A Palazzolo, Santa Lucia ai Monti, Sandrà, Cavalcaselle, Castelnuovo e San Giorgio in Salici Concerti a partire dalle 9 per far conoscere l’arte antica dei bronzi

Campane a festa per non morire

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Una domeni­ca ded­i­ca­ta alle cam­pane, alla dif­fu­sione del­la loro conoscen­za e tradizione, attra­ver­so una serie di con­cer­ti orga­niz­za­ti in più pae­si. L’appuntamento è fis­sato per le 9 di sta­mat­ti­na: le squadre dei cam­pa­nari impeg­nati in ques­ta gior­na­ta di sen­si­bi­liz­zazione, si ritro­ver­an­no al cam­panile di San Gior­gio in Sali­ci. Dopo qualche suona­ta inau­gu­rale e una veloce colazione, le for­mazioni si dirig­er­an­no ai cam­panili loro des­ti­nati. I suona­tori di Cisano e San Zeno di Mon­tagna andran­no a Palaz­zo­lo e San­ta Lucia ai Mon­ti, men­tre le com­pag­nie di Cav­al­caselle, Piovez­zano, Pas­tren­go e Cavaion Veronese si occu­per­an­no dei con­cer­ti di Cav­al­caselle e San­drà. Le squadre di Castel­n­uo­vo e San Gior­gio in Sali­ci si esercit­er­an­no nei rispet­tivi cam­panili. Al ter­mine delle suonate, il ritro­vo per tut­ti è fis­sato a Castel­n­uo­vo per un momen­to con­viviale alla pre­sen­za del del­e­ga­to di zona e prin­ci­pale orga­niz­za­tore del­la ker­messe, Ser­gio Pasquali­ni. Il tut­to è sta­to pro­gram­ma­to con il pri­mario inten­to di dif­fondere la conoscen­za dell’arte cam­pa­naria nelle comu­nità del set­tore merid­ionale del­la zona garde­sana. Non è così scon­ta­to infat­ti che le cam­pane, per il solo e sem­plice fat­to di far­si fragorosa­mente sen­tire, siano altret­tan­to conosciute e apprez­zate. Molti pen­sano, addirit­tura, che al giorno d’oggi le sole cam­pane a suonare siano quelle autom­a­tiz­zate. Invece, come chiara­mente dimostra quest’occasione, la tradizione man­uale del suono dei sac­ri bronzi è anco­ra ben rad­i­ca­ta sul ter­ri­to­rio del­la nos­tra provin­cia, e inces­san­te­mente pro­mul­ga­ta dall’associazione suona­tori di cam­pane a sis­tema veronese, che raduna tutte le com­pag­nie cam­pa­narie sparse a Verona, a Vicen­za, a Pado­va, a Bres­cia, a Man­to­va. Il suc­ces­so delle pas­sate edi­zioni ha già ricom­pen­sato ampia­mente gli orga­niz­za­tori degli sforzi fin qui pro­fusi. Ma, da cir­ca tre mesi, si è aggiun­to anche un suc­ces­so ben più tan­gi­bile: la riaqui­sizione del con­cer­to di Marni­ga di Bren­zone. Quelle cam­pane, ricon­quis­tate dopo un asse­dio trenten­nale, han­no offer­to l’occasione anche per la fon­dazione di una nuo­va squadra, pure coin­vol­ta nell’organigramma del­la gior­na­ta. Ciò dimostra che sulle sponde garde­sane qual­cosa sta cam­bian­do. Si sogna di elim­inare tut­ti gli impianti di elet­tri­fi­cazione totale, non sola­mente per allargare il cam­po d’azione delle squadre cam­pa­narie: il fine è soprat­tut­to quel­lo di con­ser­vare i con­cer­ti di cam­pane dal­la dev­as­tante azione dei motori instal­lan­do impianti adat­ti alla sal­va­guar­di a delle infra­strut­ture, svin­co­late dalle cam­pane, e in gra­do di garan­tire l’incolumità delle cam­pane e del cam­panile dai dan­neg­gia­men­ti causati dall’incuria. Solo i suona­tori, appas­sion­ati del loro cam­panile, pos­sono garan­tire un con­trol­lo con­tin­u­a­ti­vo a tutte le strut­ture; al con­trario, i motori, abban­do­nati a se stes­si, ledono irri­me­di­a­bil­mente cam­pane, cep­pi, castel­lo, cam­panile. Un dan­no infer­to non a dei sem­pli­ci «vasi bronzei roves­ciati», ma a vere e pro­prie opere d’arte, nelle quali gen­er­azioni di fon­di­tori, antichi o recen­ti, han­no infu­so la loro maes­tria e sen­si­bil­ità artis­ti­ca. Una tradizione e una cul­tura da non perdere. Alessan­dro Penazzi