Molti visitatori (quanto nel primo giorno di «America!») per ammirare le opere del Kröller Müller

È già «Van Gogh mania»Duemila il primo giorno

19/10/2008 in Mostre
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Di Luca Delpozzo
Mimmo Varone

Cose «mai viste». Anche nel sen­so let­terale. I pri­mi vis­i­ta­tori di «Van Gogh dis­eg­ni e dip­in­ti» qua­si fat­i­cano a trovar parole per esprimere le emozioni che anco­ra sentono a fior di pelle. Mostra «bel­lis­si­ma», «oserei dire com­movente», «eccezionale»… L’ultima pro­pos­ta di Mar­co Goldin a Bres­cia las­cia sbalordi­ti per­ché riv­ela un Van Gogh insospet­ta­to e rompe l’immagine più comune dell’artista.Da San­ta Giu­lia, nel giorno d’esordio dei Cap­ola­vori dal Kröller-Müller muse­um si esce con la scop­er­ta dell’uomo Van Gogh, e di una mostra capace di par­lare all’intelligenza oltre che al gus­to. E pure chi non è nuo­vo al Goldin di San­ta Giu­lia non rimpiange affat­to le gran­di rasseg­ne sug­li impres­sion­isti né la mon­u­men­tale «America!».SONO STATI in duemi­la ad entrare nel museo del­la cit­tà, ieri. «Tan­ti quan­ti era­no sta­ti per “Amer­i­ca!” che chi­ude­va a mez­zan­otte – ricor­da Goldin – e include­va nel bigli­et­to il con­cer­to di Antonel­la Rug­giero, appe­na sot­to l’esordio di Mon­et del pri­mo anno». Dunque sod­dis­fazione anche per il cura­tore, che par­la di «matu­rità del pub­bli­co dimostra­ta dal­la ven­di­ta di numerosi cataloghi».E la con­fer­ma viene pro­prio dal pub­bli­co. «Davvero inter­es­sante, ci sono piaciute molto anche la dis­po­sizione, le didas­calie, le citazioni, i rifer­i­men­ti alla vita e ai per­son­ag­gi, a suo fratel­lo che ha dovu­to sop­por­tar­lo per tut­ta la vita…», dicono d’un fia­to Lau­ra Cap­pel­let­ti e Sil­vano Gec­che­lin, venu­ti appos­ta da . Conosce­vano bene la pro­duzione «mag­giore» del grande pit­tore olan­dese, ma «i dis­eg­ni ci fan­no capire l’evoluzione dell’artista».«Eccezionale! Ho vis­to Van Gogh ad Ams­ter­dam e altre due volte, ma ques­ta è l’unica mostra che dà l’idea dell’evoluzione del­la per­sona oltre che dell’artista». Oppure, «i suoi quadri sono bel­li ma non dan­no l’idea del suo per­cor­so. Qui ho vis­to dis­eg­ni di donne brutte che zap­pano, rese per quel­lo che era­no sen­za ide­al­iz­zarle». E anco­ra, «ques­ta è più intel­li­gente di una comune mostra, è il miglior Van Gogh che abbia mai vis­to. Qui c’è il suo lavoro, la sua evoluzione… è emozio­nante, non me l’aspettavo così bel­lo. Oserei dire com­movente». Sono tre sig­nore di un grup­po di 52 Ami­ci del­la bib­liote­ca di Abbi­ate­gras­so appe­na usci­ti in via Musei.«L’ho già vista da sola, adesso ci ritorno con la gui­da — con­fes­sa San­dra Pen­na arriva­ta da Alba. — Se a qual­cuno piace il dis­eg­no qui tro­va una mostra stra­or­di­nar­ia, fa vedere come Van Gogh ha miglio­ra­to la mano e il trat­to, e per­me­tte di conoscere l’uomo». Anche Vit­to­rio da Egna la tro­va «inter­es­sante» per­ché «per­me­tte di capire il per­cor­so dell’autore dai pri­mi dip­in­ti da auto­di­dat­ta con gli errori di prospet­ti­va fino all’evoluzione ver­so l’acquerello».D’ALTRONDE, che si trat­ti di dis­eg­ni è dichiara­to. «Sape­vo di trovare dis­eg­ni rifer­i­ti al pri­mo peri­o­do di Van Gogh» dice Anna Rosa Antonuc­ci che viene da Tre­vi­so ed esce stupi­ta da San­ta Giu­lia «impara­g­o­nabile agli spazi angusti che Goldin ave­va a dis­po­sizione nel­la nos­tra città».Franco e Marisa Meli sono bres­ciani, e trovano «otti­ma» la rasseg­na appe­na vista. «Dai gran­di quadri – dicono – ci si fa l’idea di un Van Gogh sof­fer­ente, men­tre qui risul­ta una per­sona più prote­sa ver­so gli altri. Si viene via con la sen­sazione di aver conosci­u­to una per­sona di cui non si sospet­ta­va l’esistenza». E pure chi si aspet­ta­va di vedere qualche quadro in più come Pao­la Fer­raris e Flavio Belli­ni arrivati da Alessan­dria par­la di «una bel­la mostra che svela un Van Gogh sconosci­u­to».

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