Oggi il presidente sarà ascoltato in Provincia: sullo sfondo la possibile fine dell’ente

Castellani in Provincia. «Salvare la Comunità»

08/10/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Il pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do Cipri­ano Castel­lani è sta­to con­vo­ca­to in Provin­cia, oggi alle 16, «per difend­ere» la Comu­nità. «Vado in Provin­cia, su invi­to, alla riu­nione con­giun­ta del­la pri­ma com­mis­sione (rap­por­ti con gli enti locali) e del­la quar­ta (politiche mon­tane e tutela dei parchi) poiché vi si affronta la mozione sul riordi­no delle comu­nità mon­tane», spiega.Poi, Castel­lani, è un fiume in piena: «Non sono pre­oc­cu­pa­to per la Comu­nità del Bal­do», pre­cisa, «ma per la nos­tra mon­tagna, quel­la veronese, Bal­do e Lessinia. Mi angus­tia il fat­to che siamo incap­pati in ques­ta sci­agu­ra­ta legge finanziaria 2008, che val­u­ta sul­la base di stime soltan­to numeriche ciò che sig­nifi­ca mon­tagna. Mi spi­ace», ril­e­va, «che la Regione non abbia colto l’opportunità pre­vista dal­la stes­sa legge di rior­dinare entro il 30 set­tem­bre il sis­tema delle comu­nità mon­tane venete». E fa notare: «Il Vene­to non ha saputo decidere, men­tre avrebbe potu­to fare val­u­tazioni pro­prie, rimod­u­lare o trasfor­mare le comu­nità in modo con­gruo al territorio».«Io non ero in Con­siglio regionale», spie­ga anco­ra, «quan­do non è si è rag­giun­ta un a delib­er­azione. So che la finanziaria 2008 prevede­va che si decidesse un riordi­no e che, altri­men­ti, sarebbe scat­ta­to quell’articolo sul­la cui base la Comu­nità del Bal­do e del­la Lessinia sem­bra­no appun­to non avere para­metri suf­fi­ci­en­ti per essere con­siderati “mon­tagna”». Pre­cisa: «Van­no fat­ti con­ti esat­ti per sta­bilire se più del­la metà dei Comu­ni si tro­vi­no nelle con­dizioni alti­met­riche pre­viste dal­la legge.… essi devono cioè avere il 50 per cen­to di super­fi­cie supe­ri­ore ai 500 metri di alti­tu­dine… Dico la ver­ità», allarga le brac­cia, «non ho cer­to fat­to questi con­ti… ma so che ques­ta è una legge del­lo Sta­to, che, se non si mod­i­fi­ca, come la Regione avrebbe potu­to fare, va attua­ta. Quin­di entr­erà in funzione».Il dub­bio chi­ave: sparirà la Comu­nità del Bal­do? «Io cre­do che ci siano anco­ra i ter­mi­ni per­ché il con­siglio pos­sa ricon­vo­car­si, rivedere l’argomento, in maniera da ragionare restando atti­nen­ti al ter­ri­to­rio, pren­den­do cioè deci­sioni su base locale, sec­on­do le esi­gen­ze nos­tre e non cen­trali”. Ma per lei cosa sig­nifi­ca mon­tagna? Qual’è il ruo­lo del­la Comu­nità del Bal­do nei con­fron­ti di questo mon­do frag­ile? Per me mon­tagna non è il lupo, non sono le mar­motte e i camosci. Sono anche questo, ma la mon­tagna è soprat­tut­to la sua gente, una popo­lazione che ci vive e lavo­ra, a cui serve un ente vici­no che coor­di­ni il ter­ri­to­rio in modo sovra comu­nale. Qui la gente non ha le comod­ità di chi vive in pia­nu­ra o in cit­tà, eppure le per­sone devono avere le stesse oppor­tu­nità, pari dirit­ti, vale adire acces­so alle scuole, agli ospedali, alle tec­nolo­gie. E non dimen­tichi­amo che la mon­tagna, se spopo­la­ta, decade».Altre comu­nità mon­tane venete potran­no soprav­vi­vere. «In base ad una legge che per me», ripete, «è sci­agu­ra­ta. Per­ché pone para­metri che non han­no log­i­ca. Non si ragiona di mon­tagna sul­la base delle altime­trie. Allo­ra solo Corti­na d’Ampezzo è “mon­tagna”? Si può ragionare anche in ter­mi­ni di areesvan­tag­giate ed io riten­go che la mon­tagna del­la Lessinia e del Bal­do siano appun­to svan­tag­giate. Qui non fun­zio­nano nem­meno i cel­lu­lari … l’Ospedale di Capri­no è sta­to chiu­so, le scuole sono sem­pre minac­ciate per man­can­za di ‘numeri’. Si fa sem­pre rifer­i­men­to a cifre e a costi, ma per la mon­tagna non può vigere la log­i­ca del risparmio, va con­sid­er­a­ta quel­la del­la “situazione”».Partita chi­ave oggi in provin­cia. Castel­lani: «Oltre a questo dirò quan­to può essere nell’interesse del­la Comu­nità, con­tin­uan­do a non capire la scelta del­la Regione che ha abdi­ca­to alla pos­si­bil­ità di deci­sione men­tre pote­va agire in un otti­ca di fedelis­mo. Il tim­o­re è una sparizione del­la Comu­nità. Il pres­i­dente sin­te­tiz­za: «Sen­za di essa mancher­an­no i servizi inte­grati, si dis­solverà un organo che coor­di­na a liv­el­lo e che ai mon­ta­nari serve». Tan­to bas­ta e non una bel­la prospet­ti­va.

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