Il Garda,il più grande lago d’Italia, agli albori delle sue antiche origini

BENACO L’ ATLANTIDE PERDUTA NEL GARDA

Parole chiave: - -
Di Luca Delpozzo

Bena­co spro­fondò più 2000 anni fa nelle acque del Garda”.Un sag­gio di un ricer­ca­tore veronese fa luce sulle antiche orig­i­ni del lago di Gar­da. “La oltre il promon­to­rio giace silen­ziosa una cit­tà som­m­er­sa che cade in un abis­so di nascos­ta gente…” L ’anti­ca Bena­co , “polis” che anti­ca­mente diede il nome al lago , sem­bra riemerg­ere dalle acque Come un mostru­oso essere mari­no delle pro­fon­dità , il lago se l’era inghiot­ti­ta sec­oli fa in segui­to ad un even­to cat­a­strofi­co : un ter­re­mo­to o forse un allu­vione segui­ta da una frana. A dir­lo , in un sag­gio stori­co , è il ricer­ca­tore Andrea Tor­re­sani. “Bena­co un’ Atlantide per­du­ta nel Gar­da” questo il tito­lo del libro edi­to dall’Associazione Cor­riere del­la Riv­iera, è sta­to pre­sen­ta­to di recente nel­la sala con­feren­ze del­la FNAC di Verona alla pre­sen­za di geolo­gi ed esper­ti , ripor­ta alla memo­ria tramite antiche tes­ti­mo­ni­anze ritrova­men­ti lapi­dei e rifer­i­men­ti geo­logi­ci , le orig­i­ni del­la civiltà bena­cense. Una ricer­ca affasci­nante inizia­ta una mat­ti­na di due anni fa dal­lo stu­dio di un cip­po romano ‚scop­er­to a San Vig­ilio e oggi con­ser­va­to tra centi­na­ia di reper­ti d’epoca romana , al maf­feiano di Verona. : “ L ‘arri­vo a Bena­co Q. di Sam­i­cio Mari­no sci­olse il voto volen­tieri” si legge sul­la lapi­de. “Di fronte a tale scrit­to “ spie­ga Torresani”rimasi sor­pre­so .Anche per­ché era l’unica epi­grafe che cita­va Bena­co e appro­fondii le ricerche per val­utare se quel “Bena­co” avesse qualche rifer­i­men­to con l’ anti­ca Vil­la che ave­va dato il nome al lago .Con­frontan­do diver­si testi antichi,”continua” arrivai alla con­clu­sione che Bena­co dove­va essere real­mente esis­ti­ta. Come fa anche pre­sente il cro­nista medievale Zaga­ta che nar­ra ‚come nel 243 dopo Cristo ‚un ter­re­mo­to di immani pro­porzioni scon­quassò la zona di Toscolano Mader­no subis­san­do l’antica “cit­tà­d­i­na” che ave­va dato il nome al lago”.E’mai pos­si­bile che sul placido Gar­da, oggi sol­ca­to da leg­giadri e vis­i­ta­to da mil­ioni di tur­isti , sia avvenu­to un fenom­e­no sim­i­le ? Scru­tan­do appro­fon­di­ta­mente le carte geo­logiche si può notare che la pro­fon­da gola in cui si ada­gia il lago “cul­la­to” dalle catene mon­tu­ose ‚altro non è che una sinclinale(piega) che sta spro­fon­dan­do anno dopo anno. Dall ‘altra si vede che i fenomeni di con­tat­to tra la plac­ca euro­pea con­tro quel­la africana gen­er­a­no una forza in direzione (Nord­NordEst ) ver­so la catene del “Monte ” che pres­sato da movi­men­ti tet­toni­ci delle pre­alpi bres­ciane, si sta lenta­mente innalzan­do .Per fare un esem­pio, come un foglio di car­ta com­pres­so con le mani in cui la parte che si pie­ga ver­so il bas­so è il fon­dale del lago ‚men­tre quel­la che s’inarca ver­so l’alto è la vet­ta del Bal­do . Nell’area bres­ciana di Toscolano vi sono poi tut­ta una serie di accav­al­la­men­ti roc­ciosi con la pre­sen­za di pie­ga­men­ti del ter­reno. Tale situ­azione è gen­er­a­trice di sis­mi e fenomeni fra­nosi. .Dall’altra recen­ti stu­di indi­cano che nel­la zona prossi­ma Salò cir­ca 6000 anni fa è si è ver­i­fi­ca­ta una frana di immani proporzioni.Frana che poi suces­si­va­mente ha subito un ass­es­ta­men­to provo­can­do la scom­parsa dell’insediamento abi­ta­to di Bena­co .Si ricor­da poi di recente, agli inizi del nove­cen­to, il dis­as­troso ter­re­mo­to di Salo’ .Dice l’autore medievale Euse­bio: “Io non tro­vo aper­tu­ra alcu­na nota­bile che sia men grande di ques­ta, ma se di ques­ta s’ha da inten­dere ‚non pos­so se credere che chi la scrisse pri­ma e alcu­ni che lo imi­tarono poi ‚pigliassero per errore qualche centi­naio di anni ‚per ché se questo fat­to