Sarà un fiorire di rotatorie, ovali e rotonde. Ne vedremo spuntare cinque nel breve volgere di due anni nel Basso Sarca.

Cinque nuove rotatorie ad Arco, Nago e Torbole

Di Luca Delpozzo

Sarà un fiorire di rotatorie, ovali e rotonde. Ne vedremo spuntare cinque nel breve volgere di due anni nel Basso Sarca. Ad esse si aggiungeranno gli svincoli della circonvallazione arcense, con gli innesti del tronco sud e del tronco nord, quelli della Comai-bis, quelli della circonvallazione rivana. La viabilità altogardesana assumerà sempre più forme metropolitane, utili a rendere il traffico più scorrevole, più sicuro. Non certo a salvare i terreni agricoli, destinati ad un sacrificio difficile da evitare. Le rotonde dovranno riuscire là dove incroci, semafori, precedenze hanno fallito negli ultimi anni. Da tempo annunciate sono quelle di Torbole e di Nago (quest’ultima con tanto di breve tunnel verso la “Maza”), in ritardo di esecuzione rispetto ai tempi previsti a suo tempo dall’amministrazione torbolana. Con il tronco sud della circon-vallazione di Arco entrerà in servizio la rotonda di S.Giorgio (se ne intuiscono già le forme), mentre solo sulla carta sono le ultime due, balzate agli onori della cronaca in questi giorni: quella al condominio Giovanazzi e quella di fronte al Centro commerciale Cavallo. Tutto il tratto di via S.Caterina compreso tra il Palagarda e l’ex Del Fabbro cambierà radicalmente volto. Il caos di questi anni, divenuto allarmante con il moltiplicarsi dei centri commerciali, sarà risolto con le due rotatorie, che permetteranno a chi scende da nord di immettersi sulla ss 45bis senza le lunghe attese attuali di fronte al condominio Giovanazzi, e a chi proviene dalle Grazie di non rischiare più la vita nel tentativo di immersi in direziono Arco. La giunta del sindaco Veronesi ha accettato la delega concessa dalla Provincia: sarà quindi il comune ad occuparsi della progettazione, mentre i finanziamenti arriveranno da Trento, così come il via libero definitivo. Una scelta necessaria per accelerare i tempi: “Così facendo – dice Veronesi – già l’anno venturo potremo vedere aperto il cantiere. Le uniche difficoltà potrebbero venire dalla necessità di espropriare alcuni terreni a margine di via S. Caterina. E quando si parla di espropri la tempi-stica di appalti e cantiere diventa a rischio.Interessante la soluzione ipotizzata per risolvere, in un colpo, anche il problema degli incroci a raso. Dai centri commerciali, così come dalle strade comunali che si immettono su quel tratto di statale, sarà possibile soltanto la svolta a destra. L’attraversamento della carreggiata sarà impedito con il posizionamento di una barriera spartitraffico per l’intera lunghezza tra le due rotatorie. Così, per intendersi, chi esce dal Green Cen-ter per dirigersi verso Arco dovrà scendere verso a Riva fino alla rotatoria meridionale, aggirarla e risalire verso nord. Una soluzione apparentemente scomoda, ma che permetterà di ridurre le situazioni a rischio (sempre più frequenti) in via S. Caterina.

Davide Pivetti

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