Avrà efficacia a partire dal primo gennaio 2010 la cosiddetta «privatizzazione» del Vittoriale.

Al Vittoriale sì alla privatizzazione 

03/01/2010 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

 Avrà effi­ca­cia a par­tire dal pri­mo gen­naio 2010 la cosid­det­ta «pri­va­tiz­zazione» del Vit­to­ri­ale. Lo sta­bilisce il rego­la­men­to, che ave­va già ottenu­to i pareri favorevoli del Con­siglio di Sta­to e dal­la com­pe­tente Com­mis­sione par­la­mentare, emana­to dal Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca e pub­bli­ca­to mart­edì 15 dicem­bre sul­la Gazzetta Uffi­ciale. È l’ultimo atto del com­p­lesso proces­so di trasfor­mazione giuridi­ca dell’organismo di ges­tione del­la cit­tadel­la mon­u­men­tale dan­nun­ziana, avvi­a­to dal­la pres­i­dente Anna­maria Andreoli e por­ta­to a com­pi­men­to dal suo suc­ces­sore, Bruno Gior­dano Guer­ri. Tec­ni­ca­mente il Vit­to­ri­ale è trasfor­ma­to da ente pub­bli­co a «fon­dazione di dirit­to pri­va­to». Il nuo­vo statu­to del­la fon­dazione è sta­to approva­to dal Con­siglio di ammin­is­trazione riu­ni­tosi a Gar­done mer­coledì ed ora dovrà rice­vere la vidi­mazione for­male del min­is­tero dei Beni cul­tur­ali. Si trat­ta di un provved­i­men­to annun­ci­a­to, che non mancherà però di sus­citare qualche polem­i­ca. In pri­mo luo­go per l’esclusione dal Cda del sin­da­co di Salò, che in base al vec­chio statu­to face­va parte di dirit­to, così come il pri­mo cit­tadi­no di Gar­done, dal Cda del­la Fon­dazione. L’obiettivo del­la pri­va­tiz­zazione è una ges­tione più snel­la: «In prat­i­ca — ha più volte rib­a­di­to il pres­i­dente Guer­ri — cam­bierà poco: il Min­is­tero dei beni cul­tur­ali con­tin­uerà a vig­i­lare sul com­p­lesso, ma avre­mo un Cda più snel­lo, nel quale potran­no entrare anche i pri­vati, come le fon­dazioni ban­car­ie, che potran­no met­tere nel Vit­to­ri­ale energie, impeg­no e denaro da inve­stire in un’operazione cul­tur­ale meritev­ole che potrà addirit­tura essere red­di­tizia». Le final­ità del (un bene che, è utile ricor­dar­lo, è di pro­pri­età del­lo Sta­to Ital­iano per volon­tà tes­ta­men­taria di , e che comunque rimar­rà sot­to­pos­to alla vig­i­lan­za del Min­is­tero per i Beni cul­tur­ali) restano le stesse di pri­ma. Ovvero: «con­ser­vare alla memo­ria degli ital­iani, nel­la sua con­sis­ten­za attuale e nei suoi svilup­pi futuri, il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani; pro­muo­vere e dif­fondere in Italia e all’estero, anche in coor­di­na­men­to con gli isti­tu­ti sco­las­ti­ci, la conoscen­za dell’opera di d’Annunzio; con­cor­rere con inizia­tive artis­tiche e cul­tur­ali, in col­lab­o­razione con le autorità locali, allo svilup­po del­la regione del Gar­da; curare in via esclu­si­va qual­si­asi uti­liz­zazione eco­nom­i­ca dell’opera di d’Annunzio; esercitare la più rig­orosa vig­i­lan­za per la tutela del nome e dell’immagine di d’Annunzio».