Si chiama «PathFinder» l’apparecchiatura presentata dal direttore dell’azienda ospedaliera. Il nuovo macchinario arriverà anche a Desenzano e Gavardo

Analisi più efficienti a Manerbio

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Si chia­ma «PathFind­er» il mod­ernissi­mo stru­men­to del­la Med­ical sys­tem in gra­do di smistare fino a 600 provette di anal­isi in un’ora, entra­to in fun­zione nel lab­o­ra­to­rio di anal­isi dell’Ospedale di Maner­bio. In Lom­bar­dia, per ora, PathFind­er ha un solo gemel­lo, all’Ospedale di Berg­amo. Ma presto, assi­cu­ra­no i ver­ti­ci dell’Azienda Ospedaliera che l’ha pre­sen­ta­to ieri a Maner­bio, sarà instal­la­to anche negli altri lab­o­ra­tori di Desen­zano e Gavar­do. La macchi­na è in gra­do di riconoscere le provette, sia leggen­do il codice a barre, sia anal­iz­zan­do il col­ore del tap­po gra­zie ad una tele­cam­era dig­i­tale. Sig­nifi­ca che è in gra­do di smistare fino a 600 provette in un’ora, quin­di di stap­pare la provet­ta pri­maria, dosare il mate­ri­ale nec­es­sario con pun­tali monouso, infine di ritap­pare la stes­sa provet­ta. Ques­ta nuo­va metodolo­gia con­sente una dimin­uzione del tem­po di pre­lie­vo e un risparmio eco­nom­i­co che, sec­on­do il respon­s­abile dei lab­o­ra­tori azien­dali Bruno Milane­si, «potrebbe aggi­rar­si inizial­mente in oltre 10 mila euro l’anno». Inoltre, «PathFind­er» annul­la il «ris­chio bio­logi­co» per gli oper­a­tori dovu­to all’apertura — chiusura delle provette pri­marie, e iden­ti­fi­ca gli even­tu­ali errori commes­si nel­la rac­col­ta dei cam­pi­oni. Il mod­ernissi­mo stru­men­to non può che qual­i­fi­care ulte­ri­or­mente la strut­tura del lab­o­ra­to­rio di anal­isi di Maner­bio. Un pre­sidio la cui attiv­ità non conosce soste. E bas­tano alcu­ni dati a tes­ti­mo­ni­ar­lo. I pun­ti pre­lie­vo sono 9: sette sul ter­ri­to­rio (Pon­te­vi­co, Ghe­di, Bag­no­lo Mel­la, Verolan­uo­va, Gam­bara, Pral­boino, Isorel­la) e due ospedalieri (Maner­bio e Leno). Nove strut­ture tra di loro col­le­gate in rete per per­me­t­tere l’accettazione diret­ta e fornire le risposte entro 24 ore con even­tuale invio per pos­ta. Il lab­o­ra­to­rio, inoltre, è col­le­ga­to con l’Assistenza domi­cil­iare inte­gra­ta for­ni­ta dall’Asl, Case di Riposo, , vari cen­tri sociali e san­i­tari. E anco­ra, il repar­to ha «sfor­na­to» nei pri­mi sei mesi di quest’anno qua­si 337.000 esa­mi esterni e 41.445 accettazioni, ai quali si devono aggiun­gere 143.000 esa­mi per interni e 17.142 accettazioni. Il lab­o­ra­to­rio di Maner­bio (pri­mario, il pro­fes­sor Bruno Milane­si) è diret­to dal dot­tor Mino Pedroni. Con lui col­lab­o­ra­no i dot­tori Gian­car­lo Mon­tre­sor, Domeni­ca Dalè, Micaela Tampieri e Ange­lo Pesen­ti. L’apparecchiatura è sta­ta pre­sen­ta­ta dal diret­tore gen­erale dell’Azienda ospedaliera Ange­lo Fos­chi­ni; pre­sen­ti fra gli altri il diret­tore di pre­sidio Michele Corsetti.

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