La proposta del primo cittadino di dar vita ad un solo Comune per aumentare servizi e abbattere i costi. Ma il sindaco Scarpetta è contrario alla fusione: «Saremmo penalizzati»

Elena vuole sposare Gargnano

17/05/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Franco Mondini

Toscolano Mader­no e Gargnano rischi­ano di scom­par­ire dal­la carti­na geografi­ca. Sos­ti­tu­iti da Toga­ma? Non si trat­ta di una local­ità tur­is­ti­ca spag­no­la, ma di un nome di fan­ta­sia che rag­grup­pa l’inizio dei nomi di Toscolano e Mader­no, pae­si che sino al 1928 era­no divisi e di Gargnano. Una provo­cazione? No. Si trat­ta di una pro­pos­ta inter­es­sante che avan­za il vul­cani­co sin­da­co tosco­mader­nese Pao­lo Ele­na al pun­to di coin­vol­gere il col­le­ga gargnanese Gian­fran­co Scar­pet­ta. I due pae­si sono con­fi­nan­ti e han­no parec­chio in comune, anche se le realtà e le men­tal­ità sono diverse. Toscolano vive di indus­tria (si lavo­ra la car­ta e di tur­is­mo), Mader­no preva­len­te­mente di tur­is­mo e un po’ di agri­coltura, Gargnano di tur­is­mo, arti­giana­to e agri­coltura. Unen­do le forze diven­tereb­bero cit­tà, superan­do i dieci mila abi­tan­ti. Potreb­bero con­tare su finanzi­a­men­ti mag­giori e sull’abbattimento dei costi. Diver­si servizi sareb­bero in comune, ad iniziare dal­la sicurez­za (oggi ci sono due coman­di e due coman­di del­la polizia locale). Costi minori anche per i trasporti e per la ges­tione del Munici­pio che sarebbe uni­co con suc­cur­sali a Gargnano e in alcune frazioni come già avviene a Mon­temader­no. Ele­na ci crede e molto, al pun­to da aver con­vin­to i col­leghi di mag­gio­ran­za e da vol­er coin­vol­gere la popo­lazione attra­ver­so i peri­od­i­ci dei due pae­si. Scar­pet­ta ci crede molto meno aven­do già a che fare con un ter­ri­to­rio tra i più vasti d’Italia e frazioni dis­sem­i­nate in col­li­na e mon­tagna. E poi c’è un aspet­to da non sot­to­va­l­utare, quel­lo psi­co­logi­co. Un gargnanese non accetterebbe mai di far da satel­lite ai cug­i­ni di Toscolano Mader­no. Impens­abile can­cel­lare il nome di un paese con più di mille anni di sto­ria che ha ospi­ta­to, dal ’43 al ’45 Ben­i­to Mus­soli­ni ed è sta­to quin­di cap­i­tale d’Italia durante la Repub­bli­ca sociale di Salò. E non di meno gli abi­tan­ti di Toscolano Mader­no accettereb­bero di scom­par­ire. «Capis­co gli osta­coli a liv­el­lo psi­co­logi­co, ma i van­tag­gi sareb­bero notevoli, a par­tire dal fat­tore eco­nom­i­co, del risparmio. Si potrebbe iniziare con servizi in comune e poi val­utare il tut­to con assem­blee pub­bliche. Ma alla fine dovrà essere un ref­er­en­dum popo­lare a dire se la gente dei due comu­ni accetta o meno ques­ta pro­pos­ta che sarebbe la pri­ma del Bres­ciano» affer­ma Pao­lo Ele­na mostran­do le firme dei con­siglieri. Ele­na elen­ca i motivi che potreb­bero indurre a questo clam­oroso mat­ri­mo­nio. «La popo­lazione del nuo­vo comune rag­giun­gerebbe i 10.600 abi­tan­ti, tre mila Gargnano e 7.600 Tocolano Mader­no, soglia olre la quale si ottiene la qual­i­fi­ca di cit­tà che diven­terebbe sec­on­da a Desen­zano, Riva e Lona­to. Ques­ta qual­i­fi­ca si por­ta dietro notevoli ben­efi­ci di tipo eco­nom­i­co, ad esem­pio nel cam­po sco­las­ti­co con la creazione di isti­tu­ti supe­ri­ori, di servizi statali quali gius­tizia e san­ità e . La popo­lazione ne traer­rebbe gio­va­men­to. Cer­to, il tut­to fa fat­to con grad­u­al­ità e può spaventare all’inizio. Potrem­mo iniziare — aggiunge il pri­mo cit­tadi­no di Toscolano Mader­no — con i servizi in comune per abbat­tere i costi. In alcu­ni casi, come per l’acquedotto, gargnane­si e tosco-mader­ne­si, bevono al stes­sa acqua. Per­chè non miglio­rare i servizi poten­do con­tare anche su finanzi­a­men­ti a tas­si agevolati? I due pae­si neces­si­tano di rilan­cio per uscire dal­la crisi anche tur­is­ti­ca. L’unione fa la forza…». I van­tag­gi? «Potrem­mo affrontare i prob­le­mi in comune che per inciso sono sem­plice­mente gli stes­si a Gargnano come a Toscolano e Mader­no. Ma ripeto. Siamo alla fase embri­onale e bisogna dis­cuterne con la popo­lazione. Io comunque ci cre­do e parec­chio al pun­to da coin­vol­gere la mino­ran­za». Gian­fran­co Scar­pet­ta get­ta acqua sul fuo­co. «Si prob­le­mi ne ho già tan­ti. Il ter­ri­to­rio gargnanese è tal­mente vas­to che sarebbe il caso di tagliar­lo in due. Altro che unir­si con Toscolano e Mader­no. osa diven­terem­mo, la loro suc­cur­sale? La nos­tra gente non lo accetterebbe mai. Cer­to, si può val­utare l’ipotesi di unir­si per avere servizi in comune e abbat­tere i costi. Si pen­si che Gargnano solo per i tar­spro­ti investe all’anno 100 mila euro. Con Ele­na abbi­amo già dis­cus­so e sa come la pen­so. Ora tor­na alla car­i­ca. Ne par­lerò anch’io in giun­ta». Forse già nel prossi­mo incontro.

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