Coltivazioni di energia. L’agricoltura ci crede. Gli imprenditori zootecnici avicoli sperimentano l’uso della pollina come comburente

Biomasse, nuove prospettive dal convegno

14/11/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

Le bio­masse accen­dono l’interesse degli agri­coltori bres­ciani. Era­no oltre 200, ieri, quel­li che non han­no volu­to man­care al con­veg­no di Mon­tichiari orga­niz­za­to dall’assessorato provin­ciale all’Agricoltura per illus­trare le oppor­tu­nità offerte da ques­ta nuo­va «alter­na­ti­va». Il tut­to alla vig­ilia dell’apertura del ban­do per la misura H del Piano di Svilup­po Rurale, che mette a dis­po­sizione fon­di per l’imboschimento delle super­fi­ci agri­cole e la con­seguente pro­duzione di leg­name da uti­liz­zare come com­bustibile. «È un’alternativa nel­la quale come isti­tuzione cre­di­amo in maniera con­vin­ta — ha spie­ga­to l’assessore provin­ciale all’agricoltura, -. Innanz­i­tut­to per­chè l’attuale situ­azione sul fronte ener­geti­co, ed in par­ti­co­lare il caro petro­lio, rende non più rin­vi­a­bile un dis­cor­so di appro­fondi­men­to sulle energie alter­na­tive; in sec­on­do luo­go per­chè sarebbe scioc­co non incen­ti­vare la doppia oppor­tu­nità offer­ta dal­la pro­duzione di bio­masse, che oltre a garan­tire mag­giore tutela dell’ambiente può anche essere un’interessante fonte di red­di­to per gli agri­coltori». Ospi­ti del­la gior­na­ta numerosi esper­ti del set­tore come Ange­lo Scar­avonati, vicepres­i­dente del neona­to Con­sorzio pro­dut­tori bio­masse di Lom­bar­dia, o Ren­zo Capra, pres­i­dente dell’Asm di Bres­cia, che han­no con­tribuito a focal­iz­zare il quadro rel­a­ti­vo alla colti­vazione delle bio­masse leg­nose: l’impegno pre­vis­to dal­la misura H per l’agricoltore che decidesse di tentare questo inves­ti­men­to è di 15 anni, la specie più idonea il piop­po, in par­ti­co­lare alcu­ni cloni in gra­do di pro­durre gran­di masse veg­e­tali. La spe­sa mas­si­ma ammes­sa per ettaro è pari a 4500 euro, con una per­centuale di con­trib­u­to pari al 70%. Van­no aggiun­ti un pre­mio annuale manuten­zione per il pri­mo e il sec­on­do anno (620 euro ad ettaro), uno per il man­ca­to red­di­to (725 euro ettaro ero­gati per quindi­ci anni): la super­fi­cie min­i­ma è di 10 mila euro, il red­di­to com­in­cia dal sec­on­do anno e la quo­tazione media per una ton­nel­la­ta di leg­name ven­du­to è attual­mente di 35 euro. Da notare che vi sono cen­tra­line a bio­mas­sa per la pro­duzione di ener­gia, come quel­la di Sell­ero, dis­poste a sot­to­scri­vere con­trat­ti pluri­en­nali con i pro­dut­tori per la for­ni­tu­ra di mate­ria pri­ma. «Se non aumen­ta la pro­duzione nel Bres­ciano — ha det­to il pres­i­dente Giampiero Bres­sanel­li- sare­mo costret­ti a riv­ol­ger­ci ad altre province». Ora, non res­ta che atten­dere il verdet­to dei diret­ti inter­es­sati, gli agri­coltori. E intan­to anche gli all­e­va­tori avi­coli pun­tano a diventare pro­tag­o­nisti dei pro­ces­si ener­geti­ci: dopo aver sper­i­men­ta­to in estate l’utilizzo delle polline (let­tiera degli all­e­va­men­ti) come com­bu­rente dell’inceneritore di Asm, gli all­e­va­tori bres­ciani stan­no son­dan­do altre multi­u­til­i­ty inter­es­sate a smaltire gli scar­ti pro­ducen­do ener­gia. A questo propos­i­to una del­egazione del­la sezione Avi­co­la dell’Upa ha orga­niz­za­to nei mesi scor­si una visi­ta ai mini-impianti uti­liz­za­ti in Germania.

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