In mostra fino a venerdì al Castello scaligero le spettacolari e drammatiche fotografie di Ermanno Foroni nel martoriato paese dell’Afghanistan. Tutti l’avevano sconsigliato, ma lui non ha ascoltato nessuno e con mezzi di fortuna è penetrato nello Stato a

È stato il primo turista a vedere la Kabul del dopo Talebani

21/08/2002 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Torri del Benaco

S’intitola «Afghanistan 2002». È una mostra di fotografie in bian­co e nero. La si può vedere al Castel­lo scaligero di Tor­ri sino a ven­erdì 23 agos­to. Meri­ta, asso­lu­ta­mente: sono le prime immag­i­ni «non uffi­ciali» giunte da Kab­ul dopo i bom­bar­da­men­ti e l’ingresso degli amer­i­cani. Le ha scat­tate all’inizio di quest’anno un fotoam­a­tore di Reg­gio Emil­ia, Erman­no Foroni, quar­an­taquat­tro anni, pro­fes­sione arti­giano. Uno che per scattare un clic di quel­li giusti è dis­pos­to ad andare in capo al mon­do. Mag­a­ri rischi­an­do la pelle. Come in Bosnia, nel ’92, anco­ra in piena guer­ra. O in Amaz­zo­nia, coi dis­perati delle miniere d’oro. La mostra di Foroni è uno dei momen­ti clou del­la set­ti­ma edi­zione dell’Estate Fotografi­ca, la rasseg­na orga­niz­za­ta dal grup­po fotografi­co Lo Scat­to insieme col Comune e con la comu­nale di Tor­ri. «Ci teneva­mo ad avere queste immag­i­ni», dice Ivano Maf­fez­zoli, ani­ma­tore del­la man­i­fes­tazione, «per­ché rap­p­re­sen­tano uno stra­ordinrio esem­pio di reportage». Già, un reportage avven­tur­oso. Per­ché è questo il tipo di ama­to da Foroni. E, sia chiaro, non lo fa per sol­di. La sua è pas­sione pura, mag­a­ri con­di­ta con un brici­o­lo di med­i­ta­ta fol­lia. Dicono che gli sia cap­i­ta­to anche un «inci­dente» con le autorità afghane: vis­to­lo scattare immag­i­ni, l’avrebbero mes­so agli arresti domi­cil­iari nell’alberghetto in cui ave­va pre­so allog­gio. Ma lui è scap­pa­to. Forse Erman­no Foroni non lo sa, ma un paio di sec­oli fa era suc­ces­sa grosso modo la stes­sa cosa pro­prio sul , a Mal­ce­sine: in galera allo­ra ave­va rischi­a­to di finir­ci Goethe, il grande scrit­tore tedesco, sor­pre­so da sospet­tosi agen­ti a trac­cia­re uno schiz­zo del castel­lo scaligero. Prob­le­mi comu­ni ai viag­gia­tori «estre­mi». Nell’ex cap­i­tale del potere tale­bano Foroni c’è arriva­to con mezzi di for­tu­na: pri­ma di lui ci ave­va mes­so piede solo un «tur­ista» inglese, Roy Stew­art. In molti l’avevano scon­siglia­to, ma lui non ha volu­to sen­tire ragioni: vol­e­va andar­ci a tut­ti i costi, per doc­u­mentare i pri­mi seg­ni di rinasci­ta di una nazione mar­to­ri­a­ta. E così ecco­lo a metà gen­naio pren­dere un aereo per Peshawar, in Pak­istan. Da lì pros­egue in auto­bus fino alla fron­tiera. Poi pros­egue come può. Giunge for­tu­nasa­mente a Jalal­abad. Poi, con una cor­ri­era scas­sa­ta, arri­va a Kab­ul. Lì com­pra una bici­clet­ta, un man­tel­lo afghano e un copr­i­capo da muja­hed­din e si mette a girare fra quel che res­ta di una cit­tà. Al ritorno stam­pa tut­to e sceglie una trenti­na di immag­i­ni, le più sig­ni­fica­tive, ora in mostra a Tor­ri del Bena­co. Anco­ra per poco. Intan­to ven­erdì 23 il Diara­ma sarà a Gar­da nel chiostro del­la pieve, per l’al­tra rasseg­na del­lo Scat­to: «Gar­da Pho­to 2002» . Pro­por­ran­no Istan­bul, Beirut ed altro. Tutte immag­i­ni per pensare.

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