Come ogni anno, torna la richiesta di deroga ai valori limite stabiliti da un decreto del 1982 per il parametro dell’ossigeno disciolto

Balneazione, serve la deroga per l’ossigeno

Di Luca Delpozzo
m.to.

Italia, paese delle deroghe. Come ogni anno, tor­na la richi­es­ta di dero­ga ai val­ori lim­ite sta­bil­i­ti da un decre­to del 1982 per il para­metro dell’ossigeno dis­ci­olto. I ter­mi­ni scadono il 1 aprile, data in cui di nor­ma com­in­ciano i cam­pi­ona­men­ti del­l’Asl per la qual­ità delle acque di bal­neazione. Per il Gar­da, se non dovesse inter­venire una dero­ga alla legge 185 del 1993, si cor­rerebbe il ris­chio di vedere gran parte delle spi­agge vietate alla bal­neazione, pro­prio per effet­to del para­metro dell’ossigeno dis­ci­olto, benchè tale para­metro non sia indice di peri­co­lo per la salute umana. Ieri l’al­tro il sen. Mas­si­mo Wilde ha scrit­to per­ciò al Sot­toseg­re­tario alla San­ità, Ombret­ta Fuma­gal­li Carul­li, per chieder­le di provvedere a dis­porre la richi­es­ta dero­ga pri­ma che scat­ti­no le sanzioni. «In caso con­trario — avverte il par­la­mentare leghista — le con­seguen­ze sul­l’e­cono­mia e sul­l’im­mag­ine ambi­en­tale e tur­is­ti­ca delle local­ità riv­ierasche ital­iane (non solo dunque di quelle del Gar­da) sareb­bero pesan­ti». Infat­ti, in assen­za del pre­sup­pos­to leg­isla­ti­vo, cioè del­la dero­ga, numerosi trat­ti costieri, non solo lacus­tri, dovran­no essere con tut­ta prob­a­bil­ità chiusi. La sto­ria comunque si ripete: ad ogni inizio di sta­gione si deve ricor­rere a una dis­po­sizione di legge per «lib­er­are» il Gar­da da questo lac­cio. Forse, dicono gli ammin­is­tra­tori, basterebbe emanare final­mente una nor­ma definitiva.