L’anfratto sarà visitabile in maggio nella settimana della cultura. Speleologi e Arpav insieme valutano la salute dell’acqua

Analisi per la grotta San Zeno

29/03/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Tut­ti nel­la grot­ta San Zeno, anche per conoscere la qual­ità delle acque che vi cola abbon­dante e che, in alcu­ni pun­ti, ha las­ci­a­to strane trac­ce nere sul­la roc­cia. Per ragioni diverse, sia i tec­ni­ci dell’Arpav sia la Soprint­en­den­za arche­o­log­i­ca si stan­no con­cen­tran­do su ques­ta cav­ità. Pro­prio come desider­a­to dagli spele­olo­gi del Gasv Verona che, per due anni, han­no puli­to quest’anfratto che riten­gono essere l’unico per­cor­so spleo­sub del -Gar­da, una grot­ta nota agli antichi romani per­ché offri­va risor­give di acqua potabile.Lo dimostr­erebbe l’esistenza di un “cal­i­dar­i­um” indi­vid­u­a­to nei resti del­la vil­la por­ta­ta alla luce durante gli scavi del 2006 al cimitero del­la chiesa di San Zeno de l’Oselet. Resti che a feb­braio ammin­is­trazione e Soprint­en­den­za han­no aper­to al pub­bli­co in una gior­na­ta orga­niz­za­ta ad hoc, a cui ha parte­ci­pa­to anche il Gasv. L’iniziativa è piaci­u­ta a Brunel­la Bruno, del­la Soprint­en­den­za arche­o­log­i­ca, che ha espres­so il deside­rio di vis­itare la grot­ta. Il sin­da­co Gia­co­mo Simonel­li com­men­ta: «Vor­rem­mo trovare tes­ti­mo­ni­anze che con­fer­mi­no l’uso, da parte degli occu­pan­ti del­la vil­la, del­la sor­gente che c’è a monte». Ora, in vista del­la set­ti­mana cul­tur­ale indet­ta dal min­is­tero per i Beni cul­tur­ali dal 12 al 19 mag­gio, il Comune ipo­tiz­za di aderire con vis­ite ai due siti arche­o­logi­ci di Cavaion e Castelletto.«All’ultimo con­veg­no», dice la spele­olo­ga Alfon­si­na Cuc­ca­to, «abbi­amo mostra­to foto del­la grot­ta. Il sin­da­co ci ha pro­pos­to di orga­niz­zare escur­sioni all’ingresso e in grot­ta. Ciò è oggi pro­poni­bile per­ché abbi­amo ded­i­ca­to molti fine set­ti­mana a pulir­la. Diver­sa­mente non ci si sarebbe potu­ti avvic­inare all’anfratto. Fino­ra abbi­amo lib­er­a­to lo spazio che ci ha con­sen­ti­to l’esplorazione, ma molti detri­ti van­no tolti per ren­der­la acces­si­bile al pub­bli­co e mostrare l’apertura ad anfo­ra orig­i­nar­ia». Poi con­tin­ua: «Inoltre va reso per­cor­ri­bile il sen­tiero che scende dal­la vil­la; si fa in 10 minuti».Una cam­mi­na­ta tra gli olivi con un neo: «C’è un vec­chio tubo, forse uno scari­co fog­nario a lago, che non ci pare oppor­tuno mostrare agli ospi­ti». Gli spele­olo­gi la but­tano lì. Ma intan­to, desiderosi di conoscere la qual­ità dell’acqua che è nel­la grot­ta e riem­pie il pri­mo sifone oltre cui si cela un lago turchi­no, han­no chiesto al sin­da­co Simonel­li come muover­si. Il sin­da­co ha con­tat­ta­to l’ufficio dell’Arpav. Il respon­s­abile Gior­gio Franzi­ni fa sapere: «Ho incon­tra­to su richi­es­ta del sin­da­co i volon­tari del Gasv e ho val­u­ta­to i cam­pi­ona­men­ti e le oper­azioni da svol­gere per conoscere la qual­ità delle acque. Il piano prevede la serie di anal­isi che fac­ciamo alle acque sot­ter­ra­nee e la val­u­tazione dei para­metri micro­bi­o­logi­ci rel­a­tivi a quelle pota­bili. Sto per sot­to­porre all’amministrazione quan­to cre­di­amo oppor­tuno fare». E Cuc­ca­to: «Ci teni­amo a capire lo sta­to dell’acqua in grot­ta, anche per­ché abbi­amo nota­to una pati­na nera sul­la roc­cia sim­i­le a quel­la vis­i­bile in grotte a monte delle quali vi sono all­e­va­men­ti di bovi­ni o sui­ni». Ora Simonel­li uffi­cial­izzerà la richi­es­ta di inter­ven­to dell’Arpav. A propos­i­to del tubo garan­tisce: «È lo scari­co di alcu­ni inse­di­a­men­ti che si get­ta nel col­let­tore. Gli esa­mi dovreb­bero essere ese­gui­ti dall’Arpav come com­pi­to d’ufficio. Al Gasv l’amministrazione riconosce invece la buona volon­tà di un grup­po che si rende disponi­bile ancor pri­ma di chiedere un con­trib­u­to, che comunque daremo».

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