lunedì, Luglio 22, 2024
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L’anfratto sarà visitabile in maggio nella settimana della cultura. Speleologi e Arpav insieme valutano la salute dell’acqua

Analisi per la grotta San Zeno

Tutti nella grotta San Zeno, anche per conoscere la qualità delle acque che vi cola abbondante e che, in alcuni punti, ha lasciato strane tracce nere sulla roccia. Per ragioni diverse, sia i tecnici dell’Arpav sia la Soprintendenza archeologica si stanno concentrando su questa cavità. Proprio come desiderato dagli speleologi del Gasv Verona che, per due anni, hanno pulito quest’anfratto che ritengono essere l’unico percorso spleosub del Baldo-Garda, una grotta nota agli antichi romani perché offriva risorgive di acqua potabile.Lo dimostrerebbe l’esistenza di un “calidarium” individuato nei resti della villa portata alla luce durante gli scavi del 2006 al cimitero della chiesa di San Zeno de l’Oselet. Resti che a febbraio amministrazione e Soprintendenza hanno aperto al pubblico in una giornata organizzata ad hoc, a cui ha partecipato anche il Gasv. L’iniziativa è piaciuta a Brunella Bruno, della Soprintendenza archeologica, che ha espresso il desiderio di visitare la grotta. Il sindaco Giacomo Simonelli commenta: «Vorremmo trovare testimonianze che confermino l’uso, da parte degli occupanti della villa, della sorgente che c’è a monte». Ora, in vista della settimana culturale indetta dal ministero per i Beni culturali dal 12 al 19 maggio, il Comune ipotizza di aderire con visite ai due siti archeologici di Cavaion e Castelletto.«All’ultimo convegno», dice la speleologa Alfonsina Cuccato, «abbiamo mostrato foto della grotta. Il sindaco ci ha proposto di organizzare escursioni all’ingresso e in grotta. Ciò è oggi proponibile perché abbiamo dedicato molti fine settimana a pulirla. Diversamente non ci si sarebbe potuti avvicinare all’anfratto. Finora abbiamo liberato lo spazio che ci ha consentito l’esplorazione, ma molti detriti vanno tolti per renderla accessibile al pubblico e mostrare l’apertura ad anfora originaria». Poi continua: «Inoltre va reso percorribile il sentiero che scende dalla villa; si fa in 10 minuti».Una camminata tra gli olivi con un neo: «C’è un vecchio tubo, forse uno scarico fognario a lago, che non ci pare opportuno mostrare agli ospiti». Gli speleologi la buttano lì. Ma intanto, desiderosi di conoscere la qualità dell’acqua che è nella grotta e riempie il primo sifone oltre cui si cela un lago turchino, hanno chiesto al sindaco Simonelli come muoversi. Il sindaco ha contattato l’ufficio lago di Garda dell’Arpav. Il responsabile Giorgio Franzini fa sapere: «Ho incontrato su richiesta del sindaco i volontari del Gasv e ho valutato i campionamenti e le operazioni da svolgere per conoscere la qualità delle acque. Il piano prevede la serie di analisi che facciamo alle acque sotterranee e la valutazione dei parametri microbiologici relativi a quelle potabili. Sto per sottoporre all’amministrazione quanto crediamo opportuno fare». E Cuccato: «Ci teniamo a capire lo stato dell’acqua in grotta, anche perché abbiamo notato una patina nera sulla roccia simile a quella visibile in grotte a monte delle quali vi sono allevamenti di bovini o suini». Ora Simonelli ufficializzerà la richiesta di intervento dell’Arpav. A proposito del tubo garantisce: «È lo scarico di alcuni insediamenti che si getta nel collettore. Gli esami dovrebbero essere eseguiti dall’Arpav come compito d’ufficio. Al Gasv l’amministrazione riconosce invece la buona volontà di un gruppo che si rende disponibile ancor prima di chiedere un contributo, che comunque daremo».

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