Una lezione particolare per gli alunni delle elementari «Enrico Avanzi». I giovani imparano come un tempo venivano lavati i panni

Con le nonne a scuola di passato

04/06/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Una lezione insoli­ta quel­la orga­niz­za­ta per i bam­bi­ni del­la Scuo­la ele­mentare «Enri­co Avanzi» di Soiano. Lunedì mat­ti­na, infat­ti, le anziane del paese han­no accom­pa­g­na­to i gio­vani stu­den­ti al lava­toio del Rio, pic­co­lo tor­rente che scorre nei pres­si del­la local­ità, e han­no inseg­na­to loro il meto­do con cui un tem­po veni­vano lavati i pan­ni. Una tradizione dura­ta molti sec­oli ma più vic­i­na a noi di quan­to si pos­sa immag­inare, dal momen­to che alcune sig­nore, forse più per nos­tal­gia che per comod­ità, durante la sta­gione esti­va vi si recano anco­ra per sci­ac­quare la biancheria di casa. L’inizia­ti­va, orga­niz­za­ta da alcune maestre del­l’is­ti­tu­to ele­mentare di Soiano, si pone l’o­bi­et­ti­vo di far conoscere ai bam­bi­ni il ter­ri­to­rio che li cir­con­da e l’u­ti­liz­zo che ne ha fat­to l’uo­mo nel cor­so degli anni pas­sati. «Lo scor­so saba­to — dice Rolan­da Dona­ti­ni, inseg­nante del­la scuo­la — siamo andati a rip­ulire il lava­toio dai detri­ti e dal­la ster­paglia che lo rico­pri­vano. Anche i gen­i­tori han­no parte­ci­pa­to all’iniziativa e si sono las­ciati coin­vol­gere in un’ impor­tante attiv­ità di recu­pero ter­ri­to­ri­ale». Ma ques­ta è solo una delle inizia­tive recen­te­mente pro­mosse per avvic­inare i gio­vani alla natu­ra. « Negli anni pas­sati — con­tin­ua Rolan­da — abbi­amo por­ta­to alcune clas­si all’ac­que­dot­to e al sis­tema fog­nario e, molto spes­so, orga­nizzi­amo gite nel­l’en­troter­ra e sulle colline moreniche». Nel cor­so del­l’in­tera mat­ti­na­ta i bam­bi­ni han­no ascolta­to atten­ta­mente i rac­con­ti delle anziane del paese, le quali ricor­da­vano alcu­ni episo­di legati al lava­toio del Rio. «Era tradizione che le donne lavassero i pan­ni il lunedì mat­ti­na — spie­ga Bruna Bruni, una delle sig­nore pre­sen­ti — e in quelle ore c’era sem­pre mol­ta gente. Un tem­po dove­va­mo lavare in ginoc­chio e ci veni­vano for­ti dolori. Durante l’in­ver­no, poi, l’ac­qua era sem­pre molto fred­da e, a causa del ghi­ac­cio, le cam­i­cie rimanevano attac­cate ai bor­di del­la vas­ca». «Gli uomi­ni — con­tin­ua Bruna — rip­uli­vano rara­mente il lava­toio e spes­so diven­ta­va dif­fi­cile risci­ac­quare per bene le lenzuo­la e la biancheria». « Molti sono i ricor­di legati a questo luo­go — pros­egue Marisa Tebal­di­ni, un’al­tra delle donne pre­sen­ti — mi man­cano quei momen­ti in cui incon­tra­vo tutte le mie com­pae­sane e, per l’in­tera mat­ti­na­ta, si chi­ac­chier­a­va di tut­to quel­lo che accade­va in paese». I bam­bi­ni, entu­si­as­mati sia dal luo­go così carat­ter­is­ti­co che dalle spie­gazioni delle sig­nore, han­no potu­to appren­dere come in quel peri­o­do veni­va fat­to il sapone, un tem­po denom­i­na­to «lis­ci­va», la cui com­po­nente prin­ci­pale era una par­ti­co­lare pol­vere prepara­ta con cenere di uli­vo. « Allo­ra non c’er­a­no i guan­ti e la lis­ci­va bru­ci­a­va le mani» sot­to­lin­ea Marisa. « Mi piac­erebbe vivere come 50 anni fa — dice Francesca, una delle bam­bine pre­sen­ti — per­ché si face­vano molte più cose. Non c’era inquina­men­to, l’aria era puli­ta e tut­to era più tran­quil­lo e sereno». Una gior­na­ta all’in­seg­na del­l’e­colo­gia e del­la tradizione, dunque, volu­ta anche dal­l’am­min­is­trazione comu­nale di Soiano che, nel­la per­sona del sin­da­co Rober­to Rossato, ha sot­to­lin­eato come questo sia solo uno dei prog­et­ti riv­olti al recu­pero del territorio.