Nella valle dei Molini, lungo il torrenre Gusa, c’è troppa incuria

Allarme per la Valle dei Molini

09/03/2007 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo
Barbara Bertasi

Nel­la valle dei Moli­ni, lun­go il tor­renre Gusa, c’è trop­pa incu­ria. Lo denun­cia Umber­to Brus­co, di Bar­dolino: «Ques­ta passeg­gia­ta, se ripristi­na­ta nelle sue bellezze nat­u­rali, sarebbe anco­ra più bel­la e inter­es­sante». L’entrata al per­cor­so, inti­to­la­to alla ciclista Pao­la Pez­zo, è annun­ci­a­ta dai lavori di sis­temazione idrauli­ca al tor­rente Gusa, curati dal Genio civile di Verona, finanziati per 750 mila euro da Venezia.Il lavoro è sta­to fat­to per evitare che, in caso di piena, le acque si scateni­no e causi­no dan­ni sim­ili a quel­li provo­cati nel cen­tro id Gar­da nel 1992. «Ma è un’opera faraon­i­ca che ha snat­u­ra­to il pae­sag­gio», denun­cia Brus­co. Gente del pos­to l’ha con­tes­ta­ta, provan­do ad osta­co­lar­la già nel 2005 con una rac­col­ta di firme. Legam­bi­ente ha fat­to ricor­so, sot­to­lin­e­an­do che qui c’è un Sito di inter­esse comu­ni­tario (Sic). Il Genio civile ha pre­dis­pos­to il com­ple­ta­men­to dell’opera con inter­ven­ti di tipo nat­u­ral­is­ti­co sul­la scarpa­ta e sta definen­do con l’amministrazione locale il tipo di para­pet­to del­la strada.Francesca Dall’Ora, nat­u­ral­ista che abi­ta qui, spera ora di pot­er gio­care una car­ta in più. A dicem­bre s’è lau­re­a­ta a Pado­va in scien­ze nat­u­rali con la tesi «Val­u­tazione delle qual­ità ambi­en­tali e pae­sag­gis­tiche del tor­rente Tesina-Gusa nel sito Sic It3210007». «Ora è deposi­ta­ta all’: è uno stu­dio basato su para­metri sci­en­tifi­ci che spie­gano l’unicità di ques­ta zona. Spero sarà tenu­to pre­sente da chi cura quest’intervento idraulico».E Brus­co: «Leggen­do i depli­ant su ques­ta valle m’è venu­ta voglia di vis­i­tar­la, ma sono resta­to delu­so. Il per­cor­so inizia con inter­ven­ti gigan­teschi per tenere sot­to con­trol­lo l’acqua che non c’è». Poi nota altri par­ti­co­lari in degra­do. «L’unica acqua che si vede scen­dere va a un muli­no con del­lo sporco accan­to». È una corte pri­va­ta e i pro­pri­etari spie­gano che sta per par­tire una ristrut­turazione. Poco oltre una cur­va del let­to del tor­rente è un parcheg­gio. «Andreb­bero messe re gran­di pietre per evitare che le auto sosti­no», dice Dall’Ora, «l’alveo va cura­to anche se quest’anno non c’è acqua». Più in là, accan­to a un ces­ti­no divel­to, giace una bacheca di leg­no che dove­va indi­care il per­cor­so. «Chissà quant’è costa­ta, ma poi la manuten­zione non si fa», dice Dall’Ora. Pas­sa­ta una cur­va ci sono vasche in cemen­to dove si all­e­va­vano pesci. «Non sono in sin­to­nia con l’ambiente». Gira­to l’angolo la stra­da è meglio dis­eg­na­ta. «Qui l’anno scor­so è frana­ta una parte del­la col­li­na e il Comune ha ripristi­na­to la via», spie­ga Dall’Ora. «Ai lati affio­ra­no dal­la ter­ra immon­dizie crol­late con la scarpa­ta, tubi, pezzi di vasi e una sedia di plas­ti­ca. Pote­vano toglierli».Le pareti detritiche e i ver­san­ti che a trat­ti escono fan­no pau­ra. Pen­san­do che qui abi­ta gente e un’inondazione improvvisa potrebbe causare dis­as­tri s’intuisce l’importanza di un’opera di risana­men­to idrauli­co come quel­la del Genio. Dall’Ora: «Ques­ta for­mazione geo­log­i­ca è carat­ter­is­ti­ca del depos­i­to moreni­co, com­pos­to di mate­ri­ale fine e ciot­toli, tipi­co del­la Valle dei Moli­ni e deve restare. Inoltre ci sono cas­catelle nat­u­rali in traverti­no, roc­cia porosa di inter­esse nat­u­ral­is­ti­co orig­i­na­ta dall’incrostazione di muschi e sostanze veg­e­tali. È un habi­tat par­ti­co­lare pro­tet­to a liv­el­lo europeo. La sua sal­va­guardia non è com­pat­i­bile con il pas­sag­gio di ruspe in alveo. Qui vivono anche rane pro­tette dal­la diret­ti­va habi­tat». Ma la sicurez­za va garan­ti­ta: «Bas­ta fare manuten­zione mira­ta, costerebbe meno di inter­ven­ti mas­s­ic­ci. Si dovrebbe coni­u­gare il pun­to di vista dell’ingegnere con quel­lo del nat­u­ral­ista». Il sen­tiero pros­egue fino a Cam­pag­no­la di Cas­tion: «Anche là il ter­reno è scon­nes­so, poca la manuten­zione» dice Brus­co. Se ques­ta è la Valle dei Moli­ni, il Gusa Tesina scende a valle per local­ità Ris­are. Dall’Ora ha per­lus­tra­to pure là: «Stan­no costru­en­do la pisci­na. Lì, pri­ma che i lavori iniziassero, c’era una pic­co­la dis­car­i­ca abu­si­va. Ora le ruspe han­no solo sposta­to quan­to trova­to: bat­terie, bot­tiglie, plas­ti­ca, por­fi­di e mat­toni».

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