Sarà un fiorire di rotatorie, ovali e rotonde. Ne vedremo spuntare cinque nel breve volgere di due anni nel Basso Sarca.

Cinque nuove rotatorie ad Arco, Nago e Torbole

Di Luca Delpozzo
Davide Pivetti

Sarà un fiorire di rota­to­rie, ovali e rotonde. Ne vedremo spuntare cinque nel breve vol­gere di due anni nel Bas­so Sar­ca. Ad esse si aggiunger­an­no gli svin­coli del­la cir­con­va­l­lazione arcense, con gli innesti del tron­co sud e del tron­co nord, quel­li del­la Comai-bis, quel­li del­la cir­con­va­l­lazione rivana. La via­bil­ità altog­a­rde­sana assumerà sem­pre più forme met­ro­pol­i­tane, utili a ren­dere il traf­fi­co più scor­rev­ole, più sicuro. Non cer­to a sal­vare i ter­reni agri­coli, des­ti­nati ad un sac­ri­fi­cio dif­fi­cile da evitare. Le rotonde dovran­no rius­cire là dove incro­ci, semafori, prece­den­ze han­no fal­li­to negli ulti­mi anni. Da tem­po annun­ci­ate sono quelle di Tor­bole e di Nago (quest’ul­ti­ma con tan­to di breve tun­nel ver­so la “Maza”), in ritar­do di ese­cuzione rispet­to ai tem­pi pre­visti a suo tem­po dal­l’am­min­is­trazione tor­bolana. Con il tron­co sud del­la cir­con-val­lazione di Arco entr­erà in servizio la roton­da di S.Giorgio (se ne intu­is­cono già le forme), men­tre solo sul­la car­ta sono le ultime due, balzate agli onori del­la cronaca in questi giorni: quel­la al con­do­minio Gio­vanazzi e quel­la di fronte al Cen­tro com­mer­ciale Cav­al­lo. Tut­to il trat­to di via S.Caterina com­pre­so tra il Pala­gar­da e l’ex Del Fab­bro cam­bierà rad­i­cal­mente volto. Il caos di questi anni, divenu­to allar­mante con il molti­pli­car­si dei cen­tri com­mer­ciali, sarà risolto con le due rota­to­rie, che per­me­t­ter­an­no a chi scende da nord di immet­ter­si sul­la ss 45bis sen­za le lunghe attese attuali di fronte al con­do­minio Gio­vanazzi, e a chi proviene dalle Gra­zie di non rischiare più la vita nel ten­ta­ti­vo di immer­si in direziono Arco. La giun­ta del sin­da­co Verone­si ha accetta­to la del­e­ga con­ces­sa dal­la Provin­cia: sarà quin­di il comune ad occu­par­si del­la prog­et­tazione, men­tre i finanzi­a­men­ti arriver­an­no da Tren­to, così come il via libero defin­i­ti­vo. Una scelta nec­es­saria per accel­er­are i tem­pi: “Così facen­do — dice Verone­si — già l’an­no ven­turo potremo vedere aper­to il cantiere. Le uniche dif­fi­coltà potreb­bero venire dal­la neces­sità di espro­pri­are alcu­ni ter­reni a mar­gine di via S. Cate­ri­na. E quan­do si par­la di espro­pri la tem­pi-sti­ca di appalti e cantiere diven­ta a rischio.Interessante la soluzione ipo­tiz­za­ta per risol­vere, in un colpo, anche il prob­le­ma degli incro­ci a raso. Dai cen­tri com­mer­ciali, così come dalle strade comu­nali che si immet­tono su quel trat­to di statale, sarà pos­si­bile soltan­to la svol­ta a destra. L’at­tra­ver­sa­men­to del­la car­reg­gia­ta sarà imped­i­to con il posizion­a­men­to di una bar­ri­era spar­ti­traf­fi­co per l’in­tera lunghez­za tra le due rota­to­rie. Così, per inten­der­si, chi esce dal Green Cen-ter per diriger­si ver­so Arco dovrà scen­dere ver­so a Riva fino alla rota­to­ria merid­ionale, aggi­rar­la e risalire ver­so nord. Una soluzione appar­ente­mente sco­mo­da, ma che per­me­t­terà di ridurre le situ­azioni a ris­chio (sem­pre più fre­quen­ti) in via S. Cate­ri­na.