Campagna di prevenzione sul territorio Contenitori neri per attirare questo killer

Battaglia aperta alla zanzara tigre

22/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Lazise

Avvi­a­ta su tut­to il ter­ri­to­rio comu­nale la cam­pagna di pre­ven­zione con­tro la zan­zara tigre. Un prog­et­to del Servizio di igiene e san­ità pub­bli­ca dell’Ulss 22 con il sup­por­to tec­ni­co sci­en­tifi­co del dot­to Simone Mar­ti­ni dell’Enostudio di Pado­va in col­lab­o­razione con il set­tore ecolo­gia del Comune. Il mon­i­tor­ag­gio è par­ti­to con la dis­lo­cazione di par­ti­co­lari con­teni­tori neri che han­no il com­pi­to di attrarre le zan­zare even­tual­mente pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio a deporre le uova per ver­i­fi­care la specie. Sis­tema ritenu­to effi­cace in quan­to sim­u­la l’ambiente di orig­ine soprat­tut­to del­la zan­zara tigre (Sud Est asi­ati­co) che va a deporre le uova all’interno di canne di bam­bù dove si deposi­ta tem­po­ranea­mente l’acqua. Negli Usa invece c’è allarme per un’epidemia di virus del Nilo dif­fu­so da una zan­zara killer. La zan­zara tigre, a dif­feren­za del­la zan­zara comune si riconosce facil­mente per la col­orazione nera con bande bianche sulle zampe e sull’adome e una sin­go­la striscia bian­ca sul dor­so. Per pre­venirne la dif­fu­sione è nec­es­saria la col­lab­o­razione di tut­ti al fine di evitare che alcu­ni fat­tori ambi­en­tali favoriscano la sua pro­lif­er­azione. «Bas­ta seguire alcune sem­pli­ci indi­cazioni» asserisce l’assessore all’ecologia del Comune Fabio Mari­noni, «trasmesse­ci dall’Ulss». Si trat­ta di elim­inare tutte le situ­azioni che con­sentono all’acqua pio­vana o di irrigazione di creare dei pic­coli accu­muli. I sot­to­vasi sono in genere i pri­mi a essere incrim­i­nati, ma in effet­ti cos­ti­tu­is­cono un ris­chio solo se costan­te­mente pieni di acqua: è suf­fi­ciente che vadano com­ple­ta­mente a sec­co almeno un giorno alla set­ti­mana e il peri­co­lo è evi­ta­to. Tut­to ciò che con la piog­gia può riem­pir­si d’acqua»,fanno pre­sente i tec­ni­ci del servizio igiene e san­ità pub­bli­ca, «rap­p­re­sen­ta un poten­ziale sito di ripro­duzione per la zan­zara tigre; sec­chi e con­teni­tori van­no tenu­ti capo­volti o cop­er­ti e le cav­ità degli alberi van­no riem­pite di sab­bia: è inoltre nec­es­sario ver­i­fi­care peri­odica­mente che le grondaie scarichi­no cor­ret­ta­mente e fare mol­ta atten­zione nat­u­ral­mente ai cop­er­toni abban­do­nati.» In com­mer­cio esistono inset­ti­ci­di per trattare tombi­ni o luoghi i quali non pos­sono essere iso­lati con una robus­ta zan­zari­era, però e nec­es­sario trat­tar­li una vol­ta la set­ti­mana. Effi­cace è anche l’azione del filo di rame pos­to in un sot­to­va­so pieno d’acqua, che impedisce la pro­lif­er­azione delle zan­zare gra­zie al rilas­cio di ioni che agis­cono come inset­ti­ci­da. Tec­ni­ca effi­cace però solo fino a quan­do il filo o il pezzet­to di rame non sia ossida­to in quan­to l’ossidazione impedisce il rilas­cio degli ioni nell’acqua. Inoltre va rispet­ta­to il rap­por­to quan­ti­ta­ti­vo rame-acqua: se infat­ti un pezzet­to di filo di rame può bastare per un sot­to­va­so cer­ta­mente è insuf­fi­ciente per un tombi­no o una cisterna.