I vertici sanitari della provincia ribattono alle polemiche sui controlli negli acquedotti del Garda. L’Asl chiarisce: «A Lonato l’Asm sapeva da tempo dei nitrati»

Analisi sull’acqua? Ai gestori

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Carme­lo Scar­cel­la, diret­tore gen­erale del­l’Asl del­la Provin­cia di Bres­cia (com­prende 164 comu­ni, uni­ci esclusi quel­li del­la Valle Camon­i­ca), inter­viene per resp­in­gere le accuse sul­la man­can­za di con­trol­li rel­a­tivi agli acque­dot­ti. Lo fa nel cor­so di un incon­tro con la stam­pa a Salò, anal­iz­zan­do in par­ti­co­lare la situ­azione di Lona­to (per alcu­ni giorni i cit­ta­di­ni han­no dovu­to tenere chiusi i rubi­net­ti, essendo trop­po alta la con­cen­trazione di nitrati) e Desen­zano. «Per obbli­go di legge, e mi riferisco al decre­to leg­isla­ti­vo n. 31 del 2001 — dice Scar­cel­la -, le anal­isi sul­la qual­ità del­l’ac­qua des­ti­na­ta al con­sumo umano van­no effet­tuate dai gestori delle reti idriche, che devono comu­ni­car­ci men­sil­mente i risul­tati, come richiesto dal Min­is­tero del­la San­ità, con decre­to del 26 mar­zo ’91». Nel dis­tret­to del Gar­da bres­ciano e del­la Valle Sab­bia i con­trol­li per Lona­to e Bedi­z­zole spet­tano insom­ma all’Asm, oppure al per Cal­vagese, Desen­zano, Gar­done Riv­iera, Gargnano, Maner­ba, Moni­ga, Polpe­nazze, Pueg­na­go, Salò, Soiano, Tig­nale, Tremo­sine, alla soci­età «Acque pota­bili» di Goito per la local­ità di Padenghe, alla Val­gas per Agno­sine, Bione, Gavar­do, Per­ti­ca Alta, Pre­seglie, Roè Vol­ciano, Vobarno, e, negli altri 26 pae­si, ai sin­goli comu­ni (Sirmione, San Felice, Toscolano Mader­no, Limone, Vil­lan­uo­va, Sab­bio, Barghe, eccetera). «A noi — pros­egue il diret­tore — spet­tano solo com­pi­ti di vig­i­lan­za ester­na. Ebbene, come Asl effet­tuiamo 6.300 anal­isi micro­bi­o­logiche di lab­o­ra­to­rio, e altre 5mila (di carat­tere chim­i­co, e sul­l’ac­qua di fal­da) le affidi­amo all’Arpa. Con­trol­liamo costan­te­mente 613 pun­ti, con un min­i­mo di quattro/cinque pre­lievi all’an­no e un mas­si­mo di 109 (in cit­tà). In provin­cia esistono alcune crit­ic­ità, che emer­gono soprat­tut­to nel peri­o­do esti­vo. E’ il caso dei 12 pae­si del­la Bas­sa che han­no una ele­va­ta con­cen­trazione di arseni­co geo­logi­co, e per i quali la Regione ha con­ces­so una dero­ga fino al 31 dicem­bre. Noi sti­amo svol­gen­do un’at­tiv­ità ad ampio rag­gio, ma occorre un adegua­to impeg­no anche da parte dei comu­ni e degli enti gestori. In tem­pi bre­vi fare­mo il pun­to del­la situ­azione, e sol­le­citer­e­mo nuo­va­mente il rispet­to delle norme». Per il caso-Lona­to, Anna­maria Indel­i­ca­to, diret­trice san­i­taria del­l’Asl provin­ciale, sostiene che «l’Asm sape­va già da tem­po del­l’e­sisten­za di nitrati in misura ecces­si­va (il lim­ite mas­si­mo è di 50 mil­ligram­mi per litro, ndr). Ma la cosa è emer­sa solo dopo la nos­tra richi­es­ta. L’ente gestore del­l’ac­que­dot­to ha una respon­s­abil­ità diret­ta, di tipo civile e penale. Noi abbi­amo com­pi­ti di vig­i­lan­za a lat­ere, e diamo un’ul­te­ri­ore garanzia per i cit­ta­di­ni». Premet­ten­do che già nel ’90 la Regione ha defini­to a ris­chio il ter­ri­to­rio di Lona­to, poichè la com­po­sizione del ter­reno las­cia scor­rere sostanze azo­tate, Raf­fael­la Cado­ria, diret­trice del dis­tret­to socio san­i­tario del Gar­da, riferisce sui con­trol­li del­l’Asl. «I cam­pi­oni da noi prel­e­vati il 14 giug­no (risul­tati conosciu­ti il 4 agos­to) han­no sve­la­to una pre­sen­za di nitrati di 65 mil­ligram­mi nel­la fontana pub­bli­ca — spie­ga — e di 50 in via Cesare Bat­tisti: il poz­zo di Maguz­zano non era a pos­to. Le anal­isi del 18 luglio han­no riv­e­la­to che l’in­quina­men­to si sta­va esten­den­do. A nos­tra richi­es­ta l’Asm ci ha trasmes­so i dati. Ebbene, l’8 giug­no l’indice dei nitrati era di 53. Per­chè non ci era sta­to comu­ni­ca­to nul­la?». Dopo avere sca­v­a­to un poz­zo più pro­fon­do, il 17 agos­to la situ­azione è rien­tra­ta nel­la nor­mal­ità. Per quan­to riguar­da Desen­zano, «non si trat­ta di un prob­le­ma di salute pub­bli­ca, ma di dis­a­gio. La pre­sen­za di man­ganese e fer­ro con­ferisce un aspet­to sgrade­v­ole dell’acqua, e provo­ca mac­chie sul buca­to. Le cause sono di orig­ine geo­log­i­ca. I gran­di sbalzi di pres­sione nel­la rete cau­sano il dis­tac­co delle incrostazioni delle con­dut­ture. Il poz­zo di Vac­caro­lo, che serve pure le local­ità di Mon­tonale e S.Pietro, esiste dal ’93, e rifor­nisce l’ac­que­dot­to da tem­pi recen­ti. Il Con­sorzio e il sin­da­co ci han­no scrit­to che in autun­no ver­rà instal­la­to un impianto di , per elim­inare i dis­gui­di». I tec­ni­ci Asl aggiun­gono che i con­trol­li del­l’ac­qua sono effet­tuati nel pun­to di con­seg­na (il con­ta­tore), sen­za entrare nelle abitazioni, e prel­e­vare dal rubi­net­to. I pri­vati devono quin­di tenere d’oc­chio le loro tubazioni poichè, tal­vol­ta, non sono in per­fet­ta efficienza.

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