La dura lotta quotidiana del vigilantes di guardia al cancello sulla Gardesana

Alt, pericolo! Ma i bikers se ne infischiano

15/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Gianluca Marcolini

Cartel­li spar­si ovunque in giro per la cit­tà. Una molti­tu­dine di seg­nali in doppia lin­gua a spie­gare scrupolosa­mente sia cosa sta succe­den­do (la real­iz­zazione di una nuo­va gal­le­ria sul­la stra­da per Limone), sia quel­lo che non si può tas­sati­va­mente fare (per­cor­rere con ogni mez­zo e a pie­di la ). Una serie di divi­eti, infor­mazioni ed avvisi alquan­to speci­fi­ci e piut­tosto esauri­en­ti che, a rig­or di log­i­ca, non dovreb­bero dare adi­to ad alcu­na erra­ta inter­pre­tazione: lì non si pas­sa, pun­to e bas­ta. E invece no, nul­la di tut­to questo è suf­fi­ciente a placare l’osti­natez­za del tur­ista in vacan­za fer­ma­mente inten­zion­a­to ad andare là, dove non si può.E andare là, per i bik­ers di mez­zo mon­do ma pure per i ciclisti del­la domeni­ca, sig­nifi­ca andare sul­la sug­ges­ti­va Ponale, la vec­chia stra­da dismes­sa che da Riva con­duce in Val di Ledro. Un vero par­adiso per gli appas­sion­ati del­la bici­clet­ta, molti dei quali ven­gono sul Gar­da apposi­ta­mente per poter­la per­cor­rere. Orde di per­sone che si spin­gono fino alla som­mità del­la cele­bre strad­i­na con il chiaro inten­to, e deside­rio, d’im­boc­car­la. Ma che sono costrette, inesora­bil­mente, a fare mar­cia indi­etro e tornare così sui pro­pri pas­si. A dife­sa del cantiere in cui si sta cer­can­do, a tem­po di record, di costru­ire una gal­le­ria nelle vis­cere del­la Roc­chet­ta si è reso, infat­ti, nec­es­sario porre addirit­tura una guardia giu­ra­ta arma­ta con tan­to di pis­to­la. E questo sola­mente per scon­giu­rare le decine di tur­isti, soprat­tut­to bik­ers ger­mani­ci, dal loro inten­to d’oltrepas­sare a tut­ti i costi la recinzione del cantiere per pot­er­si dirigere poi sul­la Ponale. «Non ho mai vis­to una cosa sim­i­le — ci rac­con­ta Gio­van­ni Zac­caria, agente del­la Fideli­tas trenti­na che si occu­pa del­la sorveg­lian­za del cantiere — ven­gono a flotte, ogni giorno, e tut­ti vogliono asso­lu­ta­mente pas­sare, anche dopo aver let­to i cartel­li di divi­eto, anche dopo che gli viene spie­ga­to che è peri­coloso e che non si può, anche dopo aver vis­to di per­sona i camion e le ruspe che lavo­ra­no. L’al­tro giorno ho bloc­ca­to un paio di tedeschi; gius­to il tem­po di voltar­mi un momen­to che li ho visti cor­rere den­tro. Ho dovu­to far­li inseguire dal capoc­antiere. Altri han­no ten­ta­to persi­no d’ag­gi­rare l’osta­co­lo arrampi­can­dosi su per il muro che costeggia la stra­da men­tre l’al­tro giorno per poco non veni­vo alle mani con un tur­ista ital­iano estrema­mente coc­ci­u­to; se non ci fos­se sta­ta sua moglie chissà come anda­va a finire. Pre­tendono di pas­sare e molti sono anche male­d­u­cati. Pos­so capire uno straniero in dif­fi­coltà, ma un ital­iano pro­prio no».

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