Il piano industriale della Catullo, azionista con l’85% di Montichiari, annuncia investimenti per 153 milioni. Forte aumento di capitale sociale. Confermata la vocazione cargo con 250mila tonnellate, passeggeri a quota 660mila

Ecco tutti i progetti del D’Annunzio

09/02/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
William Geroldi

Un «asseg­no» da oltre 150 mil­ioni di euro. È quan­to intende spendere la soci­età Cat­ul­lo per lo svilup­po e il poten­zi­a­men­to degli aero­por­ti di Verona e Mon­tichiari. Non tut­ti in un colpo solo, ma spalmati su un arco tem­po­rale che va dal 2006 al 2012, per met­tere il sis­tema aero­por­tuale garde­sano in lin­ea con i migliori scali del suo ambito com­pet­i­ti­vo. E di ques­ta cifra, un quar­to, cir­ca 41 mil­ioni di euro sono des­ti­nati alle infra­strut­ture del D’Annunzio di Montichiari.Sono le cifre con­tenute nel piano indus­tri­ale del­la soci­età scalig­era, nel­la quale i soci bres­ciani Cam­era di com­mer­cio e Provin­cia di Bres­cia deten­gono una quo­ta sig­ni­fica­ti­va del 10 per cento.L’entità del­lo sfor­zo finanziario prospet­ta­to avrà anche il com­pi­to di mis­urare il liv­el­lo di con­di­vi­sione del prog­et­to da parte degli azion­isti. Infat­ti, la soci­età avverte i soci del­la neces­sità di varare un aumen­to di cap­i­tale sociale per 21 mil­ioni di euro, sud­di­visi in due tranche, da 10 e 11 mil­ioni; pre­vis­to anche un presti­to obbligazionario per altri 20 mil­ioni di euro.Il resto del fab­bisog­no ver­rà reper­i­to con il ricor­so ai tradizion­ali canali del cred­i­to ban­car­io, sosteni­bile gra­zie alla man­can­za di oneri finanziari e all’incremento del vol­ume d’affari pre­vis­to nel peri­o­do di riferimento.Dell’aeroporto «» di Mon­tichiari (a sua vol­ta con­trol­la­to nel­la misura dell’85 per cen­to dal­la Cat­ul­lo, il restante 15 in mano a Cam­era di com­mer­cio e Provin­cia di Bres­cia) si proi­et­ta un tra­guar­do a regime, nel 2012, di 660mila passeg­geri, una soglia tut­tavia che avrebbe dovu­to essere rag­giun­ta già l’anno scor­so stan­do alle pre­vi­sioni di inizio attiv­ità del D’Annunzio nel 1999. Poi le dif­fi­coltà incon­trate dal volo su Roma, fino alla can­cel­lazione (defin­i­ti­va?) han­no cor­ret­to al rib­as­so le previsioni.Il piano indus­tri­ale ripar­tisce i 660mila passeg­geri di Mon­tichiari tra linea/low cost, due terzi, e il restante ter­zo asseg­na­to ai char­ter. È il car­go invece a con­fer­mare le gran­di chance di svilup­po, con una proiezione di cresci­ta dalle 20mila ton­nel­late del 2006 alle 250mila del 2012, di cui 40mila in quo­ta alle Poste. Pro­prio sul servizio postale la soci­età fa affi­da­men­to ben oltre il con­trat­to bien­nale sot­to­scrit­to, ipo­tiz­zan­do lo svol­gi­men­to del servizio fino al 2012 con 40mila ton­nel­late di cor­rispon­den­za l’anno movimentate.Il servizio postale, che scon­ta un ritar­do rispet­to all’inizio attiv­ità annun­ci­a­ta per gen­naio e slit­ta­ta invece ad aprile, vedrà l’arrivo su Bres­cia di almeno una dozzi­na di vet­tori per notte dal lunedì al ven­erdì. L’incremento di traf­fi­co su Mon­tichiari andrà di pari pas­so con una riduzione del pas­si­vo del­lo sca­lo bres­ciano, anche se per l’utile l’attesa si annun­cia lun­ga. Il ritorno al seg­no pos­i­ti­vo infat­ti è atte­so solo con il bilan­cio 2011. Tra le note ottimistiche, la soluzione del nodo torre di con­trol­lo di Mon­tichiari, la cui ges­tione ha pesato fino­ra sui con­ti del­lo sca­lo bres­ciano. Dal sec­on­do semes­tre, l’onere passerà all’Enav.Scorrendo le cifre ded­i­cate al «D’Annunzio», gli inves­ti­men­ti con­fer­mano prog­et­ti in parte annun­ciati e in parte alla vig­ilia dell’attuazione: costerà dieci mil­ioni l’ampliamento dei piaz­za­li di sos­ta degli aero­mo­bili di fronte ai mag­a­zz­i­ni mer­ci Bs e Bs2; tra l’altro la ridefinizione degli spazi aero­por­tu­ali deter­min­erà l’esigenza di spostare l’aeroclub per il quale s’immagina una col­lo­cazione più defilata.L’allungamento del­la pista avrà bisog­no di 18milioni di euro, ripar­ti­ti su quat­tro anni, dal 2007 al 2010. Inter­ven­ti in mate­ria di sicurez­za, argo­men­to sem­pre di estrema impor­tan­za quan­do si par­la di aerei, con­tem­plano un inves­ti­men­to di 1,5 mil­ioni di euro. L’avvio dell’attività postale prevede un esbor­so sul bilan­cio di quest’anno di 5,9 mil­ioni di euro nec­es­sari alla real­iz­zazione di diverse opere.Verona dal can­to suo pun­ta a rag­giun­gere i 4,3 mil­ioni di passeg­geri tra lin­ea (1,5 mil­ioni), char­ter (1,6) e low cost (1,1). Nell’elenco delle opere pro­gram­mate al 2012, primeg­giano il parcheg­gio mul­ti­p­i­ano con il col­lega­men­to aero­por­to-stazione fer­roviaria (10 mil­ioni); un nuo­vo piaz­za­le di sos­ta per aero­mo­bili (12 mil­ioni); soprael­e­vazione dell’aerostazione arrivi e col­lega­men­ti con i ter­mi­nal su più liv­el­li (12 mil­ioni). L’elenco è anco­ra lun­go, alla fine nel­la colon­na del­la som­ma com­pare la cifra di 102 mil­ioni, ai quali va aggiun­to un altro pac­chet­to per i mezzi in pista e servizi tecnologici.Fatto il piano indus­tri­ale, il Cat­ul­lo è anche impeg­na­to, insieme al D’Annunzio, nel­la ricer­ca di forme di col­lab­o­razione con i cug­i­ni berga­m­aschi di Orio al Serio. I con­sigli di ammin­is­trazione han­no espres­so un parere favorev­ole alla dichiarazione d’intenti che, nel­la sostan­za, pun­ta a coor­dinare gli sforzi dei sin­goli scali per evitare forme di «cannibalismo».Le soci­età sono d’accordo nell’affidare ad una soci­età di con­sulen­za l’elaborazione di una strate­gia indus­tri­ale che con­so­li­di le vocazioni di cias­cun sca­lo, ovvero voli di lin­ea e char­ter a Verona, car­go in prevalen­za a Mon­tichiari e low cost a Berg­amo. Tut­ta da ver­i­fi­care, invece, la prat­i­ca­bil­ità di una inte­grazione azionar­ia tra la soci­età berga­m­as­ca e la soci­età veronese.

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