L'appello di alcuni cittadini per creare un comitato che vigili e formuli proposte

Esteti riuniti per proteggere Riva dalle brutture

21/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Fac­ciate di abitazioni scrostate, canali di sco­lo arrug­gini­ti, tet­toie peri­colan­ti, vie antiche degra­date, por­toni set­te­cen­teschi fatis­cen­ti o, anco­ra, opere d’arte (e anche su questo ci sarebbe da dis­cutere) dis­cutibil­mente col­lo­cate in angoli dal grande val­ore stori­co e pae­sag­gis­ti­co come il par­co del­la Roc­ca. Pic­cole gran­di “mac­chie” per una cit­tad­i­na tur­is­ti­ca come Riva, spes­so invis­i­bili per chi vive e lavo­ra qui, ma purtrop­po ter­ri­bil­mente evi­den­ti per gli occhi delle centi­na­ia di migli­a­ia di ospi­ti che ogni anno arrivano da noi da tut­ta Europa. Per cer­care di can­cel­lare queste mac­chie e far sen­tire “al palaz­zo” la voce dei cit­ta­di­ni, un grup­po di rivani ha deciso di cos­ti­tuire un “comi­ta­to per l’estet­i­ca” e di impeg­nar­si attivamente.«Mentre si stan­no real­iz­zan­do costruzioni pub­bliche e pri­vate — scrivono i pro­mo­tori del comi­ta­to — non ci si rende con­to che le cose sem­pli­ci (una vec­chia por­ta, una fines­tra, un anti­co vico­lo) stan­no per­den­do il loro sig­ni­fi­ca­to stori­co ed esteti­co. La cit­tà è piena di pic­cole e gran­di brut­ture, ma nes­suno se ne cura. Scat­ole elet­triche o del metano, cartel­li che dis­tur­bano la vista: sti­amo smar­ren­do il sen­so del bel­lo». Stop al cat­ti­vo gus­to, insom­ma. E per attuare questo slo­gan Ger­mano Mich­e­lot­ti e Ner­i­no Versi­ni han­no deciso di impeg­nar­si atti­va­mente. «Chi­unque riten­ga, come noi, che questo prob­le­ma è tut­t’al­tro che trascur­abile — spie­gano — può con­tattar­ci. L’e­cono­mia rivana si basa in gran parte sul tur­is­mo e, con­seguente­mente, sul­l’estet­i­ca. Estet­i­ca che affon­da le sue radi­ci in uno stile architet­ton­i­co che deve essere rispet­ta­to anche nei più pic­coli par­ti­co­lari se vogliamo esaltare la bellez­za di Riva». Per fare questo, i fonda­tori han­no già sti­la­to un pro­gram­ma-statu­to che fis­sa gli obi­et­tivi del cos­tituen­do “Comi­ta­to bel­la Riva — Soci­età del­l’adorno». Tra i pun­ti salien­ti c’è la creazione di un archiv­io stori­co e, se pos­si­bile, fotografi­co al quale potran­no accedere pri­vati cit­ta­di­ni ed enti. Non dovrebbe man­care, poi, un peri­od­i­co d’in­for­mazione sul­l’at­tiv­ità del comi­ta­to stes­so, con relazioni e pro­gram­mi su futuri inter­ven­ti. Al comi­ta­to potran­no aderire tut­ti i cit­ta­di­ni (fat­ta eccezione per chi riveste cariche pub­bliche nel­l’am­min­is­trazione) e, in segui­to, sarà nom­i­na­to un diret­ti­vo nel quale dovran­no entrare, tra gli altri, «due esper­ti in prob­le­mi legali, un esper­to di con­tabil­ità, due (o più) geometri o architet­ti, due (o più) mas­tri murai, un (o più) idrauli­co, un (o più) elet­tricista, un (o più) faleg­name, un (o più) pias­trel­lista, un (o più) arreda­tore, tre (o più) pit­tori, scul­tori, ceramisti, dec­o­ra­tori attivi a Riva da almeno dieci anni. Ogget­ti prin­ci­pali del­l’at­tiv­ità — che prevede la con­ser­vazione, la ristrut­turazione e il restau­ro — saran­no vie, piazze, strade, edi­fi­ci o par­ti di edi­fi­ci di inter­esse stori­co, artis­ti­co e cul­tur­ale che siano pat­ri­mo­nio cit­tadi­no almeno da 30 anni. Ma non mancher­an­no nem­meno stu­di sul ter­ri­to­rio, prog­et­ti e man­i­fes­tazioni che potran­no essere con­cer­tati con la pub­bli­ca ammin­is­trazione. Per aderire o saperne di più bas­ta riv­ol­ger­si a Ger­mano Mich­e­lot­ti (tel.0338/2199554) o a Ner­i­no Versi­ni, allo 0464/511268.