Disabili alla conquista del mondo del lavoro

Esperienze formative

08/01/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Flavio Marcolini

La Fon­dazione «Davide Rodel­la» di Mon­tichiari ha eroga­to 2 mila euro a sosteg­no del «Prog­et­to di pro­mozione pro­fes­sion­ale degli stu­den­ti e delle stu­dentesse diver­sa­mente abili» che fre­quen­tano l’Istituto statale «Don Milani». L’iniziativa riguar­da una dozzi­na di alun­ni che fino a mag­gio svol­ger­an­no stage assis­ti­ti all’asilo nido «Pin­co­palli­no», nel­la civi­ca «Trec­ca­ni degli Alfieri», alla men­sa del­la scuo­la mater­na «Mar­col­i­ni», in aziende metalmec­ca­niche, in pas­tic­cerie e da par­ruc­chieri del paese. A coor­di­narli è la pro­fes­sores­sa Ida Lucia Ton­ti che sot­to­lin­ea l’importanza di questo «per­cor­so di avvic­i­na­men­to al mon­do del lavoro, all’interno del per­cor­so sco­las­ti­co, attra­ver­so lo stru­men­to del tirocinio, sia esso social­iz­zante, sia di apprendi­men­to». Per l’insegnante si trat­ta di «un’alternativa utile per gli stu­den­ti che non sono anco­ra pron­ti per il mon­do del lavoro, è un’occasione insos­ti­tu­ibile per sper­i­menta­re in modo pieno sig­ni­fica­tive espe­rien­ze di inte­grazione e di ori­en­ta­men­to, comunque in ambi­ente pro­tet­to. «L’inserimento di questi alun­ni con dis­abil­ità in con­testi lavo­ra­tivi — spie­ga anco­ra la docente -, rap­p­re­sen­ta non solo lo stru­men­to essen­ziale dell’autosufficienza e il tramite pri­mario del­la social­iz­zazione, ma è anche ele­men­to fon­da­men­tale per la real­iz­zazione di sé e per il raf­forza­men­to del­la pro­pria iden­tità. L’avvio alle man­sioni lavo­ra­tive, le attiv­ità che preve­dono attribuzioni autore­spon­s­abi­liz­zan­ti, il recu­pero di una vita di relazione, deter­mi­nano per il dis­abile occa­sioni per l’inserimento più gen­erale nel con­testo sociale e cos­ti­tu­is­cono un ele­men­to impor­tante al fine del­la sua cresci­ta psi­co­log­i­ca e relazionale». Attra­ver­so lo stage assis­ti­to, gli stu­den­ti pos­sono real­iz­zarsi esisten­zial­mente ed uscire dal cir­cuito assis­ten­ziale. «L’occasione di espe­rien­ze arric­chen­ti a 360 gra­di — con­clude Ida Ton­ti -, rap­p­re­sen­ta inoltre la log­i­ca con­clu­sione di tut­ta l’attività di inser­i­men­to, for­mazione, social­iz­zazione svol­ta durante l’età scolare».

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