fonda­tore non si è mai sen­ti­to padrone di niente, ma solo il Cas­ante di un’opera di Dio, che è la Provvi­den­za a guidare le nos­tre strut­ture men­tre nel mon­do di oggi la ten­tazione è di puntare uni­ca­mente sul­l’­ef­fi­ca­cia del­l’uo­mo. Don Cal­abria ci ha inseg­na­to lo spir­i­to di famiglia e non nomi­na­va mai le strut­ture come isti­tuzioni, ma come casa dove il padrone è Dio e i nos­tri padroni sono i poveri che noi accogliamo come poveri servi servi­tori: ogni per­sona, ric­co, povero, bian­co, nero va trat­ta­to con squisitez­za». Padre Lon­go ha ricorda­to che «siamo nati poveri per essere sem­pre atten­ti alle povertà. L’Opera non si è sparsa in Europa, ma è anda­ta nei Pae­si più poveri dell’America lati­na, dell’Africa, dell’Asia ed è pre­sente in 13 Sta­ti, dove por­ta la car­ità evan­gel­i­ca e l’amore di Cristo che ci ha tra­manda­to il nos­tro fondatore».

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