Reti elettrificate per difendere campi e alveari. Gli animali escono dal letargo, la Comunità montana corre ai ripari

Barriere anti-orso nel Parco

18/05/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Gli orsi del Par­co del­l’Adamel­lo Brenta ave­vano già fat­to qualche pun­tati­na vici­no al Gar­da, pri­ma di andare in letar­go. Adesso, dopo esser­si risveg­liati deb­ita­mente affamati, dovreb­bero dar­si da fare per cer­care in qualche modo di ali­men­ta­r­si. E potreb­bero far­lo sen­za trop­po rispet­to per le pro­pri­età pri­vate dove andran­no a cer­care da man­gia­re. Ecco per­chè, in questi giorni, la Comu­nità Mon­tana del ha pre­so un’iniziativa che ricor­da un po’ i car­toni ani­mati di Yoghi, ma che in realtà risolve un prob­le­ma con­cre­to per gli agri­coltori del­la zona: la con­ces­sione di reti elet­trifi­cate, con cui tenere gli orsi a deb­i­ta dis­tan­za. Si trat­ta di cor­rente elet­tri­ca a bas­sa ten­sione: non fa male agli ani­mali, ma risparmia dis­as­tri alle pro­pri­età uomi­ni Il numero degli orsi, del resto, va aumen­tan­do: altre due gio­vani fem­mine sono state immesse nei giorni scor­si nel Par­co Adamel­lo Brenta dal quale, per questi ani­mali, non è per nul­la dif­fi­cile rag­giun­gere l’al­to Gar­da, come pare abbiano già dimostra­to di sapere fare l’au­tun­no scor­so. In questo modo, il rein­ser­i­men­to ha rag­giun­to la quo­ta di sette unità: due sono maschi e cinque fem­mine. Altri tre orsi dovreb­bero essere di orig­ine locale, per una cifra totale di dieci esem­plari pre­sen­ti nel vici­no Trenti­no, con pos­si­bile coin­vol­gi­men­to dei ter­ri­tori mon­tani delle province che con­fi­nano con quel­la Regione, a par­tire dal­la nos­tra. L’inizia­ti­va di ripopo­la­men­to rien­tra nel prog­et­to «Ursus: tutela del­la popo­lazione di orso bruno del Brenta», finanzi­a­to dal­l’U­nione Euro­pea. In mer­i­to a ques­ta situ­azione e ad even­tu­ali prob­le­mi che potreb­bero suben­trare per gli abi­tan­ti del­l’Al­to Gar­da, l’Asses­sore all’Am­bi­ente del­la Comu­nità Mon­tana Par­co del­l’Al­to Gar­da — Alessan­dro Andreat­ta — ha rese note alcune mis­ure per la pre­ven­zione e il rim­bor­so di even­tu­ali dan­ni arrecati dagli orsi. Andreat­ta par­la di 2–3 esem­plari che fre­quen­tano con rego­lar­ità il nos­tro ter­ri­to­rio. Tra questi, i più assidui sareb­bero un orso mas­chio (Masun) e una sua ami­ca, la fem­mi­na Daniza. «Per la pre­ci­sione, Masun — spie­ga l’Asses­sore — è già tor­na­to in val di Ledro, men­tre Daniza se ne va a spas­so tra le Dolomi­ti di Brenta e Riva del Gar­da. Di con­seguen­za, ulte­ri­ori vis­ite dei due ani­mali dalle par­ti di casa nos­tra sono ritenute tut­t’al­tro che improb­a­bili». La Comu­nità Mon­tana Par­co ha emes­so un ban­do final­iz­za­to alla con­ces­sione di recinzioni elet­trifi­cate per pro­teggere le arnie, ed ha reso disponi­bile un fon­do per le cop­er­ture di even­tu­ali dan­ni da orso, non rim­borsabili con le assi­cu­razioni già stip­u­late dal Par­co Adamel­lo Brenta e dal Par­co del­l’Adamel­lo. E’ sta­to deciso di pro­rog­a­re i ter­mi­ni delle richi­este rel­a­tive a recinzioni da approntare: la data di sca­den­za è sta­ta sposta­ta alle ore 12 del 25 mag­gio prossi­mo. L’opera di con­sulen­za per la Comu­nità Par­co (opere di pre­ven­zione dei dan­ni, riconosci­men­to dei dan­ni stes­si) è affi­da­ta ad un esper­to nat­u­ral­ista: Ste­fano Mayr. Sia il rego­la­men­to-ban­do che lo schema costrut­ti­vo delle opere di pre­ven­zione dei dan­ni sono in visione pres­so gli uffi­ci del­la Comu­nità Mon­tana Par­co, in via Oli­va 32, a Vil­la di Gargnano.

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