Risonanza magnetica in arrivo all’ospedale. Il finanziamento necessario è stato concesso dalla Regione

Annuncio del direttore generale

Di Luca Delpozzo
m.t.

L’ospedale di Desen­zano avrà final­mente la sua sezione di Riso­nan­za mag­net­i­ca. L’an­nun­cio, anche se era già nel­l’aria, è sta­to dato uffi­cial­mente da Mau­ro Borel­li, diret­tore gen­erale del­l’Azien­da Ospedaliera di Desen­zano. «Ho appre­so diret­ta­mente in Regione che ci è sta­to dec­re­ta­to il finanzi­a­men­to per l’acquisto del­la stru­men­tazione di Riso­nan­za mag­net­i­ca — dichiara Borel­li — ed è una notizia molto atte­sa, dici­amo anche sof­fer­ta, per­ché sul Gar­da, in par­ti­co­lare a Desen­zano, la Riso­nan­za mag­net­i­ca era divenu­ta ormai impro­ro­ga­bile. Sui tem­pi non voglio azzardare pre­vi­sioni: atten­do certezze. Aspet­ti­amo solo che il decre­to regionale ven­ga noti­fi­ca­to». Com­pren­si­bile sod­dis­fazione anche sul volto di Gian­pao­lo Bra­gan­ti­ni, diret­tore di pre­sidio del­l’ospedale di Desen­zano, il quale tiene a ricor­dare che «la Rmn (sigla del­la riso­nan­za mag­ne­ti­va nucleare) è un’ap­parec­chiatu­ra alta­mente qual­i­f­i­cante per un pre­sidio ospedaliero e per la popo­lazione. Ver­rà col­lo­ca­ta nel cuore del­lo stes­so ospedale, nel padiglione del­la Radi­olo­gia». L’in­ves­ti­men­to si aggi­ra sul alcu­ni mil­ioni di euro. Anche il prog­et­to del­la costruzione delle tre nuove sale oper­a­to­rie di Desen­zano è in dirit­tura d’ar­ri­vo per ottenere il finanzi­a­men­to (si par­la di oltre 6 mil­ioni e mez­zo di euro). Nel prossi­mo anno è pre­vis­to l’inizio dei lavori. La Riso­nan­za mag­net­i­ca nucleare andrà ad aumentare la qual­ità dei servizi offer­ti all’uten­za, oggi costret­ta a riv­ol­ger­si ad altri ospedali o a strut­ture pri­vate, con perdite eco­nomiche non indif­fer­en­ti per l’azien­da garde­sana. La Rmn si avvale di una tec­ni­ca diag­nos­ti­ca che for­nisce immag­i­ni di alta definizione di sezioni trasver­sali di organi o di strut­ture del cor­po sen­za l’impiego di rag­gi X o di altri tipi di radi­azioni. Durante la pro­duzione del­l’im­mag­ine il paziente è sdra­ia­to den­tro un mag­nete cilin­dri­co, espos­to a bre­vi impul­si di poten­ti campi mag­neti­ci e onde radio. Gli impul­si sti­molano gli ato­mi di idrogeno, pre­sen­ti nei tes­su­ti del paziente, a emet­tere seg­nali che ven­gono ril­e­vati ed anal­iz­za­ti dal com­put­er. Ques­ta tec­ni­ca diag­nos­ti­ca è ormai in uso da oltre ven­t’an­ni e con­sente di fornire un con­trasto mag­giore tra tes­su­ti nor­mali e anor­mali, risul­tan­do alla fine più affid­abile di una Tac. E’ par­ti­co­lar­mente utile per stu­di­are il cervel­lo e il midol­lo spinale; dà infine immag­i­ni di alta pre­ci­sione delle strut­ture interne del­l’oc­chio e dell’orecchio.

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