Durissimo attacco della Confesercenti al Comune su parcheggi, orari e manifestazioni. Giunchi: «La piazza si è spenta. Siamo tornati indietro di 30 anni»

«Così uccidono il turismo»

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Sono «pre­oc­cu­pati, sfidu­ciati e demor­al­iz­za­ti» i pub­bli­ci eser­centi di Desen­zano nell’imminenza dell’apertura del­la sta­gione tur­is­ti­ca. A una con­trazione di pre­sen­ze e arrivi, a una reces­sione eco­nom­i­ca gen­er­al­iz­za­ta, si aggiunge «un’incomprensibile ges­tione del­la cit­tà, sot­to il pro­fi­lo tur­is­ti­co, da parte dell’attuale ammin­is­trazione comu­nale». E’ un attac­co molto duro quel­lo di Genun­zio Giunchi, da tan­ti anni por­tav­oce del­la Con­fe­ser­centi locale, che chia­ma in causa il sin­da­co e la Giun­ta ulivista. Giunchi affer­ma che «la situ­azione è davvero pesante» anche per­chè, a suo dire, il Comune non sta per niente aiu­tan­do la cat­e­go­ria ad affrontare il momen­to di crisi, anzi. Tre le prin­ci­pali accuse che la Con­fe­ser­centi riv­olge al Comune: aumen­tano le restrizioni che lim­i­tano l’attività dei locali; non si fan­no nuovi parcheg­gi in cen­tro; non si sono orga­niz­za­ti spet­ta­coli di vas­to richi­amo per la prossi­ma sta­gione esti­va. «Reg­is­tri­amo con forte pre­oc­cu­pazione che l’amministrazione non si esprime con un’idea a sosteg­no dei pub­bli­ci eser­cizi. Siamo reduci da due incon­tri pub­bli­ci, uno orga­niz­za­to dal Comune, l’altro da un par­ti­to del­la mag­gio­ran­za, con ogget­to le prob­lem­atiche che inve­stono il tur­is­mo e il com­mer­cio. Ci si aspet­ta­va di più da ques­ta Giun­ta — con­tin­ua Giunchi -: la nos­tra cat­e­go­ria è demor­al­iz­za­ta per­ché il futuro di Desen­zano è incer­to. E’ delu­dente il prog­et­to degli spet­ta­coli, non ci sono even­ti che pos­sano carat­ter­iz­zare la cit­tà più popolosa ed impor­tante del ». Ma il mag­gior tim­o­re, quin­di, qual è? «C’è un pro­gram­ma povero e non cer­to di sosteg­no al com­mer­cio. Abbi­amo migli­a­ia di lavo­ra­tori che vivono del­la bus­ta paga per man­tenere la famiglia, e poi tan­ti gio­vani: la crisi del set­tore rischia di man­dare a casa molti di loro; l’amministrazione comu­nale non può igno­rare la situ­azione». Ma qual è il giudizio sul pro­gram­ma delle man­i­fes­tazioni estive ? «Si dovrebbe lan­cia­re Desen­zano attra­ver­so alcu­ni appun­ta­men­ti di caratu­ra nazionale, per richia­mare vis­i­ta­tori e tur­isti: ma da tre anni non se ne vedono». Capi­to­lo parcheg­gi: i com­mer­cianti sono sem­pre sta­ti crit­i­ci, e le loro pro­poste non han­no avu­to suc­ces­so. «Con ques­ta Giun­ta ave­va­mo par­la­to di costru­ire un parcheg­gio mul­ti­p­i­ano alla Mara­tona. Il prob­le­ma è sta­to affronta­to decine di volte, sono pas­sati anni, ma il prog­et­to è sta­to accan­to­na­to. E’ inutile dire ora che non ci sono i sol­di per real­iz­zar­lo: c’erano pro­poste con­crete per far­lo sen­za svuotare le casse comu­nali». La Con­fe­ser­centi è crit­i­ca anche sui vari divi­eti (orario not­turno dei locali, tran­si­to lun­go­la­go, soste). «Si disse fin dall’inizio: toller­an­za zero sulle soste sel­vagge. Ma sos­ta sel­vaggia è risul­ta­ta un nor­malis­si­mo divi­eto di sos­ta, per­ché la cit­tà è dis­sem­i­na­ta di divi­eti. Per questo — dice anco­ra Giunchi — chiedi­amo il ritiro del­la con­ces­sione del parcheg­gio del­la Mara­tona alla Fraglia Vela e di indi­vid­uarne un altro». «Chiedi­amo poi di ripen­sare l’ordinanza di chiusura antic­i­pa­ta dei locali per­ché i prob­le­mi di vivi­bil­ità non sono deter­mi­nati dagli eser­centi. All’1 e 30 la piaz­za Malvezzi è già mal­in­coni­ca­mente spen­ta, siamo tor­nati indi­etro di 30 anni!». Su questo tema è bene pre­cis­are che, nell’ultimo incon­tro pub­bli­co, il sin­da­co ha det­to che l’anticipo dell’orario di chiusura è sta­to dis­pos­to dal­la nuo­va legge regionale, e che il Comune è obbli­ga­to ad appli­car­la. Ma l’impressione degli eser­centi è che il Comune non abbia ben capi­to la por­ta­ta del dan­no eco­nom­i­co e d’immagine che ciò ha provo­ca­to per l’attività. E che non abbia fat­to neanche il min­i­mo ten­ta­ti­vo di lim­i­tarne gli effet­ti. Anche per il lun­go­la­go la Con­fe­ser­centi rib­adisce che, pur apprez­zan­do il seg­nale di aper­tu­ra del­la Giun­ta, di mod­i­fi­care l’ordinanza, «la gente non passeg­gia sul lun­go­la­go ma all’interno del cen­tro». Con­clude Giunchi: «Vogliamo una cit­tà aper­ta, non chiusa».

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