Grazie al piano di recupero approvato dal Consiglio comunale per l’ex chiesa settecentesca. Nella zona dell’ex filatoio troveranno posto 29 appartamenti e 27 box

Annunziata trasformata in case

14/03/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Gra­zie al piano di recu­pero approva­to dal con­siglio comu­nale di Lona­to, per il com­p­lesso edilizio col­le­ga­to con l’ex chiesa dell’Annunziata, sit­u­a­ta in paese in via Razz­i­ca nel­la zona dell’ex Fila­toio e da anni in totale sta­to di abban­dono, si apre un futuro res­i­den­ziale. È sta­to infat­ti autor­iz­za­to il piano pre­sen­ta­to a mag­gio del­lo scor­so anno dal­la dit­ta Edil­clas­sic srl, con sede in Mon­tichiari. L’operazione si pro­pone come un atten­to restau­ro con­ser­v­a­ti­vo su un immo­bile che con­tiene pesan­ti vin­coli di tutela del­la Sovrin­ten­den­za ai beni architet­toni­ci. In totale tro­ver­an­no pos­to 29 appar­ta­men­ti, invece dei 38 pre­visti nel­la pri­ma stesura, un inter­ra­to che per­me­t­terà di ricavare 27 box doppi al servizio degli appar­ta­men­ti, più 14 posti macchi­na esterni. Il Comune di Lona­to cercherà anche di ottenere da ques­ta pro­pri­età o dai con­fi­nan­ti la real­iz­zazione di ulte­ri­ori parcheg­gi, in segui­to a trat­ta­ti­va, che siano al servizio del­la zona. Una neces­sità decisa­mente impor­tante, vis­to che altri­men­ti si sarebbe dovu­to met­ter mano anco­ra alla piazzetta del fila­toio, la cui real­iz­zazione è sta­ta di recente com­ple­ta­ta. In pri­ma bat­tuta sarà fat­to il recu­pero con­ser­v­a­ti­vo del tet­to per tut­to il com­p­lesso del vec­chio edi­fi­cio. Per quan­to riguar­da in speci­fi­co l’ex chiesa set­te­cen­tesca dell’Annunziata, si pro­ced­erà in futuro con un appos­i­to prog­et­to da con­cor­dare con la Sovrin­ten­den­za. Come abbi­amo det­to, con il pas­sare degli anni il degra­do dell’antico com­p­lesso reli­gioso del fila­toio è aumen­ta­to. Fin dal 1997 l’associazione stori­co-arche­o­log­i­ca «La Pola­da» denun­ciò la situ­azione ed in par­ti­co­lare la con­dizione dell’ ex chiesa, che con gli ulti­mi inquili­ni divenne addirit­tura un pol­laio, un accu­mu­lo di gab­bie di pol­li, galline ed altri ani­mali, insieme con il depos­i­to di attrezzi da lavoro. Poi l’intero chiostro dell’edificio di cul­to, in segui­to allo sfrat­to, fu abban­do­na­to dalle ultime famiglie. Quel­lo che rimane oggi è un des­olante quadro di spor­cizia, mista ad affres­chi, muf­fa e rag­natele, in bel­la com­pag­nia di stuc­chi e capitel­li. Non si può esclud­ere che di notte diven­ti anche un rifu­gio estem­po­ra­neo per extra­co­mu­ni­tari di pas­sag­gio. Ora final­mente arri­va questo inter­es­sante piano di recu­pero res­i­den­ziale che si svilup­pa a poche centi­na­ia di metri dal­la filan­da, l’antica fab­bri­ca che per più di due sec­oli ha dato lavoro ad un centi­naio di donne e che da qualche anno ospi­ta invece appartamenti.

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