I trentini entrano nell’associazione dopo la defezione dei Comuni del Basso lago

Così Riva rafforza la Comunità del Garda

05/02/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Dopo l’abbandono dei Comu­ni di Sirmione e Desen­zano (pre­ce­du­to, negli anni scor­si, da quel­lo di diver­si cen­tri verone­si e segui­to dal silen­zio degli altri enti che anco­ra ne fan­no parte), la tro­va un fedele alleato nel Comune di Riva del Gar­da. La giun­ta munic­i­pale del­la cit­tad­i­na trenti­na e il sin­da­co Pao­lo Mat­teot­ti han­no infat­ti deciso di far­si por­tav­oce delle istanze del­la Comu­nità, che in questi ulti­mi mesi sta viven­do di una pro­fon­da crisi d’identità alla luce del numero pre­oc­cu­pante di Comu­ni che si sono defi­lati. «L’attività svol­ta dal­la Comu­nità — spie­ga Mat­teot­ti — res­ta fon­da­men­tale per coor­dinare tut­ta una serie di inizia­tive a carat­tere ambi­en­tale, tur­is­ti­co e cul­tur­ale col­le­gate al , che va inte­so come sogget­to uni­co, non fram­men­ta­to da sud­di­vi­sioni geogra­fiche e provin­ciali, come han­no ben evi­den­zi­a­to da un lato il con­sigliere provin­ciale trenti­no Clau­dio Moli­nari e dall’altro il con­sigliere comu­nale di Riva Alessio De Mat­tia in un doc­u­men­to che è sta­to approva­to all’unanimità nell’ultima sedu­ta con­sil­iare». In segui­to a queste con­sid­er­azioni la giun­ta rivana ha deciso di pre­dis­porre un doc­u­men­to che sarà invi­a­to alla Provin­cia di Tren­to e a tut­ti i sin­daci del lago per invitare le realtà ammin­is­tra­tive bena­cen­si ad elab­o­rare pro­poste con­crete per la rifor­ma e il rin­no­vo dell’ente comu­ni­tario. L’Amministrazione di Riva con­di­vide la valid­ità delle moti­vazioni che han­no orig­i­na­to la cos­ti­tuzione del­la Comu­nità, «per­ché essa ha rap­p­re­sen­ta­to fino­ra l’unica sede in cui le moltepli­ci volon­tà degli enti ader­en­ti han­no avu­to la pos­si­bil­ità di incon­trar­si e armo­niz­zarsi in maniera non dis­con­tin­ua né episod­i­ca». La Giun­ta rivana ha val­u­ta­to pos­i­ti­va­mente le pro­poste approvate dall’assemblea gen­erale del­la Comu­nità del Gar­da lo scor­so 10 gen­naio, ovvero la cos­ti­tuzione di una soci­età inter­re­gionale per la ges­tione del­la pub­bli­ca, la creazione di un osser­va­to­rio tur­is­ti­co per­ma­nente per l’area bena­cense, l’organizzazione di un cen­tro di indagine e di con­trol­lo coor­di­na­to sul­lo sta­to delle acque sia dal pun­to di vista qual­i­ta­ti­vo (bio­logi­co, chim­i­co, fisi­co, ecc.) che quan­ti­ta­ti­vo (liv­el­li) e, non ulti­mo, la creazione di un servizio coor­di­na­to per la sicurez­za in acqua e a ter­ra. Per il sin­da­co rivano Mat­teot­ti ci sono però alcune pri­or­ità: «Le emer­gen­ze prin­ci­pali sono rap­p­re­sen­tate da un lato dai liv­el­li del lago, dall’altro dal­la neces­sità di una ver­i­fi­ca com­ple­ta dei sis­te­mi di in tut­to il Gar­da per bloc­care il lento degra­do del­la qual­ità delle acque e garan­tire, anche in futuro, la sal­va­guardia dell’ecosistema lacus­tre». È quan­to aus­pi­ca lo stes­so pres­i­dente del­la Comu­nità, , che in occa­sione del­la recente assem­blea ave­va lan­ci­a­to un acco­ra­to appel­lo: «Se la Comu­nità non riesce ad assumere una nuo­va fun­zione di ente gestore di servizi rischia di ved­er annul­la­ta la sua ragion d’essere».