non fos­se più anti­co, se ne havarebbe notizia dal­li avoli o bisavoli nos­tri” .Un “incip­it” che serve ad indi­care una pro­fon­da frat­tura nel ter­reno che si vede tutt’ oggi a Toscolano Mader­no e da cui sgor­ga un tor­rente, ma anche l’ipotesi che la scom­parsa di Bena­co non risal­ga pro­prio al 243 D.C. Trac­ce di un anti­co som­movi­men­to del ter­reno restano ancor oggi. Gli antichi resti del­la vil­la romana che si tro­va in riva al lago , sem­bra­no pro­prio dare impul­so alle antiche orig­i­ni di Toscolano che già dal nome ricor­da le popo­lazioni dell’Etruria. “Ed è in ques­ta direzione “spie­ga Tor­re­sani che bisogna riv­ol­gere le nos­tre ricerche per­ché Stra­bone , valente geografo romano , non sem­bra citare il som­movi­men­to che colpì Bena­co. In effet­ti Bena­co può essere cer­to pros­per­a­ta in epoca etr­usca o anche pri­ma con una serie di fit­ti scam­bi com­mer­ciali con l’Adriatico.Resti di strut­ture urbane etr­usche si trova­vano sparse sul lago di Gar­da come poi anche poi si può dedurre nei nomi dei cen­tri urbani prossi­mi al lago.Le antiche navi parti­vano da Benaco”continua Tor­re­sani” cariche dei rigogliosi prodot­ti lacus­tri e attra­ver­so il Po’ arriva­vano sino ad Adria .Da lì altre imbar­cazioni riparti­vano dal Po per arrivare sino il lago facile via di comu­ni­cazione ver­so il Nord dell’attuale Italia”.Era evi­dente la dom­i­nan­za dei benacensi.Catullo chi­ame le onde del lago nei scrit­ti “lidie” definen­dole pro­prio col nome di quelle popo­lazioni prove­ni­en­ti dal­la Gre­cia che ave­vano col­o­niz­za­to l’Italia cen­trale :gli Etruschi.Plinio il Vec­chio poi ripor­ta che per il modo di effet­tuare dei sac­ri­fi­ci da parte dei Lidi , ven­nero sopran­nom­i­nati Tusci.E da li derivò il nome di Toscolano dove pri­ma dove­va sorg­ere l’antica Benaco.Ma bena­cen­si dove­vano chia­mar­si tut­ti gli abi­tan­ti del lago , nonos­tante che ci fos­sero altri nuclei abi­ta­tivi di cer­ta impor­tan­za. “La fine di Bena­co fu allo­ra un fenom­e­no dis­as­troso , per anni il lago ne con­servò il nome”spiega Tor­re­sani . “Finché”verso il 800 d.c. sul­la spon­da ori­en­tale la nascente Garda(dal ger­man­i­co-WARTE –guardia) , sul­la cui roc­ca era sta­ta edi­fi­ca­ta una strut­tura for­ti­fi­ca­ta, prese il sopravven­to che la portò a gui­da di una giuris­dizione che si esten­de­va dall ‘Adi­ge sino all’isola di Garda(oggi “del Garda”)”.L ‘anti­ca civiltà etr­usca-lati­na pri­ma col­o­niz­za­trice del lago, ormai dis­per­sa, las­ciò spazio anche negli antichi doc­u­men­ti, alle popo­lazioni del Nord Est europeo che spingevano ver­so sud. “Anche per Gar­da” spie­ga lo stu­dioso la leggen­da parla­va di una cit­tà sommersa.Ma ques­ta ipotesi,tramandata dai pesca­tori del cen­tro lacus­tre , è cer­ta­mente trascur­abile vis­to che nes­sun rifer­i­men­to sto­ri­ografi­co e geo­logi­co esiste.I pesca­tori , sen­ten­do par­lare dell’”antica cit­tade lacus­tre” sup­ponevano nel cor­so delle loro bat­tute di cac­cia not­turne di sen­tire il cam­panile in fon­do al lago risuonare.In realtà le cam­pane era­no quelle dell’ Ere­mo dei frati Camal­dole­si, che col ven­to risuon­a­vano . Semmai”conclude il ricer­ca­tore” in tem­pi più antichi(come si vede dalle sab­bie deposi­tate), l ‘Adi­ge tracimò per arrivare fin sot­to la roc­ca di Gar­da dis­truggen­do degli inse­di­a­men­ti palafit­ti­coli tes­ti­mo­niati da pali ancor oggi con­fic­cati nei fondali”.Ma la sto­ria di Bena­co, anti­ca civiltà del lago , è pros­per­a­ta sul­la riv­iera bres­ciana che si stende oggi sulle acque inscres­pate del lago in fes­ta .Ed in quest’oasi nat­u­rale che Bena­co assume la valen­za dell’Atlantide perduta.Anche se del­la leggen­daria cit­tà pla­ton­i­ca, la civiltà lacus­tre ha una ben più conc­re­ta valen­za documentaria,visto che il nome di Bena­co è seg­na­to nel ter­ri­to­rio e nel­la memo­ria dei tempi.

Parole chiave: - -