Baldofestival. Progetto per realizzarlo all’orto botanico di Novezzina Il percorso che vuole ricordare il giudice veronese ha caratteristiche uniche

Disabili a passeggio tra boschi e fiori sul sentiero intitolato a Mich

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Di Luca Delpozzo
f.m.

Una passeg­gia­ta per res­pi­rare a pieni pol­moni l’aria puli­ta del , per sen­tire il pro­fu­mo dei boschi e dei fiori. Una gior­na­ta da trascor­rere lon­tano da cit­tà, con­fu­sione e impeg­ni, per perder­si nel silen­zio del­la mon­tagna, per ass­apo­rare la bellez­za di cieli infini­ta­mente più azzur­ri. Tut­to questo sarà pos­si­bile in futuro anche ai dis­abili motori o ai non veden­ti, gra­zie al prog­et­to di un sen­tiero pen­sato e real­iz­za­to pro­prio per loro, che è sta­to pre­sen­ta­to nell’ambito degli incon­tri pro­mossi e orga­niz­za­ti nel pro­gram­ma di Bald­oFes­ti­val. Un prog­et­to forte­mente volu­to dal comi­ta­to pro­mo­tore del­la man­i­fes­tazione nell’anno europeo ded­i­ca­to al dis­abile, e che ha trova­to l’appoggio dell’amministrazione comu­nale fer­rarese, del­la Comu­nità Mon­tana del Bal­do, del­la Provin­cia e di varie asso­ci­azioni del mon­do del­la dis­abil­ità, che in gran numero han­no parte­ci­pa­to all’incontro di pre­sen­tazione. Il sen­tiero è prog­et­ta­to sec­on­do un mod­el­lo uni­co per la par­ti­co­lar­ità e per l’ubicazione, è sta­to mes­so a pun­to dall’architetto Raf­faele Bar­bet­ta attra­ver­so una lun­ga serie di stu­di e accorg­i­men­ti. «Inizial­mente pen­sa­vo che fos­se un’impresa piut­tosto com­p­lessa prog­ettare un sen­tiero di questo tipo», ha spie­ga­to, «poi mi sono accor­to che in realtà la cosa era molto più sem­plice del pre­vis­to. Più dif­fi­cile era trovare il luo­go adat­to dove ren­der­lo fat­tibile, ma non impos­si­bile. Il sen­tiero parte dall’Orto botan­i­co di Novezzi­na e pros­egue fino a Fontana del­la Tesia. Per i cir­ca 1600 metri di lunghez­za com­p­lessi­va rimane a mar­gine di una stra­da bian­ca di servizio, che per­me­tte in ogni momen­to di pot­er accedere al per­cor­so con un mez­zo. Un accorg­i­men­to in più, che lo rende prat­i­ca­bile da un dis­abile anche non accom­pa­g­na­to, in asso­lu­ta indipen­den­za e lib­ertà». Piut­tosto pianeg­giante, sen­za pen­den­ze trop­po peri­colose per i dis­abili in car­rozzi­na, suf­fi­cien­te­mente largo, con un fon­do soli­do e lis­cio, un cor­ri­mano a diverse altezze e aree di sos­ta pre­viste lun­go l’intero per­cor­so, per per­me­t­tere il riposo come anche la visione di panora­mi sug­ges­tivi: sono queste alcune delle carat­ter­is­tiche pre­viste dal prog­et­to e curate in ogni det­taglio da Bar­bet­ta. «Si trat­ta di accorg­i­men­ti che ren­dono il sen­tiero adat­to non solo a dis­abili o non veden­ti, ma anche a per­sone col­pite tem­po­ranea­mente da qualche dis­abil­ità moto­ria, anziani, bam­bi­ni, per­sone con­va­les­cen­ti che non pos­sono per­me­t­ter­si gran­di sca­late ma nem­meno vogliono rin­un­cia­re ad una passeg­gia­ta in mon­tagna», ha pros­e­gui­to l’architetto. Pre­visti inoltre cartel­li esplica­tivi, a spie­gazione del prog­et­to e rel­a­tivi anche alla descrizione dell’ambiente cir­costante e alla