Oasi di grande valenza ecologica, soprattutto sul piano faunistico, al punto da essere considerato un sito di importanza comunitaria (S.i.c.), il laghetto del Frassino, oasi di tutela della Provincia di Verona.

Diventerà un’oasi il laghetto del Frassine

Di Luca Delpozzo
Eugenio Cipriani

Oasi di grande valen­za eco­log­i­ca, soprat­tut­to sul piano fau­nis­ti­co, al pun­to da essere con­sid­er­a­to un sito di impor­tan­za comu­ni­taria (S.i.c.), il laghet­to del Frassi­no, oasi di tutela del­la Provin­cia di Verona, sta diven­tan­do ora anche più pregev­ole sul piano esteti­co. Tute­lare la natu­ra, affer­mano infat­ti gli esper­ti del­l’Am­min­is­trazione provin­ciale e seg­nata­mente del­l’Asses­so­ra­to tutela fau­nis­ti­co-ambi­en­tale rap­p­re­sen­ta­to da Camil­lo Filati, non sig­nifi­ca nec­es­sari­a­mente lim­i­tar­si a porre dei vin­coli e dei divi­eti, ma anche gestire atti­va­mente le dinamiche nat­u­rali acceleran­do la ricom­po­sizione di equi­lib­ri all’in­ter­no di ogni eco­sis­tema o arre­stando fenomeni di degra­do e di alter­azione degli equi­lib­ri medes­i­mi. In sin­to­nia per­tan­to con ques­ta lin­ea, defini­bile di ges­tione atti­va del­l’am­bi­ente, è sta­to real­iz­za­to un impor­tante inter­ven­to, per­al­tro già pro­gram­ma­to da tem­po, di miglio­ra­men­to del­l’as­set­to veg­e­tazionale delle rive e degli imme­diati din­torni del laghet­to del Frassi­no, volto cioè a miglio­rare non tan­to l’aspet­to este­ri­ore in sen­so lato, quan­to piut­tosto la strut­tura e la com­po­sizione floris­ti­co-veg­e­tazionale dei vari habi­tat fau­nis­ti­ci com­pre­si nel giro delle rive attorno al laghetto.L’intervento, che si svolge con la col­lab­o­razione del Comune di Peschiera e che si arti­col­erà, oltre a ques­ta, in altre due fasi, mir­erà pri­or­i­tari­a­mente a rin­vig­orire il can­neto pos­to sul­la riva set­ten­tri­onale del lago ed adi­a­cente la lin­ea fer­roviaria, attual­mente sof­fo­ca­to da un proces­so pro­gres­si­vo di inter­ri­men­to che por­ta ad un’es­pan­sione del­la veg­e­tazione rud­erale ed arbus­ti­va a scapi­to del­la can­nuc­cia palus­tre medesima.Prioritaria è sta­ta, in ques­ta pri­ma fase, la riduzione del vol­ume del­la boscaglia di rovi che sof­fo­ca le rive del laghet­to impe­den­do il rin­no­var­si delle specie arbus­tive ed arboree e che crea una bar­ri­era impen­e­tra­bile tale da impedire l’avvic­i­na­men­to ed il godi­men­to di questo biotopo.Elaborato dal­l’azien­da regionale “Vene­to Agri­coltura” , che è poi di fat­to anche l’ente incar­i­ca­to a dirigere ed eseguire i lavori, questo prog­et­to di manuten­zione e miglio­ra­men­to ambi­en­tale è un modo, spie­gano gli esper­ti del­l’Am­min­is­trazione provin­ciale, per inve­stire risorse sul­l’am­bi­ente non solo allo scopo di con­ser­vazione del­l’am­bi­ente nat­u­rale medes­i­mo ma anche con l’aspet­ta­ti­va di un prob­a­bile e pos­i­ti­vo indot­to sul­l’e­cono­mia locale. “L’in­ter­ven­to”, sot­tolìnea l’ad­det­to alle aree pro­tette del­la Provin­cia, Bruno Mas­ti­ni , “con­sen­tirà anche di miglio­rare l’aspet­to esteti­co del­l’oasi attra­ver­so l’aper­tu­ra di una sor­ta di ide­ale per­cor­so cir­cum­lacuale che risul­terà par­ti­co­lar­mente utile per l’at­tuazione, in futuro, di pro­gram­mi di fruizione nat­u­ral­is­ti­co-didat­ti­ca di questo biotopo oltre che, ovvi­a­mente, anche di stu­dio ed osser­vazione del­la fauna”.Va da sé che si trat­terà di sfrut­ta­men­to cul­tur­ale ad impat­to dolce sul­l’am­bi­ente e, nat­u­ral­mente, col con­sen­so del pro­pri­etario dei ter­reni cir­costan­ti. Quin­di solo pochi vis­i­ta­tori, con un numero pre­defini­to per ogni visi­ta la cui data sarà sta­bili­ta in anticipo dai volon­tari del­l’as­so­ci­azione pro­tezion­is­ti­ca pre­pos­ta alla val­oriz­zazione cul­tur­ale del sito.