Lettere bresciane: «Quei giudizi sul Garda e le cose che non vanno»

Attilio Mazza, giornalista e scrittore, ci invia la seguente lettera

29/07/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Beppe Sev­ergni­ni, gior­nal­ista e scrit­tore dal­la pen­na sap­i­da, prende posizione con­tro la dis­truzione del­la bellez­za del­la Sardeg­na e affer­ma che non esistono difese e che è in atto il pro­gres­si­vo sui­cidio ambi­en­tale e tur­is­ti­co: vil­lette a dis­te­sa costru­ite sulle pen­di­ci delle colline; gru e cantieri per centi­na­ia di abitazioni. Mi sem­bra fotografi con queste parole ciò che sta acca­den­do sul nos­tro Gar­da, da Limone a Sirmione.Commenta Sev­ergni­ni: «il prob­le­ma è che i bei posti stan­no esauren­dosi». Con­seguente­mente, aggiun­gerei, avran­no un futuro eco­nom­i­co-tur­is­ti­co sola­mente le local­ità che han­no saputo con­ser­vare i val­ori ambientali.Proprio men­tre riflet­te­vo su tut­to questo, ecco la notizia che Tour­ing Club Ital­iano e Legam­bi­ente han­no pre­mi­a­to Gar­done Riv­iera con le “Cinque vele”. Leg­go su “Bres­ciaog­gi” che il «pre­mio prende in con­sid­er­azione l’uso del suo­lo, il degra­do del pae­sag­gio, la bio­di­ver­sità, lo sta­to delle aree costiere, il traf­fi­co, il con­sumo e la pro­duzione di ener­gia, i sis­te­mi di trat­ta­men­to delle acque reflue, la pro­duzione e ges­tione dei rifiu­ti, la strut­tura san­i­taria e sociale, la sicurez­za ali­menta­re e le pro­duzioni tipiche, la qual­ità del­la vacan­za, le inizia­tive per il miglio­ra­men­to del­la sosteni­bil­ità. Delle 483 local­ità ital­iane prese in con­sid­er­azione, appe­na undi­ci han­no rag­giun­to il mas­si­mo pun­teg­gio. Tra queste Gar­done Riv­iera, uni­co cen­tro del­la Lom­bar­dia. Limone e Sirmione han­no sfio­ra­to il ver­tice, fer­man­dosi a quat­tro vele, Desen­zano a tre».C’è da chieder­si se gli esper­ti del TCI e Legam­bi­ente abbiano mai com­pi­u­to un sopral­lu­o­go nel nos­tro ter­ri­to­rio e vis­to come la col­li­na gar­donese è sta­ta ridot­ta negli ultimis­si­mi anni, in par­ti­co­lare come sono sta­ti trasfor­mati, da una brut­ta edi­fi­cazione, alcu­ni com­pren­sori di bellez­za nat­u­rale inte­gra, ad esem­pio quel­lo noto in epoca mitelleu­ro­pea col sug­ges­ti­vo nome di Pic­co­lo Rigi. Li inviterei anche a vis­itare il trat­to eccezional­mente panoram­i­co oltre il Vit­to­ri­ale, ver­so San Michele, che sta per essere urban­iz­za­to. Gli ami­ci mi dicono che pure a Gargnano – ter­ri­to­rio sino­ra abbas­tan­za con­ser­va­to e fra i più carat­ter­is­ti­ci – svet­tano le gru, annun­cio di alter­azione pae­sag­gis­ti­ca. Quan­to alle colline di Toscolano Mader­no e altre situ­azioni d’incremento edilizio da Salò a Sirmione la realtà è ben nota. Al di là del tema del­la bellez­za, gius­ta­mente richiam­a­to da Sev­ergni­ni, l’affollamento di com­pren­sori abbas­tan­za pic­coli – come il Gar­da bres­ciano, appun­to – crea prob­le­mi di vivi­bil­ità. La sec­on­da domeni­ca di questo luglio, ad esem­pio, anco­ra alle ore 23 la coda di auto­mo­bili da Gargnano a Salò era inces­sante e costringe­va a viag­gia­re qua­si a pas­so d’uomo! Se qual­cuno, in una sim­i­le situ­azione, venisse col­pi­to da infar­to come potrebbe essere soc­cor­so e trasporta­to al più vici­no ospedale, quel­lo di Gavar­do, man­can­do adeguate strut­ture qui sul­la Riv­iera di Salò?Il tema dei servizi san­i­tari fa parte di un altro capi­to­lo che sta sem­pre più pre­oc­cu­pan­do. Dopo la chiusura di quel­li di Salò si sta pen­san­do di sman­tel­lare a Gar­done il San­ta Coro­na, repar­to provvi­so­ri­a­mente trasfer­i­to a Vil­la Gem­ma dopo il ter­re­mo­to. E l’immobile, nonos­tante il vin­co­lo ospedaliero, sem­bra des­ti­na­to ad essere trasfor­ma­to in appar­ta­men­ti. Sal­vo non si tro­vi una cor­da­ta di impren­di­tori pri­vati che lo acquisti­no e lo riat­tivi­no: la san­ità è oggi un grande busi­ness, come dimostra­no e con­fer­mano alcune inizia­tive (pri­vate) del­la nos­tra zona; e lo sarà sem­pre più in futuro!I costi del­la san­ità sono sicu­ra­mente alti e la Regione ha vara­to un piano di razion­al­iz­zazione. Ma non sem­bra razionale las­cia­re un baci­no così impor­tante come quel­lo del­la Riv­iera di Salò – in cui il numero delle per­sone si decu­pli­ca nel­la sta­gione tur­is­ti­ca –, pri­vo di qual­si­asi strut­tura di pron­to intervento.