Il presidente bielorusso che aveva vietato i soggiorni terapeutici in Italia ha cambiato idea

Bimbi dell’Est, cade il veto

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Il pres­i­dente del­la Bielorus­sia Alek­san­dr Lukashenko ha fat­to dietro-front. I bam­bi­ni col­pi­ti dagli effet­ti del dis­as­tro nucleare di Cher­nobyl potran­no tornare ad essere ospi­tati in Italia. I 700 bim­bi che ven­gono soli­ta­mente rice­vu­ti ed accolti durante l’estate dall’organizzazione desen­zanese «Gar­da sol­i­dale onlus» gui­da­ta dal pres­i­dente Fabio Perin, potran­no dunque tornare sulle rive del Bena­co gra­zie a un fati­coso negozi­a­to. Una trat­ta­ti­va por­ta­to a ter­mine dal­lo stes­so Perin e dal tori­nese Anto­nio Prisco pres­i­dente di «Plan­et onlus» in occa­sione di un viag­gio avvenu­to la set­ti­mana scor­sa a Min­sk, cap­i­tale dell’ex repub­bli­ca sovi­et­i­ca. Il pre­mier bielorus­so ave­va dichiara­to in un dis­cor­so uffi­ciale tenu­to al Par­la­men­to che i bam­bi­ni sareb­bero dovu­ti restare a casa per non essere «edu­cati al con­sum­is­mo del­la civiltà occi­den­tale». Una dura pre­sa di posizione che ave­vano get­ta­to nel­la coster­nazione le numerose asso­ci­azioni di volon­tari­a­to che da anni stan­no attuan­do un aut­en­ti­co per­cor­so di recu­pero psi­co-fisi­co degli sfor­tu­nati bam­bi­ni abi­tan­ti nelle aree con­t­a­m­i­nate dal dis­as­tro del reat­tore di Cher­nobyl. Ora questo peri­co­lo appare scon­giu­ra­to, almeno per quest’anno. «Sì — ammette Fabio Perin -, pos­si­amo tirare un sospiro di sol­lie­vo per­ché nel cor­so degli scam­bi intrapre­si con i ver­ti­ci gov­er­na­tivi bielorus­si, che si sono mostrati sen­si­bili ed atten­ti, ci è sta­to assi­cu­ra­to che i bam­bi­ni ripren­der­an­no i loro viag­gi in Italia. I nos­tri 700 pic­coli sono già pron­ti per arrivare a scaglioni, ovvi­a­mente non appe­na sarà piani­fi­ca­to l’intero pro­gram­ma». Intan­to, saba­to prossi­mo a Gavar­do si tiene il pri­mo incon­tro per alle­stire a giug­no il con­voglio uman­i­tario diret­to a Gomel, che dis­tribuirà generi di pri­ma neces­sità e med­i­c­i­nali come sem­pre avviene da parec­chi anni. A Min­sk i due pres­i­den­ti Perin e Prisco si sono, inoltre, incon­trati con i capi del Dipar­ti­men­to affari del pres­i­dente e di quel­lo degli «Aiu­ti uman­i­tari» per pros­eguire il pro­gram­ma di ristrut­turazione dell’ex colo­nia Plan­e­ta che ospiterà, in una zona salu­bre, i bam­bi­ni bielorus­si. Il prog­et­to e l’organizzazione, come si ricorderà, sono sta­ti affi­dati ai due ital­iani che han­no avu­to anche ripetu­ti scam­bi di vedute con gli architet­ti incar­i­cati del­la stesura del prog­et­to finale. Le prime ruspe sono già al lavoro e, sec­on­do le pre­vi­sioni, i lavori potreb­bero com­in­cia­re nel mese di set­tem­bre. La man­od­opera sarà del pos­to men­tre i mate­ri­ali arriver­an­no dall’Italia. Si trat­ta di un pres­ti­gioso e sig­ni­fica­ti­vo riconosci­men­to a Plan­e­ta e, indi­ret­ta­mente, a Gar­da Sol­i­dale il cui pres­i­dente ha ottenu­to il pder­son­ale suc­ces­so di risultare per­sona affid­abile assieme ai suoi col­lab­o­ra­tori. Lo sfor­zo da esercitare per la costruzione del­la colo­nia di Min­sk è però enorme. Prisco e Perin lan­ciano, per­ciò, un appel­lo ad aziende, isti­tu­ti di cred­i­to e pri­vati per­ché offra­no dei con­tribu­ti per la rius­ci­ta dell’iniziativa. Pros­egue, infine, la cap­il­lare pen­e­trazione di Gar­da Sol­i­dale che, gra­zie ad un’associazione di volon­tari­a­to di Cas­tiglione del­la Pesca­ia (Gros­se­to), potrà inviare alcu­ni bam­bi­ni a rigener­ar­si sulle rive del mar Tirreno.