Cala il sipario sulla sede giudiziaria. Ultimi tentativi di salvataggio

Ex Pretura: ieri trasloco delle pratiche

08/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Un camion­ci­no mes­so a dis­po­sizione dal Comune ha por­ta­to via ieri mat­ti­na dal­la ex Pre­tu­ra di Riva (diven­ta­ta negli ulti­mi due anni sede dis­tac­ca­ta del Tri­bunale di Rovere­to solo per grazia rice­vu­ta: i «lavori in cor­so» nel palaz­zo di gius­tizia del­la Quer­cia) tutte le pratiche cor­ren­ti nelle can­cel­lerie penale e civile. Ai fal­doni, già appro­dati a Rovere­to, seguiran­no oggi i due ulti­mi fun­zionari. E ques­ta mat­ti­na anche il glo­rioso cen­trali­no tele­fon­i­co del­l’ex Pre­tu­ra rivana suon­erà a vuoto.Anche se gli archivi sono anco­ra sot­to chi­ave nelle stanze che si affac­ciano su viale delle Mag­no­lie, la dipar­ti­ta del­l’ex Pre­tu­ra rivana sem­bra davvero sen­za pos­si­bil­ità di ritorno. Pas­sato il 31 dicem­bre sen­za che il min­istro Castel­li abbia pre­so alcun provved­i­men­to, il des­ti­no degli uffi­ci giudiziari rivani è dunque seg­na­to. Ed è anche — bisogna pur ammet­ter­lo — una fine inglo­riosa, se si pen­sa che l’ac­cortez­za delle altre pre­ture tren­tine (e dei loro spon­sor politi­ci) è rius­ci­ta — ma muoven­dosi a tem­po deb­ito — a sal­vare dal­la man­na­ia dei rispar­mi cer­ti pre­si­di giudiziari (Cav­alese, Bor­go Val­sug­ana, Cles e Tione) che pote­vano sì vantare analoghe dif­fi­coltà per i cit­ta­di­ni (a «pen­dolare» nei Tri­bunali più vici­ni), ma un cari­co di lavoro decisa­mente infe­ri­ore a quel­lo del­l’Al­to Garda.A credere anco­ra nel mira­co­lo di un sal­vatag­gio di Riva come «sede dis­tac­ca­ta» del tri­bunale di Rovere­to sono rimasti in pochissi­mi. Tra questi il con­sigliere di Forza Italia Aure­lio Delai­ni, che anche ieri mat­ti­na ha pre­so al volo il sot­toseg­re­tario on.Giancarlo Inno­cen­zi (reduce dagli Sta­ti Uni­ti) e lo ha pre­ga­to di caldeg­gia­re per l’en­nes­i­ma vol­ta la causa rivana pres­so il min­is­tero del­la Gius­tizia. Delai­ni, per­al­tro, tra novem­bre e dicem­bre ave­va rac­colto (con il forte aiu­to di Bruno Rosà, del­l’uf­fi­ciale giudiziario Urci­uoli e del sin­da­co di Tiarno di Sopra Oliari) la bellez­za di 6800 firme: cit­ta­di­ni del Bas­so Sar­ca che chiede­vano la salvez­za del­l’ex Pre­tu­ra. E sem­pre Delai­ni, con la con­sulen­za di qualche avvo­ca­to nos­tra­no, ave­va anche sped­i­to ad Inno­cen­zi (questo in novem­bre) una serie di «con­trod­e­duzioni» alle argo­men­tazioni min­is­te­ri­ali a sosteg­no del­la sop­pres­sione degli uffi­ci rivani: così che il par­la­mentare trenti­no avesse parec­chie munizioni nel­la sua saccoccia.Bacino di uten­za più ampio di quel­lo con­teggia­to dal min­is­tero (i 42mila abi­tan­ti, durante la sta­gione tur­is­ti­ca si pos­sono rad­doppi­are); indice di cari­co (numero di cause) decisa­mente più ele­va­to che in altre realtà «sopravvis­sute» alla rifor­ma delle giuris­dizioni; penosa situ­azione del­la . Sono questi i cav­al­li di battaglia di quest’ul­ti­mo ten­ta­ti­vo di fer­mare il traslo­co a Rovere­to (anzi, di inver­tir­lo: a questo pun­to). Ma è un ten­ta­ti­vo dis­per­a­to. Delai­ni, comunque, dice che non tut­to è per­du­to. Vedremo.