botan­i­ca. L’ottica è sen­za dub­bio sper­i­men­tale, ma si unisce alle tante altre inizia­tive che ormai da tem­po si susseguono per miglio­rare la qual­ità del­la vita delle per­sone dis­abili, gra­zie ad una rin­no­va­ta sen­si­bil­ità pub­bli­ca e all’azione più o meno silen­ziosa di asso­ci­azioni impeg­nate ogni giorno in pri­ma per­sona. Il sen­tiero sarà per questo inti­to­la­to a Michele Dusi, il giu­dice veronese scom­par­so lo scor­so gen­naio, del quale era­no pre­sen­ti alla pre­sen­tazione del prog­et­to i famil­iari. Grande amante del­la mon­tagna, costret­to su una car­rozzi­na dall’età di 22 anni a causa di un inci­dente, Dusi ha las­ci­a­to memo­ria in quan­ti lo han­no conosci­u­to di una stra­or­di­nar­ia vital­ità uni­ta ad una con­tin­ua opera a favore dell’autonomia delle per­sone dis­abili. Una memo­ria tes­ti­mo­ni­a­ta anche dal­la sin­cera e pro­fon­da com­mozione che il suo ricor­do ha sus­ci­ta­to in tut­ti i pre­sen­ti, e dal­la fer­ma volon­tà di pren­dere esem­pio dal­la sua tena­cia per portare avan­ti il prog­et­to. Il sen­tiero ha bisog­no infat­ti dei finanzi­a­men­ti nec­es­sari alla sua real­iz­zazione effet­ti­va. Il cos­to totale dell’impresa si aggi­ra sui 150–200mila euro cir­ca. Camil­la Madinel­li Le sta­tis­tiche dif­fuse dall’Osservatorio regionale per la sicurez­za non las­ciano inden­ni gli altri comu­ni del ter­ri­to­rio. Se Affi risul­ta al pri­mo pos­to per delit­tu­osità, clas­si­fi­ca­to tra i due comu­ni con tas­so medio alto del­la Regione insieme a Pia­cen­za D’Adige nel Padovano e dopo Jeso­lo, cui è toc­ca­to la maglia nera, non se la pas­sano benis­si­mo nem­meno altre local­ità lacus­tri. Bar­dolino si tro­va proi­et­ta­to tra i comu­ni dove il borseg­gio è più dif­fu­so, men­tre Lazise entra in clas­si­fi­ca tra i tre comu­ni con indice medio bas­so in tut­to il Vene­to per fur­ti gener­i­ci (con­tro i 578 con indice bas­so), men­tre Coster­mano, pur con un indice medio bas­so, spic­ca in neg­a­ti­vo insieme ad altri sette comu­ni (con­tro i 575 «buoni») per quan­to riguar­da i fur­ti in appar­ta­men­to. Sono tan­ti i cit­ta­di­ni che ieri han­no appre­so del­la clas­si­fi­ca con un mis­to tra appren­sione e incredulità — qual­cuno anche ci ha riso su — gli stes­si che ora aspet­tano gli annun­ciati appro­fondi­men­ti che i ricer­ca­tori dell’Osservatorio regionale per la sicurez­za dif­fonder­an­no a fine dicem­bre. L’Osservatorio, va ricorda­to, è al suo debut­to. È sta­to real­iz­za­to un anno fa con lo scopo di aiutare la Giun­ta del Vene­to a dif­fondere la cul­tura del­la legal­ità. L’Osservatorio è cos­ti­tu­ito da un comi­ta­to tec­ni­co sci­en­tifi­co, che svolge la fun­zione di ind­i­riz­zo, e da un cen­tro di doc­u­men­tazione, che svolge attiv­ità di doc­u­men­tazione, ricer­ca e val­u­tazione degli inter­ven­ti. I pri­mi dati dif­fusi rien­tra­no nel ten­ta­ti­vo di costru­ire il «pro­fi­lo sicurez­za» di cias­cun comune del Vene­to, per «garan­tire», si legge nel­la pre­sen­tazione del­la sta­tis­ti­ca, «un mon­i­tor­ag­gio costante delle situ­azioni locali e ren­dere gli inter­ven­ti region­ali in mate­ria di sicurez­za più mirati».

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