Il centro visitatori del Parco sarà «capomaglia» di più realtà espositive. Storia e natura del territorio negli studi botanici ed etnografici

Alto Garda, rete museale

04/12/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Il Cen­tro vis­i­ta­tori Par­co di Pra­bione di Tig­nale è sta­to riconosci­u­to come “ regionale”. Attra­ver­so tale riconosci­men­to, che per ora è solo provvi­so­rio, il Cen­tro ideato e real­iz­za­to dal­la Comu­nità Mon­tana e dall’Ersaf assumerà il ruo­lo con­cre­to per cui è sta­to ideato e potrà essere «un’istituzione per­ma­nente al servizio del­la soci­età e del suo svilup­po, aper­to al pub­bli­co, che fa ricer­ca sulle tes­ti­mo­ni­anze mate­ri­ali dell’uomo e del suo ambi­ente, le rac­coglie, le con­ser­va, le comu­ni­ca e soprat­tut­to le espone per stu­di educa­tivi e ricre­ativi» (ques­ta è la definizione tec­ni­ca di museo det­ta­ta dall’Icom, l’International Coun­cil of Muse­um). La richi­es­ta di riconosci­men­to, pre­sen­ta­ta nell’agosto 2003, ha dato modo alla Comu­nità Mon­tana di con­frontar­si con altre realtà muse­ali e decidere ril­e­van­ti cam­bi­a­men­ti nel­la ges­tione del museo, a par­tire dall’inserimento del­la figu­ra pro­fes­sion­ale del con­ser­va­tore, fino all’approvazione di un nuo­vo statu­to e un nuo­vo rego­la­men­to. «Ora il Cen­tro vis­i­ta­tori — spie­gano in Comu­nità — per ottenere il riconosci­men­to defin­i­ti­vo dovrà atti­var­si per real­iz­zare la rete muse­ale dell’Alto Gar­da, che prevede il coor­di­na­men­to cul­tur­ale e ges­tionale non solo di strut­ture espos­i­tive già esisten­ti sul ter­ri­to­rio, come la limon­a­ia del Prà de la Fam o il Museo etno­grafi­co di Mag­a­sa, ma anche quelle in fase di com­ple­ta­men­to, come il Museo botan­i­co don Pietro Por­ta di Valvesti­no. Sarà ques­ta l’occasione per fare del museo del Par­co dell’Alto Gar­da bres­ciano il ful­cro di un insieme di realtà espos­i­tive esisten­ti sul ter­ri­to­rio, cre­an­do e pro­muoven­do attiv­ità di carat­tere trasver­sale nec­es­sarie alla val­oriz­zazione del tur­is­mo com­pat­i­bile nell’entroterra garde­sano. Il Cen­tro vis­i­ta­tori, sor­to a Pra­bione di Tig­nale, nei pres­si del vivaio fore­stale regionale, per volon­tà dell’allora Azien­da regionale delle foreste (oggi Ersaf) e del­la Comu­nità Mon­tana, ha per final­ità l’informazione, la pro­mozione e l’educazione. Inau­gu­ra­to il 15 giug­no del 2002, il museo assolve ad una duplice fun­zione: da un lato offre ele­men­ti di com­pren­sione del ter­ri­to­rio e sti­moli di con­fron­to con altre situ­azioni analoghe; dall’altro lato, riman­da a quel pae­sag­gio, offren­do gli stru­men­ti essen­ziali per muover­cisi sec­on­do piste tem­atiche e liv­el­li di inter­esse diver­si. È insom­ma una vera e pro­pria “casa del Par­co”, con­cepi­ta anche per imprimere, tramite la canal­iz­zazione dei flus­si tur­is­ti­ci dalle spi­agge ai mon­ti (non a caso il museo è sor­to a Tig­nale), mag­gior vig­ore al proces­so di riequi­lib­rio socio-eco­nom­i­co tra la fas­cia costiera garde­sana e il suo entroter­ra. L’esposizione per­ma­nente del cen­tro con­duce lun­go un per­cor­so che si sno­da attra­ver­so immag­i­ni e suoni, l’evocazione di per­son­ag­gi e la ricostruzione di ambi­en­ti, collezioni nat­u­ral­is­tiche e rac­colte di vec­chi attrezzi di lavoro, bre­vi fil­mati e postazioni inter­at­tive. Al cen­tro, gesti­to dal­la coop­er­a­ti­va La Mela­grana, ven­gono tra l’altro pro­mosse numerose attiv­ità didat­tiche. Le inizia­tive tem­atiche riguardan­ti le scuole riguardano i numerosi aspet­ti del­la sto­ria, del­la natu­ra e del­la cul­tura del Par­co e del­la sua gente. Cias­cu­na di queste pro­poste si arti­co­la in una visi­ta gui­da­ta inter­at­ti­va al museo con ques­tionari e giochi sull’argomento prescel­to, attiv­ità di lab­o­ra­to­rio e di osser­vazione ambi­en­tale e, infine, vis­ite sul ter­ri­to­rio. Ai gio­vani cit­ta­di­ni del Par­co la visi­ta al museo è piaci­u­ta per­ché — queste le parole di alcu­ni bam­bi­ni — “fat­ta con giochi”, per­ché “è un museo stra­no”, per­ché “ci sono gli ani­mali veri”, per­ché den­tro il museo “c’è un pull­man che si può guidare”. Ma il museo, ovvi­a­mente, si riv­olge anche agli adul­ti. C’è tem­po fino al 12 dicem­bre, poi il cen­tro chi­ud­erà per la con­sue­ta pausa invernale.

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